Contenuto sponsorizzato
| 04 mag 2023 | 06:01

Orsi, se Fugatti nel 2015 chiedeva: “La Pat aspetta il morto per intervenire?”, oggi Rossi tende la mano: “Disponibile a collaborare ma l’approccio demagogico deve finire”

L’ex presidente della Provincia ha ripercorso la storia della gestione degli orsi in Trentino: “I ministri di qualsiasi segno politico sono sempre stati molto attenti a toccare l’orso, mentre la Lega e Fugatti hanno sempre strumentalizzato la questione. Da aprile 2021 non ci sono state ordinanze su Jj4 ma Fugatti aveva comunque il potere di intervenire”

Orsi, se Fugatti nel 2015 chiedeva: “La Pat aspetta il morto per intervenire?”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Dopo un iniziale silenzio “nel rispetto di questa tragedia” Ugo Rossi è intervenuto per dire la sua sulla gestione degli orsi. Un tema che da un mese domina le prime pagine dei quotidiani, locali e nazionali. Lo scorso 5 aprile infatti il Trentino è stato sconvolto dalla notizia della morte del 26enne di Caldes, Andrea Papi, ucciso dall’orsa Jj4. Ne è nato un acceso dibattito nel quale ora interviene anche Rossi.

 

L’ex presidente della Provincia di Trento (dal 2013 al 2018) ha ripercorso tutta la cronistoria che riguarda la gestione degli orsi fino a questi giorni. “Il primo pensiero va alle persone aggredite in questi anni e a chi purtroppo ha perso la vita, ma in quest’ultimo periodo in molti hanno parlato a sproposito”.

 

La decisione di reintrodurre gli orsi in Trentino venne presa durante la legislatura 1993-98, con il progetto Life Ursus che iniziò a partire dal 1999 quando alla presidenza della Provincia c’era Lorenzo Dellai. “Al tempo non c’era contrarietà verso la reintroduzione, non rammento particolari prese di posizione né dall’opinione pubblica né dalla politica”.

 

Nel 2013 invece arrivò Rossi e l’anno seguente dovette gestire il primo caso di attacco ai danni di un uomo. In questo senso l’ex presidente cita la fitta corrispondenza avviata con il Ministero dell’ambiente a Roma (al tempo l’unico in grado di autorizzare qualsiasi intervento sui plantigradi). La prima lettera in cui si parla delle criticità e del calo dell’accettazione sociale, oltre che della necessità di ottenere adeguati strumenti di gestione e di un numero massimo di orsi, è datata 11 giugno 2014. Per la cronaca la prima aggressione arriverà il mese seguente.

 

“Appena insediato presi subito coscienza della complessità di gestire i plantigradi in un territorio tanto antropizzato – spiega Rossi – ed è solo grazie ai nostri interventi se oggi la Provincia ha gli strumenti per intervenire anche se questi non sono stati utilizzati dall’attuale amministrazione. Abbiamo sempre agito nel rispetto delle regole e nell’interesse della salvaguardia della specie, per questo avevamo ottenuto dei risultati. Con Ispra e Muse – prosegue Rossi – avevamo organizzato un tavolo di partecipazione e informazione che riuniva vari portatori d’interesse, comprese associazione come Sat e Wwf, ma da almeno tre anni questo organismo non viene più convocato”.

 

La precedente amministrazione di Centrosinistra si era fatta carico di organizzare numerosi incontri sul territorio (almeno 55) e aveva avviato un progetto sperimentale per monitorare orsi e lupi attraverso il radiocollare. Inoltre erano stati installati i cartelli per avvertire del pericolo e, quando questo divenne troppo elevato, si decise di procedere con l’abbattimento come nel caso di Kj2. Lo spray anti-orso per esempio era stato richiesto già nel 2017 ma da Roma erano arrivate solo vaghe promesse. D’altra parte gli scontri con Roma non erano mai mancati, benché all’interno di una cornice più istituzionale. “I ministri di qualsiasi segno politico sono sempre stati molto attenti a toccare l’orso, ben consapevoli che fuori dal Trenino la maggioranza della popolazione non li vuole vedere catturati o abbattuti”. Da Destra a Sinistra, passando per il Movimento 5 Stelle, nessun ministro si è voluto prendere la responsabilità di intervenire.

