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Zeni: ''Impugnata anche la legge sul personale. Azioni elettorali che logorano l'autonomia che viene vista come un privilegio dalle altre Regioni''

L'ex assessore Luca Zeni: "Forse la Lega così nasconde una convenienza politica che può costruire, sulla difficoltà dei rapporti con Roma, una narrazione di natura prevalentemente elettorale: noi siamo attenti alle istanze locali e alle periferie, mentre il governo si oppone e mina così alla base l’autonomia della quale il leghismo si erge a unico difensore"

Di L.A. - 01 aprile 2022 - 12:52

TRENTO. "E' ormai evidente come il costante ricorso dei governi nazionali possa danneggiare l'autonomia speciale e la sua immagine". Queste le parole di Luca Zeni (Partito democratico). "Impugnative che arrivano a prescindere dalle collocazioni ideologiche e politiche di Roma. Ora la Provincia ha deciso di opporsi all'impugnativa dello Stato su due articoli della legge provinciale in materia di personale: l'ennesimo scontro con la testarda riproposizione di norme provinciali quando appaiono, anche a una superficiale lettura, come confliggenti con ordinamenti sovraordinati".

 

L'ultimo braccio di ferro riguarda le norme sul personale. "Forse però, a ben vedere, non si tratta solo di conflitti di natura giuridica. Forse dietro l’angolo si nasconde una convenienza politica tutta intestina alla principale forza di governo provinciale che può costruire, sulla difficoltà dei rapporti con Roma, una narrazione di natura prevalentemente elettorale: noi siamo attenti alle istanze locali e alle periferie, mentre Roma si oppone e mina così alla base l’autonomia della quale il leghismo si erge a unico difensore. L’idea è che questo continuo muro con i Governi nazionali abbia scopi propagandistici più che politici e di vera difesa dell’impianto autonomisitico e delle sue competenze".

 

Il consigliere provinciale del Pd ha depositato un’interrogazione proprio per capire i termini di questo scontro ma anche per valutare quindi le ricadute in negativo che questo genera sull’impianto autonomistico. Sono diverse, infatti, le partite tra Pat e Roma. E in diversi documenti presentati, Zeni chiede "quante impugnative, da parte dello Stato, sono state promosse in questa e nella scorsa legislatura provinciale? Quali sono stati gli esiti e quali i costi per le casse provinciali. Ci chiediamo se la stessa situazione di conflittualità si registra anche per le norme emanate dalla Provincia di Bolzano".

 

Nelle scorse settimane la Corte dei conti era intervenuta per chiedere maggiore cautela sulle partecipazioni pubbliche in Itas e in Cassa del Trentino. Anche la Procura della Corte dei conti è sembrata bocciare la possibilità che la Provincia acquistasse le quote del colosso trentino delle assicurazioni. In Aula erano emersi dubbi da parte di diversi consiglieri, in particolare da parte degli esponenti di Onda civica, Partito democratico e Fratelli d'Italia.

 

"In particolare i dubbi sollevati dalla Corte dei conti erano oggettivi - commenta Zeni - ma non ha sortito alcun effetto, se non quello di un supremo disinteresse da parte della Giunta provinciale. L’imperativo categorico della stessa sembra infatti essere quello di perseguire a ogni costo le proprie idee, anche se queste possono produrre effetti nocivi per la collettività trentina e, soprattutto, per la credibilità dell’autonomia. Quello che conta è affermare, con ogni mezzo possibile, le proprie esclusive ragioni perché in esse si riassume una linea politica, della quale peraltro si fatica a distinguere i profili generali".

 

Qualche mese fa era arrivata la bocciatura della legge Failoni-Fugatti sulle chiusure domenicali degli esercizi commerciali, poi l'ennesimo "stop" sulla norma Itea dei 10 anni di residenza con la Provincia "corsa" (in realtà tardivamente) ai ripari. La Corte costituzionale ha fermato anche il provvedimento sui posti riservati ai trentini all'Università (a parità di punteggio nei test d'ingresso) perché giudicata "discriminatoria". Semaforo rosso alla legge leghista sui segretari comunali con gli enti locali già in difficoltà per la carenza di personale. 

 

Si aggiungono i vari provvedimenti impugnati e bocciati a vario titolo, sulla gestione degli orsi, oppure le varie querelle legare alla gestione dell'emergenza Covid con la brusca retromarcia sulle apertura dei bar e dei ristoranti dopo aver letto tra le pieghe del Dpcm. Le tensioni per la scuola dell'infanzia operativa a luglio, un piano che si ripropone anche per questa estate.

 

"Nessuno mette in discussione il dovere di difendere le prerogative autonomistiche ma sorge il dubbio che questa difesa non possa passare sempre e solo sul terreno del conflitto permanente con lo Stato: non lo fu in passato e non può esserlo al presente. L’ autonomia infatti è confronto sereno e costruttivo. In questa situazione invece l’autonomia logora sé stessa e viene proposta al confronto con le altre Regioni sempre e solo come avversaria dello Stato e come fonte di ingiustificati 'privilegi', contribuendo così a quella vasta campagna di critica regionale alle autonomie speciali", conclude Zeni.

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