"Orgoglioso dei risultati raggiunti ma ho un mea culpa", il bilancio di Urzì: "Il congresso? Serve ancora tempo ma il prossimo segretario deve essere trentino"
Un anno da commissario non semplice per Alessandro Urzì che fa un bilancio di questo periodo alla guida di Fratelli d'Italia in Trentino e in Alto Adige. Il deputato traccia anche la rotta del prossimo congresso del partito di Giorgia Meloni

TRENTO. Un anno da commissario provinciale non banale tra elezioni e trattative su più tavoli tanto a Trento quanto a Bolzano. Una linea a tratti dura e ferma. Ci sono stati momenti di messa in discussione ma sono stati affrontati con calma e apparente tranquillità per non perdere di vista gli obiettivi, poi a conti fatti raggiunti anche se per l'Alto Adige (e poi per la partita regionale) bisogna ancora attendere che Kompatscher sciolga le ultime riverse. Gli ultimi mesi sono stati accesi con la fuoriuscita di Cia nella partita vice presidenza della Provincia e ancora ci sono schermaglie e strascichi con de Bertoldi e Ambrosi. Il tutto in attesa del Congresso di Fratelli d'Italia.
Gli iscritti del partito di Giorgia Meloni attendono di eleggere il presidente a terminare così i 6 anni di commissariamento. Dalle dimissioni nel 2018 di Marika Poletti si è passati attraverso il duumvirato Andrea de Bertoldi-Francesca Gerosa e alla reggenza di Adolfo Urso, poi la guida è stata assegnata ad Alessandro Urzì, che si appresta a varare una nuova fase per arrivare al Congresso di Fratelli d'Italia. Ma ci vorrà ancora un po' di pazienza.
"E' ancora prematuro - commenta Urzì - la decisione di convocare il Congresso spetta alla segreteria generale e questo momento si deve svolgere in contemporanea a Trento e Bolzano. Bisogna aspettare ancora un po' perché c'è stata la necessità di prendere tempo per vari motivi: le elezioni e la trattativa per la Giunta provinciale a Trento, mentre c'è ancora in corso il negoziato per l'Alto Adige. Poi l'ultima partita è quella che riguarda il Consiglio regionale".
Una serie di scadenze che vengono seguite direttamente da Urzì con il commissario che, nonostante alcuni momenti di fibrillazione a Trento culminata con l'uscita di Claudio Cia da FdI, è riuscito sostanzialmente a portare a casa tutti gli obiettivi tra piazza Dante e piazza Walther.
"C'è tensione e molta spinta per il Congresso e questo è positivo perché è il momento più alto per una forza politica", evidenzia il commissario provinciale di Fratelli d'Italia. "Si garantisce voce alla base e agli iscritti, si delineano percorsi e obiettivi politici. Lo Statuto prevede la nomina di un presidente provinciale con la funzione di organizzazione, strutturazione e coordinamento dei circoli con l'affiancamento dei Dipartimenti tematici. Il ruolo deve essere quello di radicare ancora di più il partito sul territorio e declinare gli indirizzi nazionali e regionali". E poi c'è il Coordinatore per "interpretare i valori e le indicazioni che arrivano ai vari livelli".
Tra attacchi accesi e scontri verbali, una gestione definita da "film horror" e accuse varie, il Congresso potrebbe rappresentare il momento finale del braccio di ferro tra Andrea de Bertoldi e Alessia Ambrosi con Urzì. Una resa dei conti.
"Nessuna resa dei conti - spiega Urzì - ognuno risponde di quello che fa e di quanto dice. Ci sono inoltre gli organi interni di un partito a occuparsi di queste dinamiche. Non basta il rumore, il tentativo di protagonismo o di personalismo di pochi per distrarci. Lavoriamo a testa bassa e abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi: abbiamo ipotecato ruoli e funzioni. Inoltre abbiamo rafforzato l'autonomia del Trentino con un rapporto diretto con il governo nazionale".
Dall’1,45% alle elezioni provinciali del 2018 (con la vittoria del centrodestra guidato da Fugatti ma nessun eletto), il partito di Giorgia Meloni in Trentino è salito al 12,35% con cinque rappresentanti (poi scesi a 4 esponenti) e la vice presidenza della Provincia (con super assessorato) sulle spalle di Gerosa. In quest'ultimo anno, dopo il 25% alle politiche, Fratelli d'Italia si è poi ulteriormente strutturato fino all'ingresso di un ex assessore provinciale (Carlo Daldoss) e di due sindaci (Daniele Biada a Campodenno e Christian Girardi a Mezzolombardo) in Consiglio provinciale.
"I prossimi vertici provinciali devono avere energie e tenere il motore potente", evidenzia Urzì. "Oggi abbiamo raggiunto un radicamento eccellente sul territorio, siamo un partito forte e solido. Siamo cresciuti ma l'obiettivo deve essere di raddoppiare i numeri degli iscritti, dei circoli e così via".
E FdI, spiega Urzì, non vuole adagiarsi sugli allori. "C'è da completare il lavoro portato avanti in questi mesi. I vertici territoriali devono essere super partes e mediare tra le diverse anime che ci sono naturalmente all'interno di ogni partito. E deve saper supportare nel migliore dei modi i nostri esponenti a partire dal gruppo provinciale che lavora egregiamente e con competenza per dare risposte ai cittadini".
E' stato un anno indubbiamente complicato dalla proposta di Gerosa alla presidenza al ticket con Fugatti. I patti non rispettati e le fratture interne, poi ricomposte, in piazza Dante. Ma alla fine è arrivata la vice presidenza a Trento mentre per la prima volta Fratelli d'Italia entra a far parte della maggioranza a Bolzano in accordo con l'Svp, una svolta di un certo peso e difficilmente pronosticabile solo qualche anno fa. Le trattative sono alle fasi finali e nelle prossime ore dovrebbe arrivare l'ufficialità della Giunta Kompatscher ter.
"Sono orgoglioso dei risultati, non è stato semplice e ho affrontato ogni situazione con il mio bagaglio di esperienza. Rifarei tutto quello che ho fatto, le scelte sono state condivise con la componente nazionale. Ho dato attuazione alle decisioni prese in accordo con il partito. Ho un mea culpa, sono consapevole di un limite e sono sereno perché arà superato con il rinnovo dei vertici. Il presidente e il coordinatore devono essere presenti fisicamente e reperibili sul territorio per ottimizzare l'organizzazione e il confronto, un aspetto che giocoforza non ho potuto sempre garantire per i vari impegni da Bolzano a Roma", conclude Urzì.


















