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Da Trento a Bolzano, Urzì è il kingmaker: "Cia? Chi è causa del suo mal pianga se stesso, nessuna responsabilità di FdI ma comprendiamo scelta di Fugatti"

Intanto Cia scrive a Meloni. Invece il Patt punta all'assessorato esterno e le strade portano a Marchiori. Il segretario politico delle Stelle Alpine: "La linea è quella di avere più peso nella Giunta: non sono stati fatti nomi, più che l'ambizione conta il programma". Con il ritiro delle deleghe a Cia e la presidenza del Consiglio provinciale a Soini si potrebbero sbloccare gli ultimi tasselli per il Fugatti bis

Di Luca Andreazza - 08 dicembre 2023 - 05:01

TRENTO. Una linea a tratti dura, sicuramente ferma. Non si è lasciato turbare più di tanto dagli alti e bassi di una crisi di Giunta e da 48 ore di spaccatura all'interno della forza politica, Fratelli d'Italia ha ottenuto la vice presidenza della Provincia di Trento e siede al tavolo della trattativa con l'Svp in Alto Adige. Risultati difficilmente pronosticabili fino alla scorsa legislatura. Il merito va attribuito al consenso che ruota intono al partito di Giorgia Meloni, indubbiamente protagonista sulla scena politica, ma anche alla capacità di Alessandro Urzì nel ruolo di kingmaker. E' fino adesso riuscito a tenere il timone e mantenere la rotta.

 

Intanto Cia, che medita di lasciare FdI, attacca Urzì e si sfoga sui social: "Il mio assessorato barattato per un piatto di lenticchie, il titolo "nobiliare" di vice presidente ma si sa, rinunciare e mettere la propria dignità nelle mani di un 'leader', per ottenere un vantaggio, è la forma più primitiva di baratto". E l'assessore in uscita ha scritto anche una lettera allo staff di Meloni in quanto il partito in Trentino subirebbe una romanizzazione e non escluderebbe una diaspora degli iscritti. 

 

Non è ancora stato superato lo stallo per l'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale, le minoranze hanno abbandonato la seduta e le decisioni sono state rimandate di 7 giorni. Ma il ritiro delle deleghe a Cia, l'ingresso in Giunta di Zanotelli in quota politica spalanca le porte alla richiesta del Patt avanzata al presidente della Provincia: l'assessorato tecnico. Alla guida dell'Aula invece sono salite le quotazioni di Claudio Soini, l'ex sindaco di Ala eletto con lista Fugatti.

 

FRATELLI D'ITALIA TRA TRENTINO E ALTO ADIGE

Sono state tre settimane tese in particolare tra i due azionisti di maggioranza della coalizione. Una crisi aperta due ore dopo l'ufficializzazione della composizione della squadra di governo bis griffata Fugatti. Accordo disatteso e FdI che si è sentita umiliata, ecco la fuoriuscita dalla compagine meloniana dalla Giunta e il braccio di ferro si è concluso con la nomina di Gerosa alla vice presidenza quasi un mese di rivendicazione e di una trattativa lenta e faticosa.

 

"La vice presidenza della Provincia, in un ticket con la presidenza, era oggetto dell’accordo e dell’impegno assunto dalle principali forze politiche della coalizione", dice a il Dolomiti il commissario provinciale di Fratelli d'Italia. Questo è stato il punto di partenza, il rispetto dei patti che abbiamo rivendicato con forza per rendere riconoscibile il ruolo della nostra comunità politica nel lavoro dei prossimi 5 anni. Siamo rimasti coerenti, un tratto che caratterizza l'azione di governo indicata da Giorgia Meloni".

 

Un percorso accidentato dal voto a sostegno della Lega in Regione di Biada, Daldoss, Cia e Girardi. Il dietrofront in 48 ore, ma l'assessore alle politiche per la casa, disabilità, mobilità e trasporti ha sparigliato le carte insediandosi anzitempo rispetto alla nomina di Gerosa quale vice presidente della Provincia. Nei prossimi giorni gli verranno tolte le deleghe per far spazio a Zanotelli. Questo rimescolamento potrebbe rafforzare il Patt, vicinissimo all'assessorato esterno.

