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Bolzano
21 giugno | 13:02

Dopo il post shock, Salvadori si autosospende da Fratelli d'Italia e chiude i social. I Probiviri del partito decideranno se espellerlo. La notizia ha fatto il giro d'Italia

La sensazione è che il partito di Giorgia Meloni non abbia intenzione di andarci troppo per il "sottile". La gaffe (tanto per usare un eufemismo) di Salvadori è stata "enorme", ha fatto rapidamente il giro della Penisola e ha messo notevolmente in imbarazzo Fratelli d'Italia. L'inviato di Repubblica, Paolo Berizzi, ha dedicato alla vicenda la puntata odierna della sua rubrica "Pietre". Un'altra, l'ennesima, "pietra" lanciata - metaforicamente - contro il capoluogo altoatesino

BOLZANO. Diego Salvadori si è - per il momento - autosospeso da Fratelli d'Italia. Il consigliere comunale altoatesino, che venerdì 20 giugno ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un "terribile" post (Qui articolo), contenente una citazione del gerarca nazista Joseph Goebbels, il ministro della propaganda considerato il braccio destro di Adolf Hitler, ha sospeso momentaneamente i propri profili social

 

"Sono pronto ad assumermi le mie responsabilità - ha comunicato Salvadori - per ciò che è successo, autosospendendomi da questo momento da tutti i miei incarichi in Fratelli d'Italia fino a decisione dei Probiviri. Per gli stessi motivi ho deciso di sospendere anche i miei account social".

 

 

Salvadori ha poi ribadito la "totale e assoluta estraneità a qualsiasi forma di incitamento a regimi totalitari. Ripudio con fermezza il nazismo come il fascismo. Sono quanto di più lontano ci sia dal mio pensiero politico e personale. Mi assumo tutte le responsabilità per la citazione assolutamente inopportuna e mi scuso ancora una volta con chiunque si sia sentito ferito nella propria sensibilità".

 

La "palla" è già passata a Roma: toccherà al collegio dei Probiviri (nazionale) esprimersi riguardo il futuro di Diego Salvadori all'interno di Fratelli d'Italia (che rischia la sospensione o, addirittura, l'espulsione) e sarà anche il partito di Giorgia Meloni, eventualmente, ad imporgli di dimettersi al consiglio comunale di Bolzano.

 

Il tal senso la maggioranza, che si è ritrovata nella mattinata di oggi - sabato 21 giugno - può solamente chiedere (nel vero senso della parola) al consigliere di rimettere il proprio mandato, senza però poter imporre alcunché. Diverso sarebbe, invece, se Salvadori facesse parte della Giunta comunale. A quel punto sì il sindaco Corrarati avrebbe sì potuto agire in autonomia e ritirare le deleghe, ma non è questo il caso.

 

La sensazione è che il partito di Giorgia Meloni non abbia intenzione di andarci troppo per il "sottile". La gaffe (tanto per usare un eufemismo) di Salvadori è stata "enorme", ha fatto rapidamente il giro della Penisola (la notizia è stata ripresa da tutti i media) e ha messo notevolmente in imbarazzo Fratelli d'Italia.

 

Le reazioni a livello locale sono state durissime anche all'interno dello stesso partito meloniano (vedi le parole di Galateo che, dopo essersi scusato per il "like" messo troppo superficialmente, ha preso le distanze a nome di Fdi), sull'argomento si sono espressi anche onorevoli e deputati (tra cui la trentina Alessia Ambrosi che ha definito "inaccettabile e delirante il post del capogruppo di Bolzano", aggiungendo che "è inconcepibile che qualcuno possa anche solo immaginare di evocare le mostruosità naziste di Goebbels") e, inevitabilmente, Fratelli d'Italia dovrà dare una segnale forte.

 

 

Intanto le opposizioni continuano, a gran voce, a chiedere le immediate dimissioni da parte di Salvadori.

 

"I Verdi chiedono una discussione urgente in Consiglio comunale - scrive in una nota ufficiale la consigliera Chiara Rabini - e le dimissioni del Consigliere Salvadori. Il gruppo consiliare Verdi Grüne Vërc prende una posizione netta a seguito delle gravi dichiarazioni rese pubblicamente dal Consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che ha citato Goebbels in riferimento alla bandiera LGBTQIA+. Un riferimento inaccettabile, grave e lesivo della dignità di una parte della nostra comunità. In una nota, indirizzata al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale, Chiara Rabini - a nome dei Verdi Grüne Vërc Bz - ha chiesto ieri la convocazione urgente del Consiglio comunale e l’inserimento, nella prima seduta utile, di un punto all’ordine del giorno per affrontare il grave danno arrecato - anche a livello nazione e non solo - all’immagine dell’Istituzione e discutere le misure da adottare"

 

"Per quanto accaduto - aggiunge la consigliera - non bastano le semplici scuse, né l’imbarazzo e l’indignazione espressi dalle forze di maggioranza. Le posizioni del Consigliere sul tema LGBTQIA+ sono note da tempo e risultano discriminatorie verso una parte della nostra società. È necessario adottare misure concrete per impedire il ripetersi di episodi così gravi. Chiediamo inoltre al Sindaco di concedere il patrocinio al Pride e di dichiarare Bolzano città aperta, inclusiva e dei diritti".

 

Intanto, come detto, la notizia è diventata di respiro nazionale e l'inviato di Repubblica, Paolo Berizzi, ha dedicato alla vicenda la puntata odierna della sua rubrica "Pietre". Un'altra, l'ennesima, "pietra" lanciata - metaforicamente - contro il capoluogo altoatesino, in un pomeriggio d'estate che da - "un giorno come tanti altri" - si è trasformato nel primo vero giorno di grande difficoltà per il neo sindaco e la maggioranza.

 

E Bolzano è finita in prima pagina, certamente non per motivi onorevoli.

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