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| 03 set 2023 | 21:31

Dall'orario agli asili aziendali, "La Provincia dovrebbe aiutare le pratiche virtuose dei privati nell'interesse del Trentino", Demagri sulla conciliazione famiglia-lavoro

La consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri sulla conciliazione famiglia-lavoro: "Implementare politiche oculate che aiutino a fidelizzare i dipendenti o, più in generale, a dare garanzia di vita, di conciliazione e di stabilità retributiva, significa interpretare al meglio i principi della territorialità, cooperazione e stabilità, che, almeno fino a 5 anni fa, hanno sempre caratterizzato il nostro Trentino"

Dall'orario agli asili aziendali, La Provincia dovrebbe aiutare le pratiche virtuose dei privati nell'interesse del

TRENTO. Famiglia e lavoro, due ambiti che appaiono difficili da conciliare, in particolare per la popolazione femminile. Il 40% delle giovani donne di età compresa tra i 35 e i 44 anni non lavora, contro il 15% degli uomini, così come la metà delle donne con almeno un figlio con  meno di sei anni tra i 25 e i 49 anni. Dopo la nascita del primo figlio quasi una donna su cinque tra i 18 e i 49 anni che aveva una qualche occupazione ha smesso di lavorare. Ha continuato a farlo, anche solo in part-time, il 43,6% delle madri. Questi alcuni dati del rapporto Bes di Istat del 2022.

 

"Trovare il tempo per dedicarsi sia alle proprie relazioni familiari che alla propria carriera a volte sembra quasi impossibile", commenta Paola Demagri, consigliera provinciale di Casa Autonomia. "Eppure è un obiettivo chiave da raggiungere, per le lavoratrici e i lavoratori, ma anche per la politica. Come possiamo pensare ad una società funzionante, equa e felice se i cittadini non sono soddisfatti della propria vita familiare e del proprio percorso lavorativo?".

 

Tra strumenti di flessibilità oraria, congedi, servizi per l’infanzia e formazione sul tema delle discriminazioni per i manager in ambito pubblico sono attive una serie di misure per supportare i dipendenti. "Si può ancora migliorare ma ci sono degli aiuti", continua la consigliera provinciale di Casa Autonomia. "Ma ci sono anche aziende private che hanno adottato modelli virtuosi, migliorando la propria attrattività e permettendo a lavoratrici e lavoratori di dedicarsi sia alla famiglia che al lavoro".

 

Un esempio? "La cooperativa ortofrutticola della Val di Non", dice Demagri. "Un’azienda che si è trovata a dover affrontare il problema anche vista la preponderante maggioranza femminile all’interno della propria forza lavoro. Tra le misure adottate da questa realtà spiccano l’implementazione di un orario continuato e la fidelizzazione della forza lavoro attraverso l’utilizzo di uno storico delle operaie".
 

L’orario continuato, "che in altri ambiti non viene implementato, permette ai dipendenti di organizzare meglio la propria vita lavorativa e personale, dedicando così a ognuna il tempo e l’attenzione necessari. Lo storico, a cui si accede dopo 4 anni di servizio, è un gruppo di operaie selezionate che vengono chiamate per prime a inizio stagione. Così facendo si garantisce una certa continuità lavorativa, assicurandosi allo stesso tempo un numero minimo di lavoratrici per la stagione successiva. Una misura che, a mio avviso, sarebbe da implementare in tutti gli ambiti stagionali".

 

Queste politiche aziendali, evidenzia Demagri, rappresentano già un grande passo avanti, "ma si può fare ancora di più. Per esempio, gli asili nido aziendali aiuterebbero molto i dipendenti e allo stesso tempo aumenterebbero l’attrattività dell’impresa, vista la scarsità di posti negli asili pubblici. Inoltre, non bisogna mai sottovalutare l’importanza dell’aggiornamento delle tabelle salariali, soprattutto di questi tempi instabili e ancora di più in ambienti dove non c’è possibilità di avanzamento di carriera".
 

I privati possono arrivare fino a un certo punto. "E proprio qui dovrebbe intervenire la Provincia, che ha l’interesse a offrire aiuti per tenersi stretta i lavoratori migliori. Implementare politiche oculate che aiutino a fidelizzare i dipendenti o, più in generale, a dare garanzia di vita, di conciliazione e di stabilità retributiva, significa interpretare al meglio i principi della territorialità, cooperazione e stabilità, che, almeno fino a 5 anni fa, hanno sempre caratterizzato il nostro Trentino. Questo è tra gli principali obiettivi di Casa Autonomia. Partendo dai nostri valori, garantiti da una lista di candidati di ala sociale con attenzione al benessere dei cittadini, vogliamo riportare il Trentino sulla buona strada. Non gettando denaro a pioggia senza obiettivi precisi, ma individuando i servizi e le politiche in cui investire, in modo da avere il miglior ritorno possibile sulla popolazione", conclude Demagri.

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