Tagli alle corse, carenza di autisti e costo dei servizi: vertice a Belluno con Dolomitibus. Il sindaco: “Situazione preoccupante, le difficoltà attuali devono essere superate”
Vertice a Belluno tra Comune e Dolomitibus: tra le tante questioni affrontate anche il tema della programmazione del servizio dal 2024 in poi, prospettando l'introduzione per le tratte urbane del trasporto pubblico a chiamata nelle fasce di morbida attraverso mezzi da 9 posti che entreranno in funzione grazie all'ingresso in azione di 9 nuovi autisti, già assunti e operativi a partire da gennaio

BELLUNO. “Non ho mai fatto segreto di quanto la situazione mi preoccupi, in un territorio difficile come il nostro, con tanti paesi isolati e molti anziani, un trasporto pubblico efficiente è un servizio essenziale”. Queste le parole del sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, dopo il vertice che si è svolto martedì a Palazzo Rosso tra le autorità comunali e la dirigenza di Dolomitibus (e della Provincia) per discutere dei problemi che da mesi si stanno verificando sul territorio tra i tagli alle corse, la carenza di autisti e il costo dei servizi (Qui Articolo), con un occhio di riguardo verso le prospettive future.
“Dolomitibus – ha detto il primo cittadino nel corso dell'incontro, voluto proprio dal sindaco del capoluogo per affrontare, con un confronto tra le parti e in un'ottica di collaborazione, la difficoltà che sta vivendo il servizio di trasporto pubblico locale – è sempre stato un fiore all'occhiello del nostro territorio, non posso arrendermi a considerare normale l'attuale difficoltà, che deve anzi essere superata con soluzioni nuove e una prospettiva futura certa”. Sul tavolo martedì è stato affrontato quindi anche il tema della programmazione del servizio dal 2024 in poi, prospettando l'introduzione, per le tratte urbane, del trasporto pubblico a chiamata nelle fasce di morbida attraverso mezzi da 9 posti che entreranno in funzione grazie all'ingresso in azienda di 9 nuovi autisti, già assunti all'interno del progetto Academy e operativi a partire da gennaio.
“A problemi nuovi servono soluzioni nuove – commenta il sindaco -, numeri alla mano ci parlano di un disservizio importante, che solo nel nostro comune ha portato al taglio di oltre il 6% delle corse negli ultimi mesi. Se vogliamo tornare al buon funzionamento, dobbiamo ragionare in modo diverso. Nutriamo speranza nel rinnovo del contratto nazionale, negli incentivi economici che l’azienda sta valutando e nell’introduzione dell’indennità salariale, ma siamo consapevoli che queste misure non risolveranno il problema perché i dati nazionali ci offrono proiezioni tragiche, di una carenza che andrà peggiorando nei prossimi anni e rispetto alla quale servono soluzioni che vadano oltre la valorizzazione economica delle prestazioni, necessaria ma non sufficiente”.
“Le difficoltà del trasporto pubblico locale – aggiunge il presidente della Provincia – sono un tema su cui quotidianamente siamo sollecitati dai cittadini, ed è comprensibile vista la situazione degli ultimi mesi. La Provincia sta lavorando con Dolomitibus per provare a risolvere il problema, che è nazionale e non esclusiva bellunese. Al tavolo sulla mobilità olimpica, a Venezia, il Comune di Verona ha sollevato una situazione critica identica a quella bellunese. E anche le altre Province venete mi segnalano problemi simili. Non è vero che mal comune è mezzo gaudio, ma significa che la soluzione deve essere trovata anche a livello statale. Da parte nostra, disponibilità massima a studiare soluzioni possibili, perché i cittadini e gli utenti del tpl hanno bisogno di un servizio efficace, soprattutto nelle aree di montagna”.
Alla discussione hanno come detto partecipato anche i vertici di Dolomitibus, con la presenza del direttore operativo Gabriele Mariani: “E' fondamentale, come avvenuto ieri nella sede del Comune di Belluno, confrontarsi in modo molto chiaro sugli elementi da cui derivano le gravi condizioni di contesto del nostro settore e condividere dei piani di azione congiunti in ottica di prospettiva per il nostro territorio e i nostri clienti. Risorse economiche certe ed investimenti, flessibilità normativa, innovazione e digitalizzazione sono gli ingredienti fondamentali sui quali tutti i soggetti responsabili, privati e pubblici, devono impegnarsi. Il problema va infatti affrontato a livello di sistema, provinciale, regionale e nazionale, con sforzi e iniziative allineate. Siamo convinti che le nostre proposte di introduzione di veicoli a 9 posti anche per i servizi di linea nonché il prossimo avvio di servizi flessibili a chiamata rappresentino una concreta risposta che nel breve periodo potrà portare dei benefici al territorio”.


















