Trasporto pubblico, in certe aree montane è insostenibile. Bortoluzzi: "Servono interventi statali, altrimenti montagna e aree interne sono destinate a sparire"
Emblematico è l'esempio del comune di Zoppè dove da due mesi non passa il trasporto pubblico. Il consigliere Bortoluzzi: "A livello regionale serve presa di posizione sulla necessità di servizi aggiuntivi"

BELLUNO. "Senza correttivi forti per le aree a fallimento di mercato, vaste aree della montagna, quelle che più avrebbero bisogno di servizi, rischiano di rimanere sguarnite".
Queste le parole del consigliere provinciale delegato ai trasporti della provincia di Belluno Massimo Bortoluzzi, con un esempio tipico della problematiche che è rappresentato dal Comune di Zoppè di Cadore.
Nei giorni scorsi, infatti, la struttura tecnica di Palazzo Piloni - insieme al consigliere Bortoluzzi e ai tecnici di Dolomitibus - ha incontrato il sindaco del Comune cadorino Paolo Simonetti, il quale ha presentato la situazione del suo territorio dove da qualche mese non passa più il servizio di trasporto pubblico.
Nel dettaglio Dolomitibus, di concerto con la Provincia, ha tentato di servire Zoppè tramite un trasporto alternativo, effettuato con veicoli di piccole dimensioni e l’affidamento ad aziende di noleggio con conducente: a tale scopo è stata avviata una manifestazione di interesse, che alla fine si è rivelata infruttuosa.
E così l’azienda, d’accordo con la Provincia, ha voluto analizzare la situazione a fondo ed è emerso che nessun operatore è disponibile, con le motivazioni sono principalmente di natura economica: di fatto, la scarsa utenza e la richiesta economica per mandare avanti il servizio risulta non sostenibile e inoltre, problema ormai noto, non ci sono autisti di zona a cui affidare il servizio.
"Si impone un problema di grande rilevanza per un territorio montano come il nostro. Oggi c’è Zoppè, Comune che conta meno di 200 abitanti, ma domani potrebbero esserci altre aree" ha commentato il consigliere Bortoluzzi, specificando: "Siamo in zone scarsamente popolate, in cui effettivamente tenere in piedi un servizio - uno qualsiasi, perché vale anche per un negozio o un’attività economica - ha costi che vanno ben oltre la redditività del potenziale bacino d’utenza".
Ad essere spiegato è poi come ad oggi i corrispettivi unitari del trasporto pubblico locale in provincia di Belluno valgono circa la metà di altre zone d’Italia, cifra insostenibile per effettuare il servizio in Valbelluna.
"Servono quindi misure straordinarie prese a livello statale, per le aree cosiddette a fallimento di mercato – spiega Bortoluzzi – e a livello regionale serve la presa di posizione sulla necessità di servizi aggiuntivi per le aree montane, altrimenti montagna e aree interne sono destinate a sparire».
Ad intervenire sulla questione anche l'amministratore delegato di Dolomitibus Stefano Rossi, che spiega come investire nel trasporto pubblico non sia solo una scelta strategica per la mobilità sostenibile, ma una necessità per garantire coesione sociale e sviluppo economico soprattutto nelle aree periferiche e montane.
"Crediamo che un servizio pubblico efficiente non debba essere considerato un costo, ma un investimento nel futuro delle nostre comunità – conclude Stefano Rossi – e solo attraverso interventi mirati e un impegno costante possiamo garantire la presenza di trasporti adeguati anche nelle zone più marginali, sostenendo così l'intero territorio e la qualità della vita dei suoi abitanti".


















