Centrodestra tra orsi ed elezioni provinciali, Michela Brambilla all'attacco: ''Fugatti ricandidato? Mi pare difficile che possa essere protagonista di una nuova stagione"
Volto molto conosciuto di Forza Italia e oggi nel centro destra con il gruppo “Noi Moderati", l'onorevole Michela Brambilla punta il dito contro l'operato del governatore: "Fugatti interpreta la parola 'autonomia' come 'esercizio di un potere senza limiti'. Ovviamente non è così"

TRENTO. Maurizio Fugatti ricandidato alla guida dalla Provincia di Trento? “Mi pare difficile che possa essere protagonista della nuova stagione”. A dirlo a il Dolomiti è l'onorevole Michela Brambilla, non solo fondatrice della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, ma per anni anche importante volto di Forza Italia e oggi nel centro destra con il gruppo “Noi Moderati”.
Nei giorni scorsi da parlamentare ha visitato il Casteller dove si trovano rinchiusi al momento l'orsa JJ4 e anche M49. Ha chiesto più volte al governatore Fugatti di fermarsi e si è detta pronta a proseguire la battaglia per salvare la vita agli orsi condannati all'abbattimento.
Onorevole Brambilla, grazie al ricorso di Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente il Tar per la seconda volta ha bloccato l'abbattimento di mamma orsa JJ4. Un segnale importante che però non sembra fermare la volontà del governatore Fugatti. Lei cosa ne pensa?
“Fugatti interpreta la parola “autonomia” come “esercizio di un potere senza limiti”. Ovviamente non è così. L’amplissima discrezionalità accordata al presidente dalla legge provinciale del 2018 e confermata della Corte costituzionale, su cui è fondato il decreto di abbattimento, è sottoposta a precise condizioni. Il presidente può “autorizzare il prelievo, la cattura o l'uccisione”, purché “non esista un'altra soluzione valida”.
Sta parlando del trasferimento.
L’Ispra, il ministero e il giudice amministrativo dicono che questa soluzione c’è. E paradossalmente lo dice anche Fugatti, che nel 2021 ha trasferito all’estero due orsi: DJ3 e M57. Questa è la strada indicata dalla logica e dal buon senso. Ma ora il presidente pensa di “punire” l’orsa come se fosse un criminale umano. La morte di Andrea Papi (che non dobbiamo mai dimenticare e che ci addolora) non è stata un delitto commesso dall’animale, impossibile per definizione, ma una disgrazia che si poteva e doveva evitare.
Il governatore vuole trasferire 70 orsi, portarli via dal Trentino. Lei crede sia possibile?
Si possono cercare soluzioni per ridurre il numero degli orsi in Trentino, ma la deportazione di massa è una proposta chiaramente irrealizzabile e inconcludente.
Si è arrivati a questo punto per gravi lacune da parte della Pat nella gestione del progetto?
Da quando se ne occupa, cioè dal 2004, la classe politica trentina ha dimostrato di non credere al progetto di ripopolamento degli orsi, che è stato invece un successo straordinario, e non ha neanche tentato di creare le condizioni per la migliore convivenza tra uomo ed orso sul territorio e per la dispersione degli animali in tutto l’Arco alpino com’era previsto in origine. Servivano corridoi faunistici, per i quali avevo chiesto invano 12 milioni nell’ultima legge di bilancio, l’identificazione e il monitoraggio degli orsi, rapida introduzione o potenziamento di mezzi dissuasivi e di prevenzione (come l’installazione di cassonetti anti-orso), divieto di foraggiamenti incauti, chiusura di aree a rischio, informazione puntuale e aggiornata alla popolazione e ai turisti, eventualmente sistemi di controllo delle nascite. Per di più, Fugatti è convinto che la “guerra agli orsi” gli porti voti e quindi alimenta paura e odio.
A ottobre ci saranno le elezioni provinciali. Il centrodestra è al momento ancora diviso sull'appoggio a Fugatti. Visto quello che è successo, l'atteggiamento avuto nella gestione di un progetto così importante come il Life Ursus, lei crede opportuna una sua ricandidatura?
A questo punto vedo solo due possibilità: o la Provincia insiste sulla linea di una “guerra agli orsi” senza sbocchi, con incalcolabili danni d’immagine e all’economia turistica e probabilmente ingenti danni erariali, oppure riformula la propria politica, coinvolgendo tutte le parti interessate, nessuna esclusa, per dare una risposta efficace a tutte le istanze, per garantire la sicurezza del territorio e per consentire agli orsi, “richiamati” con grande sforzo e grande spesa, di restare nei boschi del Trentino. Mi pare difficile che Fugatti possa essere protagonista della nuova stagione di cui c’è bisogno.













