Caso Jj4, Rossi: ''La Provincia riteneva l'orsa pericolosa ma in 2 anni nessuna ordinanza, pesa come un macigno dal punto di vista della gestione politica"
In Aula l'ex governatore ha chiesto chiarimenti sulla corrispondenza tra Provincia, ministero e Ispra da marzo 2021 e aprile 2023 in relazione a Jj4. A ripercorrere il carteggio l'assessora Giulia Zanotelli. Rossi: "Non basta salire sul palco e assecondare le legittime preoccupazioni dei territori sui grandi carnivori, c'è poi la responsabilità di governare e non ci sono state ordinanze in due anni"

TRENTO. Tempi lunghi e nessun provvedimento per due anni. Quello che l'ex presidente Ugo Rossi considera un vuoto gestionale, colmato solo dalle lettere indirizzate a Ispra, che però non hanno avuto effetti: i pareri sono negativi e allora la Provincia si ferma, nessuna ordinanza su Jj4, l'esemplare che ha aggredito e ucciso Andrea Papi due mesi fa nei boschi di Caldes.
"La Provincia per tre volte scrive che l'orsa è pericolosa ma si ferma perché nella giurisprudenza serve il parere di Ispra", spiega Rossi. "Un parere che però per effetto della legge da noi scritta non è vincolante. Se la Provincia è responsabile della sicurezza delle persone e considera un esemplare particolarmente pericoloso, allora interviene con le ordinanze. Probabilmente ci sarebbe stata un'impugnativa ma intanto si sarebbe cercato un'azione incisiva: non si sono predisposte le misure per intervenire. Non c'è causa-effetto e non ha a che vedere con responsabilità penali, ma questa inerzia pesa come un macigno dal punto di vista della gestione politica".
In Aula l'ex governatore ha chiesto chiarimenti sulla corrispondenza tra Provincia, ministero e Ispra da marzo 2021 e aprile 2023 in relazione a Jj4. A ripercorrere il carteggio l'assessora Giulia Zanotelli. Si parte con il 22 giugno 2020, data dell'aggressione con ferimento di padre e figlio sul Monte Peller, sempre quel giorno l'ordinanza di Fugatti che dispone l'abbattimento.
Tra fine giugno e inizio luglio arrivano diversi di ricorsi al Tar delle associazioni animaliste per bloccare il provvedimento di piazza Dante. Il 4 luglio il ministero dell’ambiente scrive una lettera alla Provincia di sospendere la misura. Tra il 10 e il 31 luglio il Tar esclude l'abbattimento e sospende l'abbattimento. L'11 agosto arriva un'ulteriore ordinanza per passare alla cattura dell'animale, seguono nuove impugnazioni a cui la Provincia resiste e il 16 settembre il Tar si pronuncia favorevolmente rispetto all'ipotesi di piazza Dante.
Ecco l'appello al Consiglio di Stato da parte delle associazioni animaliste che riescono a spuntarla e viene definitivamente sospesa la seconda ordinanza, siamo al 12 ottobre 2020 con il Tar che si adegua nell'aprile 2021. Nel mezzo di quei mesi c'è un falso attacco a due forestali, risale al 29 agosto ma sostanzialmente emerge solo dopo la tragedia di Caldes.
Passa quasi un anno, il 4 ottobre 2021, la Provincia opera una nuova valutazione e rimarca che la pericolosità di Jj4 è immutata: richiesta a Ispra per un parere sull'abbattimento; un mese dopo il parere negativo. Circa 7 mesi più tardi c'è un altro episodio che riguarda l'orsa: il 22 giugno 2022 c'è un falso attacco a un biker. Anche questo caso comunicato in via ufficiale solo dopo la morte di Papi.
Il mese successivo (15 luglio) la Pat scrive a Roma: una nuova richiesta di parere a Ispra per rivalutare la pericolosità in funzione della rimozione (visto l’attacco a un biker) e nuovo parere negativo dell’Istituto; il 21 ottobre, spiega Zanotelli, arriva il terzo e ultimo parere negativo di Ispra che non ritiene sufficientemente motivata la richiesta di rimozione.
Poi si arriva a quest'anno con il drammatico incidente mortale nei boschi di Caldes del 5 aprile. L'assessora Zanotelli riporta anche qui tutto l'iter. L'8 aprile la prima ordinanza, il 13 aprile il secondo provvedimento del presidente della Provincia che integra e modifica la prima alla luce dell’identificazione dell’orso, disponendo l’abbattimento nel minor tempo possibile; il 14 aprile decreto del Tar numero 19 che dispone la sospensione dell’efficacia della prima ordinanza limitatamente all’abbattimento.
Nella notte tra il 17 e il 18 aprile la cattura di Jj4 e trasferimento nel recinto del Casteller; il 18 aprile il decreto del Tar numero 49 che dispone la sospensione dell’efficacia della seconda ordinanza in relazione all’abbattimento e il 19 aprile l'acquisizione del parere di Ispra depositato agli atti al Tar che evidenzia la piena coerenza dell’abbattimento rispetto a quanto contenuto nelle linee guida tecniche in materia e rispetto a quanto riportato nel Pacobace.
Il 20 aprile ulteriore parere di Ispra depositato agli atti al Tar, attribuendo il comportamento di Jj4 al livello massimo di pericolosità; il 27 aprile decreto del presidente della Provincia numero 10 che recepisce il parere di Ispra, come richiesto dal Tar e autorizza la rimozione tramite abbattimento; il 1 maggio decreto del Tar numero 52 che dispone la sospensione dell’efficacia del decreto numero 10 intimando alla Provincia di depositare diversa documentazione relativa ai trasferimenti di orsi, nonché alle aree resesi disponibili e potenzialmente in grado di ospitare l’orsa; trattazione collegiale dell’incidente cautelare - camera di consiglio del 25 maggio. Queste le tappe ripercorse da piazza Dante.
L'ex presidente ha detto di aver capito bene l’excursus e si è detto soddisfatto della risposta, ma ha aggiunto che si riserva di andare a leggere le lettere di Ispra. "I pareri negativi, che non sono comunque vincolanti, sono nelle conclusioni, ma non sembrano così tranchant per come sono scritti. Forse c'è stata una carenza di documentazione inviata e andrebbero analizzati i documenti".
E Rossi si basa anche sulla sua esperienza. "Abbiamo gestito la presenza dei grandi carnivori con norme ancora più delicate e abbiamo creato una legge che è passata indenne alle valutazioni di Tar e Consiglio di Stato. Sono andato comunque a processo perché ci sono sempre ricorsi (procedimento che scaturì dalla rimozione di Kj2, processo che ha visto l’assoluzione dell’ex presidente della Provincia). In due anni non ci sono atti da parte del responsabile per la sicurezza pubblica che ritiene però l'orsa pericolosa. E' debole argomentare che non si è intervenuti perché ci sarebbero state alcune impugnative".
Una mancata adozione di provvedimenti giudicata una debolezza sul fronte della gestione politica. "Non basta salire sul palco e assecondare le legittime preoccupazioni dei territori sui grandi carnivori, c'è poi la responsabilità di governare e non ci sono state ordinanze: tante parole ma nessuna strategia, ci si è fermati ai pareri, senza però cercare di intervenire in modo incisivo", conclude Rossi.













