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| 04 mar 2022 | 13:30

Ucraina, Fugatti: ''Profughi di guerra e migranti economici, situazioni diverse. Pur se ridimensionato, il sistema in grado di accogliere e dare assistenza''

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti: "Il sistema è stato ridimensionato ma la situazione è diversa rispetto al migrante economico e tutte le strutture sono attive e in grado di fornire assistenza e accoglienza. La nostra Protezione civile potrebbe andare in Polonia e in Slovacchia per allestire alcune strutture"

TRENTO. "Non ci sono ancora dei numeri precisi e non ci sono scenari definiti". A dirlo il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, nel punto stampa post Giunta e con in corso una Conferenza Stato-Regioni per trattare l'emergenza Ucraina. "A ore avremo le decisioni definitive sul fronte dell'organizzazione".

 

In questi giorni alcuni profughi in fuga dalla guerra hanno raggiunto il Trentino. Sono diversi i canali usati e la situazione è in continua evoluzione. "Tutte le strutture e i dipartimenti - dice il presidente della Provincia - sono attivi per l'accoglienza e per l'assistenza. In questa fase gli arrivi avvengono in forma autonoma e vengono sfruttati i contatti con familiari, amici e conoscenti. La gestione è affidata a Cinformi che si coordina con la Protezione civile, i servizi sanitari e le attività sociali".

 

Sono stati individuati i primi 150 posti tra TrentoRovereto Pergine (Qui articolo). "I numeri - prosegue Fugatti - ci consentono di mantenere ancora questa organizzazione, ma riceviamo numerose disponibilità da parte delle amministrazioni comunali e dai privati. La gestione avviene in base alle reali necessità: se il numero di arrivi dovesse crescere e la situazione dovesse peggiorare, saremo in grado di mettere a disposizione altre strutture".

 

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha chiesto una sorta di sburocratizzazione per accelerare gli interventi sul territorio. "Credo che la richiesta sia corretta, ma aspettiamo gli indirizzi nazionali". Il sistema di Protezione civile nazionale, coordinato da quello trentino, potrebbe recarsi ai confini dell'Ucraina per supportare l'allestimenti di strutture di accoglienza. "E' un'eventualità perché molti si fermano in Polonia e in Slovacchia. Se ci dovesse essere questa necessità, il Trentino farà la sua parte per la fornitura di materiali e allestimenti".

 

L'Alto Commissario Onu per i rifugiati (Unhcr) ha riferito che più di un milione di persone ha lasciato l'Ucraina a seguito dell'invasione da parte della Russia, numeri destinati a crescere rapidamente. "Non ci sono ancora decisioni definitive, anche sulle quote di ripartizione per le Regioni ma attendiamo dal governo le indicazioni". Tra le prime azioni della Provincia a trazione leghista c'è stato lo smantellamento del sistema di accoglienza che ora rischia di andare in sofferenza. "Una scelta miope", l'ha definita Paolo Zanella, consigliere provinciale in quota Futura (Qui articolo). 

 

"Le polemiche sul fatto che il sistema di accoglienza non sia in grado di funzionare per determinate scelte non regge", conclude Fugatti. "L'abbiamo sempre detto che c'era la possibilità di attivare le strutture nel caso di una guerra e questo fatto purtroppo è in corso. E' una situazione diversa rispetto al migrante economico, questa è una vera e propria emergenza. Pur se ridimensionato, il sistema sì è stato ridimensionato e non l'abbiamo negato, è in grado di accogliere e organizzare l'assistenza di queste persone che scappano dal conflitto. Non facciamo polemiche, lavoriamo e stop".

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