Turismo mordi e fuggi, la denuncia di Treni Belluno: "Crescono gli autobus turistici per Cortina, a scapito del trasporto locale. Le Dolomiti sempre più un parco divertimenti”
“Il turismo buono non ha bisogno di scorciatoie, ma di collegamenti pubblici ben progettati, integrati tra ferro e gomma, affidabili e pubblicizzati meglio, che permettano a chiunque di spostarsi ogni giorno e più volte al giorno con facilità e rispetto. Purtroppo è un obiettivo ancora lontano”. Così l’associazione Treni Belluno denuncia l'ampliamento dell’offerta di autobus diretti per Cortina, che indebolisce ulteriormente il tpl bellunese

CADORE. “Il turismo buono non ha bisogno di scorciatoie, ma di collegamenti pubblici ben progettati, integrati tra ferro e gomma, affidabili e pubblicizzati meglio, che permettano a chiunque di spostarsi ogni giorno e più volte al giorno con facilità e rispetto. Purtroppo è un obiettivo ancora lontano. Ne hanno fame anche i bellunesi, ma nessuno pensi che mangino brioches”.
Con queste parole torna sul rapporto tra l’offerta turistica e il trasporto pubblico locale (Tpl) bellunese l’associazione Treni Belluno, da sempre impegnata a informare la popolazione sulla situazione in provincia, con particolare attenzione al fronte ferroviario.
Recentemente, il portavoce Alessandro De Nardi ha fatto il punto a Il Dolomiti sul sistema complessivo dei trasporti, dalla quale è emersa una notevole discrepanza tra il servizio ferroviario, già di per sé sofferente, e gli autobus, che sembrano non voler dialogare minimamente con esso (qui l’intervista).
A questo si aggiunge ora un’altra problematica, indice di un’attenzione orientata più al turista che al residente, senza però rendersi conto che, senza il contributo che quest’ultimo apporta al territorio, anche il primo finirà per orientarsi altrove. “Continua ad ampliarsi l’offerta - spiega infatti Treni Belluno sui social - di collegamenti con autobus diretti per Cortina d’Ampezzo e provenienti da Venezia, Padova, Milano eccetera. Devono essere servizi redditizi. Una conseguenza positiva è evidente: ogni autobus pieno che raggiunge le Dolomiti consente di eliminare una cinquantina di automobili dalle strade trafficate e dai parcheggi spesso improvvisati. Ma secondo noi c’è anche qualche effetto collaterale meno virtuoso”.
E l’effetto risiede in una logica conseguenza di questa impostazione: “Questi servizi diretti e prevalentemente turistici - denuncia dell’associazione - alcuni operati da imprese che altrove sono impegnate nel Tpl e che leggiamo essere in difficoltà per mancanza di autisti, non fanno parte del Tpl bellunese. Anzi: lo scavalcano completamente”. Insomma, in questo modo si sottraggono viaggiatori e biglietti ai treni regionali e alle corriere del Cadore, contribuendo a svuotare e a indebolire i mezzi che dovrebbero fornire un sistema di mobilità sostenibile per tutti, quindi non solo i turisti ma anche i residenti.
E invece siamo come sempre di fronte al binomio tra un turismo buono, tale quando contribuisce a mantenere vivi i servizi del luogo e le attività utili a chi ci vive, e un turismo cattivo, quello del mordi e fuggi che usa le Dolomiti come un parco divertimenti da raggiungere e poi lasciare in fretta, a discapito degli abitanti e dei servizi locali. Insomma, il turismo del leoncino che scende felice lungo la pista da bob dello spot elettorale di Zaia, mentre attorno il territorio muore.
"Si fa così - conclude Treni Belluno - anche abusando del veicolo privato, non solo utilizzando gli ‘scavalconi’, consentiteci il neologismo. Infatti i collegamenti turistici diretti, se non collaborano con il Tpl, rischiano da un lato di alimentare questo turismo piratesco e dall'altro di ‘togliere benzina’ al trasporto locale. Un modello che a prima vista sembra efficiente e accattivante, con biglietti spesso in offerta a prezzi molto convenienti e con tempi di percorrenza attraenti, ma in realtà indebolisce il tessuto infrastrutturale, economico e sociale del territorio".












