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| 11 mag 2022 | 18:37

Abbattimento dell’orsa Kj2, l’ex presidente Rossi e il dirigente assolti “perché il fatto non sussiste”: “Il processo dimostra che la nostra gestione è stata ottima”

L’ex presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi e il dirigente Maurizio Zanin sono stati assolti nel processo che li vedeva imputati per l’abbattimento dell’orsa Kj2 avvenuto nel 2017: “In casi specifici bisogna poter prendere anche certe decisioni”

TRENTO. “Il fatto non sussiste” per questo l’ex presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi e il dirigente Maurizio Zanin sono stati assolti nel processo che li vedeva imputati per l’abbattimento dell’orsa Kj2 avvenuto nel 2017.

 

L’esemplare in questione si era resa protagonista di due aggressioni ai danni di altrettante persone, nel 2015 e nel 2017. A quel punto i vertici provinciali avevano deciso di abbattere l’orsa. “Le regole ci sono – ha detto Rossi al termine dell’udienza – il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto che il processo si dovesse fare e credo che sia stato comunque utile farlo. Sono soddisfatto perché questo processo ha dimostrato che in Trentino non c’è nessuna guerra e caccia all’orso, c’è una gestione della specie dell’orso ottima e abbiamo per fortuna una Provincia, un servizio, una forestale che hanno lavorato benissimo in questi anni, come meglio non si poteva”.

 

Ovviamente di tutt’altro avviso le parti civili con gli ambientalisti che chiedevano a gran voce una condanna che però non è arrivata. “Oggi – ha aggiunto l’ex presidente della Provincia – la responsabilità di condurre in porto questo progetto e di prendere delle decisioni non è più mia, io mi auguro che si continui nello stesso modo. Avevo la coscienza assolutamente tranquilla, sono soddisfatto, ringrazio il mio avvocato (Nicola Stolfi ndr) e l’avvocato del dottor Zanin (Roberto Bertuol ndr), perché ci hanno aiutato a chiarire meglio una vicenda che è vero non doveva cominciare ma che forse è bene che si sia chiarita fino in fondo”.

 

 

Secondo Rossi è anche nell’interesse della specie che in alcuni casi specifici “bisogna poter prendere anche certe decisioni. Io le ho prese – ha sottolineato – addirittura senza avere il supporto di una legge provinciale che poi è stata emanata. Forse sarebbe il caso oggi di lavorare più proficuamente con lo Stato per riempire di contenuti quella legge provinciale e dare degli strumenti ancora più chiari.

 

Per quanto riguarda l’aggressione di Kj2 del 2017 recentemente si è tenuto un altro processo: Angelo Metlicovec, l’uomo che era stato attaccato alle spalle dall’orsa durante una passeggiata lungo il sentiero 627, all’altezza del maneggio Liberio in località Predera, che collega il secondo lago di Lamar con la zona di Terlago, aveva deciso di fare causa alla Provincia, chiedendo un risarcimento di circa 68mila euro per le ferite riportate nell’attacco, che gli hanno causato tra l’altro difficoltà permanenti nella mobilità del braccio. La sentenza di primo grado però ha dato ragione alla Provincia. Secondo quanto stabilito dal magistrato infatti, l’attacco al pensionato rientra nell’ambito della casualità e il 70enne era conscio dei rischi visto che, oltre alla presenza dei cartelli di pericolo e alle notizie ampiamente riportate di precedenti aggressioni, l’uomo era un frequentatore abituale di quei luoghi.

 

 

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