 

"La titolarità dell’assegnazione delle deleghe è esclusivamente nelle mani del presidente", aggiunge Urzì. Al momento disponiamo di due posizioni in giunta provinciale. Al momento. Gerosa e Cia. A Gerosa sono state assegnate competenze pesantissime e importantissime come l’istruzione, la cultura, la famiglia, i giovani, le pari opportunità, lo sport con le Olimpiadi. Insomma si può parlare di due assessorati. E la vice presidenza rende chiaro e centrale il ruolo di FdI nella Giunta provinciale. Quello che chiedevamo. Oggi il gruppo, 4 su 5 esponenti, è compattissimo e composto da persone che hanno anteposto l’interesse della squadra al proprio. La nostra determinazione nel pretendere il massimo della rappresentatività, purtroppo, è stata limitata da alcune sfilacciature che, nonostante gli inviti del partito, l’assessore Cia non ha raccolto. Una situazione che ci ha fatto indubbiamente perdere potere contrattuale. Siamo dispiaciuti perché volevamo salvaguardare proprio la sua posizione che era quella di FdI".

 

L'assessore uscente ha lanciato il suo j'accuse proprio a Urzì. "Se il presidente Fugatti ha deciso così, comprendiamo la sua scelta", continua il commissario politico di Fratelli d'Italia. "E' venuto a mancare il rapporto di fiducia tra Cia e il partito. Ha giocato con persistenza una partita personale per restare avvinghiato a un assessorato che non era stato concordato con il partito. Questo ci ha indebolito e dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo. Una scelta personale e di potere pesa su tutto il gruppo. Avevamo per questo chiesto ai nostri assessori di astenersi dall’ assumere i ruoli in attesa di definire il quadro complessivo. Dispiace possa perdere le deleghe ma le responsabilità sono sue, non certo di FdI: chi è causa del suo mal pianga se stesso".

 

Insomma, FdI si smarca dalla vicenda. Nulla osta nella difficile ipotesi che qualcosa cambi nelle prossime ore e che ci sia una riconferma, nessuna barricata sul fronte ritiro delle deleghe. "La decisione di violare la disposizione del partito per assumere le funzioni in modo autoreferenziale da parte di Cia ha pesato gravemente sulla trattativa. E rimarrà al suo posto se il presidente Fugatti deciderà nella sua massima autonomia di non ritirargli le competenze, sono sue le prerogative. Gli alleati potrebbero ragionevolmente prendere atto della solitaria fuga di Cia, che non ha risposto alle disposizioni del partito e quindi non computarlo più come fedele al patto elettorale. La quota di FdI potrebbe fermarsi a 4 esponenti, tanto da non garantirci più la possibilità di un secondo assessorato. Anche la lista Fugatti ha 4 consiglieri e un solo assessorato provinciale e neanche la vice presidenza come FdI. Una unità granitica come avevamo richiesto dal primo minuto ai nostri consiglieri ci avrebbe permesso di avere i due assessorati (con la vice presidenza) senza grandi difficoltà. A volte purtroppo l’arrivismo personale vanifica il lavoro di una intera squadra. A ogni modo restano spazi e ruoli da giocare per il lavoro di squadra di Gerosa, Daldoss, Girardi e Biada. Non si comprendono quindi le lagnanze sui propri ruoli personali quando in ballo c’è l’interesse della comunità".

 

A beneficiare della situazione potrebbe essere il Patt con la richiesta sul tavolo del governatore dell'assessorato esterno. "Tutti devono ringraziare Fratelli d'Italia, senza il nostro apporto non ci sarebbe stata una vittoria così netta con il superamento del 40%. Da oggi si può iniziare a lavorare per il Trentino con il ruolo centrale del partito di Giorgia Meloni".

