Contenuto sponsorizzato

Ucraina, oltre 300 studenti nelle scuole trentine. Ma i numeri potrebbero salire con l'autunno: ''In estate ricerca di mediatori e potenziamento supporto psicologico''

L'assessore Mirko Bisesti: "Ci confrontiamo costantemente con l'associazione degli ucraini in Trentino per far fronte alla barriera linguista. In questo momento non ci sono grandi criticità mentre il supporto psicologico è attivo già a causa Covid, quindi le strutture si sono trovate preparate a gestire queste necessità"

Di Luca Andreazza - 14 April 2022 - 12:12

TRENTO. "Ci sono numeri sicuramente importanti ma l'impatto sul sistema scolastico è minimo". Queste le parole dell'assessore Mirko Bisesti sull'accoglienza e sull'inserimento degli studenti ucraini in Trentino. "Tutti gli attori a vario titolo si spendono con grande disponibilità e tantissima solidarietà: dal personale docente alle famiglie". 

 

In Italia per ora sono arrivati circa 90 mila profughi dall'Ucraina a seguito dell'aggressione militare di Mosca, più di 33 mila sono under 18 e la legge italiana garantisce il diritto all'istruzione a questi studenti. A inizio marzo il governo nazionale aveva stanziato un milione di euro per le scuole che avrebbero accolto gli ucraini. "Per ora - dice Bisesti - utilizziamo risorse trentine".

 

Sono diverse centinaia gli ucraini fino adesso inseriti nel sistema trentino tra scuola dell'infanzia, ciclo primario e secondario d'istruzione. Un avvicinamento alle classi che avviene con alcuni facilitatori di lingua per conoscere gli edifici e gli spazi, una prima visione degli ambienti prima di seguire le lezioni (Qui articolo). I più piccoli vengono inoltre coinvolti in attività extra per agevolare la socializzazione e incentivare un ritorno alla normalità.

 

In alcuni casi le strutture comunali e provinciali si sono attivate per fornire le connessioni e per permettere ai ragazzi di seguire le lezioni a distanza con gli insegnanti del Paese di origine (Qui articolo). "Si lavora tra vari Dipartimenti - evidenzia l'assessore - per poter rispondere a ogni esigenza. C'è un ottimo lavoro di accompagnamento per rendere gli inserimenti il meno traumatici possibile: le famiglie che arrivano in Trentino e i più piccoli hanno bisogno di stabilità".

 

Attualmente ci sono 49 piccoli iscritti alla scuola dell'infanzia; 174 alunni alla primaria; 95 e 47 rispettivamente nelle secondarie di primo e di secondo grado e 7 nella formazione professionale. Il totale è 323 giovani ucraini inseriti nei nostri istituti sulla base dei dati raccolti fino all'11 aprile.

 

"Ci confrontiamo costantemente con l'associazione degli ucraini in Trentino per far fronte alla barriera linguista, un aspetto delicato. In questo momento - aggiunge Bisesti - non ci sono grandi criticità mentre il supporto psicologico è attivo già a causa Covid, quindi le strutture si sono trovate preparate a gestire queste necessità. Il tema della guerra è molto sentito ma nei nostri istituti vengono veicolati messaggi di pace e di amicizia come nel caso della bambina accolta all'Arcivescovile che ha cominciato a seguire le lezioni grazie all'aiuto della sua compagna di classe di lingua russa. Ho potuto seguire alcuni inserimenti e il sistema risponde bene per merito dei dirigenti e del corpo docente ma anche dei ragazzi stessi (Qui articolo)".

 

Ma alcune famiglie potrebbero scegliere di aspettare il nuovo anno scolastico per iscrivere i figli a scuola e una tregua non sembra ancora all'orizzonte, quindi è complicato prevedere una flessione nei flussi verso l'Europa, Italia e Trentino compreso. I numeri potrebbero salire nei prossimi mesi e si potrebbe presentare la necessità di avere un'accoglienza più strutturata anche negli istituti del territorio.

 

"Il Dipartimento ha attivato un monitoraggio anche per pianificare eventuali azioni o per rafforzare alcuni servizi. Ma la situazione è sotto controllo. A oggi la prospettiva è quella di una permanenza di questi studenti anche per l'inizio del prossimo anno scolastico. Il quadro viene valutato nel corso dell'estate, anche per la ricerca di eventuali mediatori e per potenziare il supporto psicologico dei ragazzi prima di procedere con l'inserimento a lezione. A ogni modo c'è una grande attenzione sul territorio", conclude Bisesti.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 1 luglio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
03 luglio - 06:01
Sono circa 1.000 i pazienti ogni anno che vengono colpiti da ictus. In relazione all'età la curva cresce dai 60 anni in poi, con un picco [...]
Cronaca
02 luglio - 21:22
Il 36enne stava affrontando una highline, una apposita fettuccia assicurata e tesa tra due sostegni a una quota di circa 1.400 [...]
Cronaca
02 luglio - 19:19
Le fiamme si sono sviluppate tra i vigneti nei pressi di un bunker della Seconda guerra mondiale, l’intervento dei vigili del fuoco complicato [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato