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| 07 apr 2023 | 15:38

Caldes, le domande di Dallapiccola alla Giunta Fugatti tra ordinanze, trappole a tubo e collari: ''Non porterà indietro una vita ma è stato fatto tutto il possibile?''

Ordinanza e sorveglianza, procedure e interventi tecnici, le domande dell'ex assessore Dallapiccola: "Chiunque abbia amministrato questa Provincia deve accollarsi le proprie responsabilità. Chi gli orsi li ha voluti, chi come noi, nella gestione dei Grandi carnivori ha arrancato fino ai giorni nostri e chi, ora al governo, ha tentato fin da inizio legislatura di insabbiare tutto"

Caldes, le domande di Dallapiccola alla Giunta Fugatti tra ordinanze

TRENTO. Quante squadre di forestali in più sono state collocate nei luoghi frequentati dagli orsi Mj5 e Jj4? Quanti radiocollari sono applicati e quanti sono attivi? Quante trappole tubo sono collocate, armate e sorvegliate? Quanti incontri pubblici e di formazione informazione ha tenuto in prima persona questa giunta provinciale nei periodi pre e post Covid? Queste alcune domande di Michele Dallapiccola (Casa Autonomia), l'ex assessore interviene per portare nel dibattito pubblico "semplici questioni tecniche, per sapere se davvero è stato fatto tutto il possibile per evitare tragedie come quelle di queste ore".

 

"Evidenziare le carenze che la politica di questi ultimi cinque anni ha dimostrato di avere - commenta Dallapiccola - non potrà lenire lo strazio di una vita strappata ma potrà aiutare a smuovere le acque. In che modo? Attraverso alcune semplici domande rivolte alla Giunta Fugatti. Chiunque abbia amministrato questa Provincia, a partire dalla fine dagli anni '90, deve accollarsi le proprie responsabilità. Innanzitutto chi gli orsi li ha voluti, poi chi come noi, nella gestione dei Grandi carnivori ha arrancato fino ai giorni nostri per finire con chi, ora al governo, ha tentato fin da inizio legislatura di insabbiare tutto".

 

L'ordinanza e l'aumento della sorveglianza a tutela della pubblica sicurezza e la consapevolezza sociale, i radiocollari e le trappole a tubo. Questi gli argomenti che affronta l'ex assessore. Una gestione leghista dei grandi carnivori apparsa piuttosto farraginosa con la doppia fuga di M49, la convocazione dei tavoli di ordine pubblico e sicurezza, ordinanze e decisioni cassate dal Tar. E la tragedia delle scorse ore.

 

L'ordinanza e l'aumento della sorveglianza a tutela della pubblica sicurezza. "A fronte di una situazione di pericolo conclamato - evidenzia Dallapiccola - le soluzioni estreme quali l'abbattimento o la rimozione/captivazione non sono mai di immediata o rapidissima agibilità. Possono passare giorni per non dire settimane prima di arrivare a qualcosa di concreto. Nel frattempo lo strumento dell'ordinanza con divieto di frequentazione dei boschi e l'intensificazione della presenza dei forestali nei luoghi di maggior pericolo sono davvero gli unici strumenti di pronto soccorso".

 

Le domande: quante squadre di forestali in più sono state collocate nei luoghi frequentati dagli orsi Mj5 e Jj4? Quante e quali ordinanze a tutela della pubblica incolumità sono state firmate dal presidente della Giunta provinciale dopo la vicenda di Mj5 di qualche settimana fa?

 

La consapevolezza sociale. "Da anni la Provincia si prodiga del far arrivare alla popolazione la più capillare informazione del caso. Avvertimenti, depliant e promozione non bastano mai. Siamo convinti che una politica seria e consapevole debba spendersi in prima persona soprattutto per l'effetto mediatico che può avere la presenza di una Giunta provinciale in un incontro pubblico rispetto a un banale volantino inviato a casa. Al netto della sospensione necessaria per motivi di pubblica sanità durante il periodo della pandemia, va rilevato che questa politica ha investito davvero poco nella presenza personale. Qualche sparuto incontro a porte chiuse e nient’altro di straordinario".

 

La domanda: quanti incontri pubblici e di formazione informazione ha tenuto in prima persona questa giunta provinciale nei periodi pre e post covid?

 

I radiocollari. "Pur strumento di controllo di difficile applicabilità tecnica - aggiunge l'ex assessore - qualora utilizzato rimane tra i pochi, e sicuramente il più efficace possibile, per riuscire a monitorare gli animali, specie quelli pericolosi".

 

Le domande: quanti sono i radiocollari a disposizione del corpo forestale della Pat? Quanti di questi sono applicati e quanti sono attivi? Esiste un progetto, uno studio o l’intenzione di acquisire soluzioni innovative per questo tipo di apparecchiatura? Come mai il sito Grandi Carnivori Pat che ne registra come applicati soltanto due è aggiornato al 2020? Nonostante Jj4 sia responsabile di un’aggressione a persone e M62 come responsabile di numerosi danni.

 

Le trappole a tubo. "Premesso che è bene escludere la cattura in free ranging con dardo narcotico per conclamate pericolosità dei soggetti ricercati e piuttosto schivi - continua Dallapiccola - per arrivare a una solere situazione di mitigazione del pericolo, la soluzione migliore è dotare i soggetti pericolosi di radio collare. Per applicarlo è necessario catturare gli animali. Tra i due sistemi disponibili, l’unico che rimane è dunque quello dell'utilizzo le trappole a tubo".

 

Le domande: quanti dispositivi di questo tipo ha a disposizione la Provincia? Poiché la cattura non è comunque priva di rischi, le trappole vanno costantemente tele o direttamente sorvegliate: quante di queste dunque sono state disposte nella zona delle due recenti aggressioni? E di queste, quante sono quelle attive, armate e sorvegliate dal corpo forestale in zona?

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