 

Un altro fronte aperto per il commissario provinciale è in Alto Adige. La scelta di campo dell'Svp è stata quella di allearsi con Lega, Fratelli d'Italia, Civica e Die Freiheitlichen per formare la Giunta Kompatscher III . "In Alto Adige i tempi sono più lunghi e la partita verrà risolta a gennaio. Tuttavia le trattative proseguono in maniera positiva anche se il percorso è ancora lungo".

 

I tempi, come si è detto sono dilatati, la deadline è il 20 gennaio. Da sciogliere il nodo del numero di assessori (con 8 o 11 cambia il peso della componente italiana), molto dipende da quanto a destra vuole spingersi la Volkspartei senza però mettere a rischio gli accordi con gli alleati. Ma intanto FdI siede al tavolo delle trattative. "Abbiamo sempre avuto una certa rappresentanza in Alto Adige ma per la prima volta ci sono state le reali condizioni per diventare un partner di governo provinciale. L'obiettivo è avere programmi chiari e c'è la necessità di lavorare per rendere le norme di rappresentanza sempre più idonee a rappresentare e tutelare le minoranze in Italia e in Alto Adige. A ogni modo il nostro partito è una garanzia per l'autonomia con rapporti diretti e solidi con Roma, un'opportunità per tutti", conclude Urzì

 

PATT

Intanto gli autonomisti hanno rotto gli indugi. Il governatore ha firmato il decreto con il rimpasto di deleghe e il Patt si sono riuniti per definire le prossime mosse e sul tavolo del governatore è finita la richiesta dell'assessorato esterno. 

 

"C'è stato un vertice per chiarire se si volesse avanzare la richiesta di un ulteriore peso in Giunta oppure di un ruolo di rappresentanza come il presidente del Consiglio provinciale, la strada è quella di un secondo assessore", dice Simone Marchiori, segretario politico del Patt. "La prerogativa è di Fugatti ma ognuno ha fatto le sue scelte, Fratelli d'Italia è soddisfatto del risultato e ora la situazione si è sbloccata. La riunione è stato un semplice passaggio politico per indicare una linea da seguire".

 

Il ritiro delle deleghe a Cia apre spazio a Zanotelli in quota politica. Ora resta da riempire la casella dell'assessorato tecnico, le strade sembrano portare proprio a Marchiori, candidato alle ultime elezioni ma rimasto escluso. A essere eletti Tonina (attuale assessore alla sanità), Kaswalder e Bosin, entrati nelle Stelle Alpine a ridosso della chiamata alle urne. L'ingresso nell'esecutivo del segretario politico potrebbe smorzare i malumori rispetto a un risultato non brillantissimo nonostante la vittoria del centrodestra.

 

"Non sono stati fatti nomi e non è tanto l'ambizione personale quanto la necessità di individuare una figura che possa rappresentare il Patt e i suoi valori", evidenzia il segretario politico delle Stelle Alpine. "E' più importante mettere in campo le azioni contenute nel programma che abbiamo contribuito a costruire. Un ulteriore esponente nella squadra di governo va in questa direzione". 

 

Attualmente in Giunta c'è Tonina, riconfermato assessore nel Fugatti bis ma alla guida della sanità. "E' sicuramente una sfida e non è un compito semplice - prosegue Marchiori - ma molte proposte inserite nel programma riguardano proprio questo settore e ci misuriamo con responsabilità per dare risposte concrete ai trentini. Sarà sicuramente all'altezza del compito".

 

La crisi di Giunta sembra superata, la prossima settimana si dovrebbero chiudere gli accordi per la presidenza del Consiglio provinciale e per l'assessorato tecnico. "Si deve chiudere definitivamente questa parentesi e guadare oltre per iniziare a lavorare per il Trentino. L'impasse è stato sbloccato e c'è fiducia di poter avviare una nuova fase nei prossimi giorni", conclude Marchiori.

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