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| 15 feb 2023 | 13:25

Berlusconi chiede la resa dell'Ucraina, attacca Zelensky e imbarazza l'Europa. Il Parlamento Ue ''scioccato'' dalle sue parole: ''Il Ppe che sanzioni intende dargli?''

Anche il partito che l'ex Cavaliere ha sempre definito la sua ''casa'' il Ppe ha preso nettamente le distanze dal leader di Forza Italia dopo l'imbarazzante uscita di qualche giorno fa dove ha, di fatto, sposato la linea di Putin, Marques: ''È stato scioccante ascoltare il signor Berlusconi scusare Putin per le sue responsabilità e incolpare l'Ucraina per questa guerra''

Berlusconi chiede la resa dell'Ucraina, attacca Zelensky e imbarazza l'Europa

STRASBURGO.  Il Partito popolare europeo, quello del quale Forza Italia si fregia di far parte da sempre e che più volte Berlusconi ha dichiarato di aver contribuito a fondare definendolo ''la sua casa'', sta scaricando l'ex Cavaliere dopo le scandalose dichiarazioni di qualche giorno fa sulla guerra in Ucraina. Manfred Weber, presidente del gruppo del Partito popolare europeo, oggi a Strasburgo, durante la seduta del Parlamento europeo, ha applaudito a scena aperta alle parole in Aula del suo collega dei Socialisti e democratici, Pedro Marques, contro Berlusconi. "È stato stupefacente ascoltare Berlusconi che giustifica Putin per le sue responsabilità e accusa l'Ucraina per questa guerra". Insieme al Ppe tutto il Parlamento europeo ha applaudito all'intervento e Marques ha sottolineato il suo "grazie per il suo applauso, signor Weber, lo trovo importante".

 

D'altronde già ieri con un post su Twitter il Ppe aveva preso le distanze da Berlusconi che sta sempre più diventando una figura imbarazzante per la politica italiana ed europea

 

 

 

 

''Il gruppo del PPE respinge fermamente le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sull'Ucraina. Non riflettono la nostra linea politica. La Russia è l'aggressore, l'Ucraina è la vittima. Non cederemo alla narrazione di Putin e l'Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno''.

 

 

Cosa aveva detto il leader di Forza Italia? Domenica fuori dal seggio elettorale di Milano se ne è uscito con queste parole: "Io parlare con Zelensky? Se fossi stato il presidente del Consiglio, non ci sarei mai andato perché stiamo assistendo alla devastazione del suo paese e alla strage dei suoi soldati e dei suoi civili. Bastava che cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe accaduto, quindi giudico, molto, molto negativamente il comportamento di questo signore". E quindi ha di fatto chiesto la resa dell'Ucraina per far cessare la guerra spiegando che secondo lui gli Usa dovrebbero minacciare Zelensy dicendogli, se vuoi i nostri dollari per ricostruire l'Ucraina devi accettare le condizioni di Putin e cedere i territori occupati (illegalmente e con una barbara e violenta aggressione) dai russi.  

 

"La nostra unità nel sostegno agli ucraini ha dimostrato di essere uno dei maggiori punti di forza contro l'aggressione russa - ha detto nel suo intervento Marques -. Ecco perché è così preoccupante per questo parlamento che qualcuno nei ranghi del Ppe stia ora cercando di mettere le cose al contrario. È stato scioccante ascoltare il signor Berlusconi scusare Putin per le sue responsabilità e incolpare l'Ucraina per questa guerra - poi rivolgendosi agli applausi dei membri del Ppe -. La ringrazio per i suoi applausi signor Weber sono importanti, ma mi permetta di essere chiaro anche su questo. Ha appena detto che dobbiamo difendere lo stile di vita europeo per gli ucraini. Bene. Quali azioni concrete intraprenderà nei confronti del signor Berlusconi, riguardo al suo partito, signor Weber?". E ancora: "Che tipo di sanzioni state intraprendendo nella vostra famiglia politica nei confronti di Berlusconi, in modo che si resti tutti uniti contro l'aggressione di Putin?''.

 

Imbarazzante e imbarazzata l'uscita del ministro degli esteri italiano Antonio Tajani, che difende a spada tratta il leader di Forza Italia: "Non ha mai difeso Putin. Berlusconi che è un uomo di pace ha presentato una sua idea per seguire un percorso diplomatico, ma la posizione dell'Italia e quella di Forza Italia, e lo dirò oggi pomeriggio in Parlamento, non è mai cambiata".

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