Terzo mandato, Tajani risponde a Fugatti: "Nulla di personale, problema giuridico". Salvini: "Questione locale". Lega trentina furiosa: rischia la vice presidente Gerosa
Il Governatore ha parlato di "un atto politico contro l'Autonomia del Trentino", il segretario Diego Binelli chiede "approfondite valutazioni di tipo politico", le parlamentari Testor e Cattoi tuonano che "L'Autonomia del Trentino è un valore non negoziabile e fondamentale. Questo sia chiaro anche ai colleghi di maggioranza". E, allora, cosa potrebbe accadere? La posizione della vice presidente provinciale Francesca Gerosa, che aveva votato contro, appare a rischio

TRENTO. "Un atto politico contro l'Autonomia del Trentino". "Niente di personale, è un problema di tipo giuridico". "Nessun problema, solo questioni locali".
Il "terzo mandato", un'espressione destinata a diventare politicamente "mitologica", è approdato a Roma e il Governo ha detto "no". O meglio, ha impugnato il provvedimento, trasferendo il tutto alla Corte Costituzionale, che ora dovrà esprimersi in maniera definitiva sulla legittimità o meno del ddl 52 proposto dal consigliere Mirko Bisesti, tramutato in legge dalla votazione dello scorso 9 aprile, quando i voti a favore furono 19 a fronte di 16 consiglieri contrari.
Appresa la notizia che il Consiglio dei Ministri, dopo un dibattito piuttosto acceso, aveva deciso per l'impugnazione con i voti di Fratelli d'Italia e Forza Italia, nonostante la contrarietà dei ministri della Lega, il Governatore trentino ha risposto in maniera durissima parlando di "un atto istituzionale molto pesante contro le prerogative dell'autonomia trentina, con una chiara valenza politica. Lo riteniamo un atto contro il Trentino e contro l'autonomia del Trentino".
La risposta del Governo è arrivata dal ministro degli esterni, nonché segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha spiegato le ragioni che hanno indotto il Consiglio dei Ministri a votare a favore dell'impugnativa.
"Il problema era se impugnare o meno una legge regionale che fissava la possibilità di non avere un terzo mandato - ha spiegato Tajani -. Il problema è di tipo giuridico non di tipo personale: se una legge regionale, sia pure di una Regione a statuto speciale, possa scavalcare la legge nazionale. Io credo che prevalga sempre la legge nazionale. Non c'è nessuna divisione, è un dibattito giuridico, non c'è nulla di politico e nulla di personale. Siamo tutti tranquilli".
Dunque niente di personale, niente di politico, ma la questione è squisitamente giuridica, con il titolare della Farnesina che ha ribadito che, secondo il pensiero della maggioranza dell'esecutivo, la legge nazionale prevale sempre sempre su di una legge locale, anche se questa è promulgata da una Regione (o Provincia, in questo caso) a statuto speciale.
Insomma, la tensione resta altissima, con il segretario trentino della Lega, Diego Binelli, ha parlato di "profonda divergenza di visione sulla gestione dell'Autonomia" e del fatto che siano necessarie "approfondite valutazioni di tipo politico". Chiudendo con: "chi a livello locale ha dimostrato di non capire cosa sia per noi l'autonomia, certamente si è assunto delle grandi responsabilità politiche".
Che, tradotto, significa che qualcosa di molto importante potrebbe accadere nei prossimi giorni in piazza Dante. Il riferimento di Binelli è ai componenti della maggioranza che hanno votato contro l'approvazione del ddl, la vice presidente Francesca Gerosa e il consigliere (capogruppo di un gruppo che non c'è più) Daniele Biada, entrambi di Fratelli d'Italia e non più "necessari" ai fini degli attuali numeri in aula.
Inutile girarci troppo attorno: Fugatti potrebbe decidere di operare un "rimpasto" parziale di Giunta, rimuovendo la vice presidente dal proprio ruolo. A riguardo, interrogato se quanto successo a Roma avrà conseguenze sull'esecutivo trentino, il presidente della Provincia ha risposto con "Siamo nella fase della presa d'atto dell'importante scelta istituzionale - pesante - nei confronti dell'Autonomia. Siamo in questa fase", non escludendo alcuna possibilità, ma nemmeno "rassicurando" che si andrà avanti come se nulla fosse accaduto.
E il segretario nazionale della Lega Matteo Salvini, che nei giorni scorsi aveva auspicato che la legge non sarebbe stata impugnata (anche in chiave Friuli Venezia Giulia, altra regione a statuto speciale, dove Fedriga vorrebbe anch'egli riproporsi per il terzo mandato), come ha commentato la decisione assunta dal Governo di cui lui stesso fa parte?
Con una semplicissima e brevissima dichiarazione, che ha lasciato piuttosto perplessi anche numerosi esponenti del Carroccio. "Nessun problema solo questioni locali" ha tagliato corto Salvini.
"Contestare la legge sul terzo mandato in Trentino - scrivono invece le parlamentari leghiste Elena Testor e Vanessa Cattoi in una nota ufficiale a difesa del terzo mandato - equivale a violare i principi statutari della nostra autonomia e a equiparare la nostra regione alle altre, trascurando il valore distintivo delle regioni a statuto speciale. Queste ultime detengono una competenza legislativa esclusiva in tale ambito, come indirettamente riconosciuto dalla Corte costituzionale nella sentenza relativa alla Campania. L'autonomia del Trentino è un valore non negoziabile e fondamentale. Questo sia chiaro anche ai colleghi di maggioranza".
E, allora, adesso toccherà alla Consulta esprimersi: non se ne parlerà prima di 6-8 mesi, dicono gli esperti. Ma, intanto, cosa accadrà a Roma e a Trento? Che tutto resterà come prima sono in pochi, forse nessuno, a pensarlo. Lo scossone potrebbe essere dietro l'angolo.












