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Guerra in Ucraina, una quarantina i bimbi di elementari e medie nelle scuole di Trento e per ''alcuni c'è la Dad con il Paese d'origine''. La colonna mobile verso la Moldavia

Paola Pasqualin, dirigente dell'Istituto 5 di Trento e coordinatrice per le scuole del capoluogo: "Il nostro personale e i nostri docenti hanno molta esperienza, procedure già attivate per i siriani e per i migranti dall'Africa". L'assessora Chiara Maule: "Collaborazione con molte associazioni, con i privati e con Cinformi per gestire l'accoglienza"

Di Luca Andreazza - 21 March 2022 - 05:01

TRENTO. "E' un diritto poter iniziare la scuola e il Trentino è attrezzato per sopperire alle diverse esigenze". A dirlo Paola Pasqualin, dirigente dell'Istituto 5 di Trento e coordinatrice per le scuole elementari e medie del capoluogo. "La solidarietà è davvero tanta e il personale ha la necessaria esperienza per far fronte alle varie situazioni che si presentano nelle aule".

 

Sono una quarantina gli ucraini fino adesso inseriti nel sistema scolastico della città di Trento e si attendono comunque ulteriori arrivi perché l'invasione russa è purtroppo ancora in corso e il flusso di profughi è molto alto. "Lavoriamo in rete con l'Apss e le istituzioni per tutti gli adempimenti - dice Pasqualin - c'è un raccordo molto forte naturalmente con le associazioni e con gli enti del terzo settore: sono previsti, infatti, anche laboratori e momenti comunitari per agevolare gli incontri e per aumentare la socializzazione".

Un'organizzazione complessa e capillare per cercare di riportare, per quanto possibile, un po' di normalità ai piccoli che hanno lasciato l'Ucraina. "Ci sono varie situazione da seguire e da valutare tra gli ospiti nelle strutture messe a disposizione dall'amministrazione pubblica, altri che hanno trovato ospitalità da privati o da conoscenti già in Trentino. In alcuni casi - prosegue la dirigente scolastica - sono stati predisposti i collegamenti per poter seguire le lezioni in modalità didattica a distanza con il Paese d'origine mentre molti altri bambini e ragazzi procedono con l'inserimento nei nostri istituti".

 

Il calore della comunità trentina in generale è tanto (Qui articolo). Nei giorni scorsi c'è stato un "primo giorno di scuola" anche a Brentonico (Qui articolo), mentre sono ancora attive tutte le raccolte di materiali, alimenti e cibo da consegnare alle frontiere. "I nostri docenti - continua Pasqualin - hanno molta esperienza e ci siamo già attivati in passato per gestire situazioni simili, come nel caso della Siria oppure dei migranti dall'Africa presenti sul territorio: si cerca di aiutare per un ritorno alla quotidianità".

 

Un argomento è naturalmente quello della guerra con un messaggio di speranza lanciato anche dal Trentino con la bambina ucraina aiutata, in classe, da una coetanea di madre russa a seguire le lezioni (Qui articolo). "C'è stata una condivisione dei lavori di esperti e specialisti - evidenzia Pasqualin - per rassicurare sugli eventi e parlare di questi temi. I bimbi ucraini e russi convivono senza difficoltà: il nostro approccio è quello che la scuola è educazione alla pace nel rispetto delle persone e dei diritti umani".

 

Il Comune di Trento in particolare ha in agenda diverse iniziative. Si sono già svolte le prime iniziative di clownerie all'ostello, ma è stata raccolta anche la disponibilità di privati e associazioni pronte a mettere a disposizione il tempo per accompagnare, fare compagnia e organizzare attività di animazione per bambini e ragazzi ucraini. 

 

"La gestione dei pernottamenti all'ostello - commenta l'assessora comunale Chiara Maule - è in collaborazione con Cinformi, poi raccogliamo le disponibilità delle famiglie trentine per reperire gli alloggi. Ci si confronta quotidianamente con le associazioni per sviluppare tutti gli aspetti legati all'accoglienza e all'inserimento delle persone che scappano dalla guerra. Gli uffici comunali sono a regime, ma la rete di collaborazioni è davvero importante con il Servizio infanzia, KoinèPunto famiglie, Intrecci e gli universitari UniTin".

Intanto in queste ore la Protezione civile è in viaggio per raggiungere la Moldavia; il Paese più povero in Europa che ha aperto le porte in questo momento drammatico per l'Ucraina; il sistema regge, seppur in forte difficoltà nella gestione di grandissimi flussi, con uno sforzo collettivo della popolazione enorme (Qui articolo). Anche in Trentino l'associazione moldava è attiva per recuperare materiali e inviarli a Chisinau

 

"L'amministrazione comunale è in contatto con l'associazione della presidente Veronica Ciubotaru, con Caritas e Protezione civile per riuscire a recapitare quanto raccolto da questo ente. Inoltre lavoriamo in sinergia con l'associazione Rasom per cui nei prossimi giorni contiamo di poter fornire un aiuto e un supporto concreto a fronte della nostra piena disponibilità a collaborare e coordinare le varie attività sul capoluogo". 

Nel frattempo la spedizione trentina partita verso la Moldavia è composta da 44 unità tra Protezione civile, vigili del fuoco volontari, Croce rossa italiana, Nuvola, Croce bianca con 18 mezzi tra Trento e Bolzano operative per fornire il materiale per realizzare le strutture in grado di accogliere oltre 500 persone (Qui articolo).

 

Il materiale fornito è composto da 92 tende complete di impianti, 100 fornelli elettrici, 600 brandine da campo, 2.000 coperte di lana, 14 torri faro, 5.000 kit lenzuola monouso, materiale elettrico, una cucina da campo più un'altra a servizio della colonna mobile, panche e tavoli. Un'operazione programmata in sei giorni tra viaggio e consegna del materiale.

 

L'arrivo a Chisinau è previsto, infatti, per mercoledì 23 marzo con il rientro in Trentino per il 26 o il 27 marzo. Dopo aver attraversato Slovenia, Ungheria e Romania, l’arrivo sarà nel comune di Leușeni con l’assistenza in loco dell’ambasciata italiana e del governo della Repubblica di Moldavia.

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