 

“Anche Salvini è stato ministro dell’Interno e avrebbe potuto adoperarsi per legalizzare lo spray anti-orso ma non ha mai fatto nulla, eppure quando morì Daniza venne con Fugatti a manifestare per chiedere le mie dimissioni”. Rossi ha ricordato le minacce ricevute da lui a dall’allora assessore all’agricoltura e turismo, Michele Dallapiccola, “colpevoli” agli occhi di parte dell’opinione pubblica di aver cagionato la morte dell’orsa Daniza (deceduta durante le fasi di cattura) e di Kj2, abbattuta perché ritenuta troppo pericolosa. “Eppure – commenta non senza amarezza l’ex presidente – la Lega e Fugatti hanno sempre strumentalizzato la questione lupi e orsi, agli incontri che organizzavamo si presentavano per dire che non servivano”.

 

Effettivamente oggi sembrano un boomerang le parole di Fugatti che nel giungo 2015 scriveva su Facebook: “Un’altra persona aggredita dall’orso in Trentino. Aspetta il morto la Provincia per intervenire? Gli orsi problematici vanno catturati”. Il morto purtroppo c’è stato ma è arrivato in un momento in cui probabilmente la Provincia ha abdicato al suo ruolo di protagonista nella gestione dei grandi carnivori, dopo quasi 5 anni di amministrazione leghista. 

 

Dal 2018, grazie a una legge firmata da me e proposta da Dallapiccola, il presidente della Provincia ha il potere di attuare direttamente la direttiva europea Habitat sui grandi carnivori per catture e abbattimenti senza passare dal Ministero dell’ambiente”. Il paradosso è che a impugnare questa legge fu il Governo formato da Movimento 5 Stelle e Lega, la Corte costituzionale però diede ragione al Trentino.

 

“Su Kj2 le ordinanze erano state impugnate ma non sono mai state bloccate dal Tar – dice Rossi – eppure quando ho ordinato l’abbattimento le minacce sono arrivate a me e ai miei famigliari ma non ho avuto scorte. L’ordine era stato dato in nome della sicurezza e non per punire l’orso. Evidentemente non ero contento di dover porre in essere un atto così cruento ma come la maggior parte degli esperti ritengo che una vita in cattività per un orso selvatico sia molto più crudele”. Dalla decisione di rimuovere Kj2 scaturì anche un processo che ha visto l’assoluzione dell’ex presidente della Provincia anche se a settembre il tribunale sarà chiamato a esprimersi sul ricorso civile intentato dalle associazioni animaliste.

 

Ad ogni modo Rossi è poi entrato nel merito del caso Jj4. “Dalla sentenza della Corte costituzionale gli strumenti per intervenire c’erano ma non sono stati usati”. L’ex presidente ci tiene comunque a sottolineare di non voler puntare il dito contro Fugatti, “al quale va la mia solidarietà” ma piuttosto verso “l’approccio demagogico” fin qui adottato: “La Provincia, pur avendone facoltà, non ha adottato autonomamente piani di gestione sugli orsi, inoltre dopo la prima aggressione di Jj4 anziché premere subito all’abbattimento sarebbe stato meglio catturare l’esemplare. Il vero aspetto critico però è che da aprile 2021, l’ultima sentenza del Tar, non ci sono state ordinanze. La Giunta è stata sostanzialmente inerte benché ci fossero degli strumenti per arrivare alla rimozione dell’orsa”.

 

Detto questo l’ex presidente tende una mano a Fugatti e si dice pronto a collaborare. “Finora è stato fatto molto poco, serve serietà e non si può incolpare i giudici per le proprie mancanze. L’Ispra – osserva Rossi – è un alleato e non un ente da combattere, poi è inutile provocare gli animalisti cercando di mettere i trentini contro il resto d’Italia”. In altre parole l’ex presidente chiede a Fugatti “il coraggio di fare scelte impopolari ma necessarie” per salvaguardare la sicurezza della popolazione senza mettere in pericolo la sopravvivenza della specie orso.

 

“Inutile raccogliere firme e promettere il trasferimento di 70 plantigradi quando poi non si adottano i provvedimenti necessari e nei documenti ufficiali si dice che la convivenza è possibile”. Infine secondo Rossi è tempo per la Provincia di tornare ad affidarsi agli esperti: “Fugatti deve accettare che in queste situazioni il presidente viene lasciato da solo, perché anche se a Roma c’è un ministro amico nemmeno lui avrà il coraggio di prendere delle decisioni che vanno contro il consenso popolare e fanno perdere voti”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato