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| 03 dic 2025 | 10:12

Il centrosinistra si compatta a Trieste: da Pd a M5S, da Italia Viva a Slovenska Skupnost tutti uniti per andare oltre il ''regno'' Dipiazza

Il centrosinistra a Trieste ufficializza la maxi-coalizione in vista delle elezioni comunali del 2027, il programma c'è ma il nome del candidato ancora no. Il centrosinistra è chiamato ancora una volta a dimostrare compattezza non solo nel fronteggiare l'avversario ma anche nella prospettiva della buona amministrazione

di Marco Calabrese

TRIESTE. “Futuro in Comune” è lo slogan con cui il primo dicembre scorso presso il Circolo della Stampa di Trieste il centrosinistra del capoluogo giuliano ha lanciato il guanto di sfida in vista delle elezioni comunali del 2027, una coalizione che riunisce tutte le forze di opposizione in un unico fronte, come il Partito Democratico, Punto Franco, Movimento Cinque Stelle e Adesso Trieste, ma che include anche Italia Viva, Alleanza Verdi Sinistra, Sinistra Italiana e Slovenska Skupnost, inaugurando di fatto una lunga campagna elettorale che andrà in scena con il 2026.

 

Un campo largo che mette al centro un programma volto a ripensare la città come luogo di benessere pensando alle molteplici realtà rionali, spazi verdi e attenzione alla salute del cittadino, individuando al contempo quelle che vengono valutate essere alcune tra le maggiori criticità, in parte imputate al lungo “regno” presieduto dall'attuale sindaco Roberto Dipiazza, condivise da questi partiti, che riguardano servizi educativi, tutela del Porto Vecchio fino all'annosa battaglia contro il progetto della cabinovia di Trieste.

 

Il rilancio della sinistra triestina passa così attraverso un percorso di inclusione e partecipazione, nell'ottica di un clima di solidarietà e responsabilità, in un momento in cui, ricordiamolo, Trieste per qualità della vita ha recentemente ottenuto il diciassettesimo piazzamento nazionale secondo il resoconto del Sole24Ore, guadagnando sì una manciata di posizioni rispetto alla classifica precedente, ma rimanendo ben più in basso degli anni passati, e soprattutto rimanendo pesantemente distaccata dal contraltare friulano di Udine, sul terzo gradino del podio subito dietro a Bolzano e Trento, rispettivamente prima e seconda.

 

Il centrosinistra cittadino sarà chiamato una volta di più ad una sfida che si presenta ricorrente per lo schieramento anche in ambito nazionale, dimostrare che l'unione d'intenti rappresentata dalla coalizione non sia da intendersi come una sorta di “corsa ai ripari” per cercare di contrastare il centrodestra uscente, ma il risultato di un progetto concreto traducibile in una capacità di amministrazione efficace. In tal senso risalta l'attuale mancanza di un nome per il candidato sindaco, che se da un lato è giustificata dal fatto che siamo appena ai preparativi della corsa, dall'altro rappresenta forse il primo grande nodo da sciogliere.

 

Nonostante l'ufficializzazione del candidato/a sarà comunicata nella primavera del 2026, le indiscrezioni, seppur tutt'altro che confermate, verterebbero a mettere sul piatto tre nomi che potrebbero assumere la guida della coalizione. Il primo nome sarebbe quello di Francesco Russo, colui che promosse l'emendamento che ha “sdemanializzato” il Porto Vecchio, che ha già affrontato la sfida elettorale nel 2021 a capo della lista Punto Franco, persa poi in favore di Dipiazza, Roberto Di Lenarda, già rettore dell'Università di Trieste e attento ai problemi sociali cittadini, fino ad ora rimasto fuori da logiche di partito ma un nome che potrebbe essere una figura in grado di rappresentare le varie anime della coalizione, e infine Mitja Gialuz, professore universitario e presidente della società velica Barcola-Grignano (organizzatrice della regata velica Barcolana), il quale più volte incalzato non ha mai confermato né smentito l'interesse verso una candidatura.

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