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Belluno
27 ottobre | 16:01

"Basta tagli dal Governo, i comuni rischiano il default". Il grido d'allarme del sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin

"Assieme all'Anci dobbiamo far arrivare la nostra voce al Governo. In due anni  per chiudere i bilanci e restare in equilibrio abbiamo tolto spese per 5 milioni di euro e non vi sono più margini per ridurre. Anche i comuni vivono il problema dell'inflazione: il costo dei servizi è sempre più alto, ma a questo non corrispondono maggiori entrate"

"Basta tagli dal Governo, i comuni rischiano il default"

BELLUNO. Basta tagli, altrimenti si rischia il default. E' un grido d'allarme quello lanciato dal primo cittadino di Belluno Oscar De Pellegrin, in merito alle voci trapelate dalla bozza della legge del bilancio che parla di tagli per 250 - 300 milioni di euro agli enti locali.

 

“Non possiamo sopportare nuovi tagli - spiega il sindaco del capoluogo bellunese - e ci faremo parte attiva con l’Anci per far arrivare la nostra voce al Governo. La coperta è corta per tutti, ma ad accorciarla troppo come faranno i Comuni ad assicurare i servizi essenziali? Qui si rischia il default. In due anni per riuscire a chiudere i bilanci e restare in equilibrio abbiamo tolto spese per 5 milioni di euro, non ci sono più margini per ridurre, abbiamo già introdotte tutte le economie possibili”.

 

Conti alla mano rischiano di mancare tanti, troppi soldi.

“Gli uffici stanno calcolando quanto verrà a mancare al Comune di Belluno – prosegue -, per ora sappiamo che sono saltati circa 110 mila euro del Fondo di solidarietà, ai quali si aggiungono i contributi per il caro energia che nel 2021 sul 2022 erano stati di 462mila euro e nel 2022 sul 2023 di 181.747 euro. Non vorremmo ci fossero altre spiacevoli sorprese tra le pieghe di questa legge. Quel che è certo è che faremo la nostra parte, insieme all’Anci, per avviare un confronto con Roma: la situazione è davvero emergenziale, i sindaci devono alzare la voce e restare uniti”.

A fronte dei tagli, nei mesi scorsi con la riforma fiscale era arrivata l’apertura a rendere i Comuni maggiormente partecipi degli introiti derivanti dall’Imu dell’edilizia e a ridurre, di conseguenza, i trasferimenti erariali. È di circa 1 milione 800 mila euro il trasferimento che ogni anno Belluno fa allo Stato che trattiene, ad oggi, lo 0,77%.

 

“Se restasse agli enti locali uno 0,05% in più allora si parlerebbe di circa 118 mila euro che resterebbero a Belluno – analizza -, si andrebbe a tamponare la mancanza del Fondo di solidarietà e questo ci metterebbe al riparo, almeno, da questo taglio. Non sappiamo cosa ci riserva il futuro sul fronte energia, ma il quadro per ora non è roseo: al momento la spesa per l’energia si è stabilizzata al livello più alto e, a fronte di questo, non sono previsti spostamenti da parte dello Stato come avvenuto negli scorsi anni per aiutare gli enti locali a sostenere i costi. Finora siamo riusciti a far quadrare i conti con un’oculata politica di risparmio, ma non è detto che si riesca a restare in equilibrio”.

 

Infine vi è la partita del rinnovo dei contratti nella pubblica amministrazione, i cui stanziamenti saranno a carico dei bilanci autonomi e dell’adeguamento Istat.

“Anche i Comuni - conclude De Pellegrin - vivono il problema dell’inflazione: il costo dei servizi che erogano è sempre più alto ma a questo non corrispondono maggiori entrate, anzi. Pensiamo alle mense scolastiche e al trasporto scolastico, per esempio: quest’ultimo passa da 710 a 740 mila euro. Conosciamo le difficoltà del Governo centrale, ma vogliamo ragionare insieme se non per aumentare le risorse quanto meno per ridurre i tagli”.

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