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Dalla formazione professionale all'infanzia fino alle graduatorie, la Cgil: "La Provincia si assuma la responsabilità di organizzare un sistema che coinvolga le professionalità"

La Flc Cgil ha incontrato la vice presidente e assessora Francesca Gerosa per mettere sul tavolo diverse richieste tra Ata, assistenti educatori, formazione professionale e infanzia: "Garantire la ricostruzione di carriera e le progressioni retributive, semplificare e aumentare il reclutamento, esternalizzare meno e uniformare i contratti"

Pubblicato il - 19 febbraio 2024 - 23:19

TRENTO. Garantire la ricostruzione di carriera e le progressioni retributive, semplificare e aumentare il reclutamento, esternalizzare meno e uniformare i contratti. Queste "le premesse irrinunciabili - le parole di Raffaele Meo, segretario generale della Flc Cgil - per riportare in equilibrio i diritti di chi svolge lo stesso lavoro ma che, in funzione di diversi datori, tutti però finanziati al 100% dalla Provincia, ha trattamenti economici e giuridici anche molto diversi".

 

Le richieste messe sul tavolo nel vertice con la vice presidente e assessora Francesca Gerosa e ritenute dalla Flc Cgil centrali in quanto accomunano tutto il personale di questo segmento sempre poco considerato. Dall’assorbimento del precariato all’aumento della pianta organica, ma anche la ricostruzione di carriera attraverso il riconoscimento del servizio pre-ruolo, la garanzia di progressioni retributive puntuali e automatiche, previsioni normative uniformi che livellino le disparità tra personale provinciale e non, tempi determinati e indeterminati, incarichi annuali e brevi.

 

"Per il personale amministrativo - prosegue Meo - le priorità sono aumentarne l’organico per la gestione delle numerose competenze che il Dipartimento istruzione ha trasferito alle segreterie delle scuole cui si aggiungono le procedure legate al Pnrr; snellire il reclutamento tenendo conto dell’esperienza già maturata, con procedure più agili - si sono visti concorsi con cinque prove da svolgere – se non addirittura formare graduatorie per soli titoli o prevedere dei corsi/concorsi finalizzati all’assunzione".

 

Per i collaboratori scolastici "la richiesta è aumentarne la pianta organica in virtù di una carenza cronica di personale - che in casi limite vede plessi in cui non c'è nemmeno un collaboratore - e in considerazione di un alto tasso di certificazioni attestanti ridotte capacità lavorative".

 

Per gli assistenti educatori "a livello ideale la nostra soluzione ideale sarebbe una risposta interamente pubblica/provinciale ai bisogni educativi speciali, che attualmente, al contrario è sbilanciata all’esterno verso il servizio offerto dalle cooperative. E’ necessario inoltre riproporzionare le ore funzionali per chi è assunto a tempo indeterminato rispetto a chi è assunto a tempo determinato".

Formazione professionale. "Mai più di serie B. Anche oggi si parla delle pregevoli iniziative di un centro di formazione professionale di Trento presentandole come un tentativo di riscatto rispetto a una supposta mala reputazione di questo settore. Noi contestiamo questa lettura", prosegue Meo. "La formazione professionale negli ultimi anni è stata relegata in una condizione di subalternità dalla Provincia che ha rinunciato alla regia in modo scientifico. La nostra richiesta è aprire un capitolo nuovo che offra un curriculum coerente e la possibilità a tutti di proseguire gli studi fino all’esame di Stato pur conservando l’opzione di fermarsi alla qualifica di terza o il diploma di quarta, con ricadute sugli organici dei docenti e del personale Ata".

 

I docenti, spiega il sindacato di via Muredei, vanno assunti attraverso procedure standard assimilabili a quelle della scuola a carattere statale anche per gli enti paritari non gestiti dalla Provincia, con la formazione di graduatorie generali e la pratica del corso/concorso finalizzato all’assunzione. "Da qui a un anno chiediamo l’assorbimento di tutto il precariato storico della Formazione professionale provinciale con un concorso atteso quest’anno e probabilmente rinviato al prossimo, per poi ripartire con un nuovo sistema di reclutamento che abbracci tutti gli attori del sistema, anche quelli privati/paritari (100% finanziamento pubblico), in direzione di un unico contratto e parità di trattamento".

 

Per il personale Ata della Fp paritaria "chiediamo di arginare le esternalizzazioni dei servizi di pulizia a cooperative esterne e una batteria di assunzioni di personale collaboratore interno, che svolge importanti funzioni di presidio e sorveglianza degli alunni e delle aree comuni. La Provincia deve riprendere la regia e la responsabilità di organizzare un sistema che coinvolga in modo più organico tutte le professionalità del caso - docenti di disciplina, docenti di sostegno ora non previsti, assistenti educatori - per assolvere al dovere di garantire il sostegno cui hanno diritto le persone con disabilità e disturbi dell’apprendimento, oggi caricato interamente sulle spalle dei docenti di disciplina e in difficoltà nella gestione di numeri talmente alti da dover chiedere espressamente aiuto a noi e alla politica".

 

La Provincia è chiamata a riprendere "a livello centrale la responsabilità della redazione delle prove d’esame - oggi delegata ai docenti a costo zero per l'ente pubblico pur non essendo previsto nel loro mansionario - attraverso la creazione di squadre di docenti per disciplina, sgravati dalle ore di servizio e retribuiti adeguatamente per svolgere questo delicato compito, riuniti in sessioni dedicate".

 

Capitolo infanzia. "Valorizzare la dimensione istruttiva pensando nuovi percorsi per soddisfare le esigenze di conciliazione delle famiglie nei mesi di estivi. Rimangono da definire: i termini della fruizione di cinque giorni di ferie durante le attività didattiche per tutto il personale delle scuole dell’infanzia, oggi possibile pur con notevoli vincoli solo per una parte delle insegnanti provinciali; stabilizzazione estesa degli operatori d’appoggio e cuochi; l’ulteriore riduzione del numero di bambini per sezione; la revisione dei criteri per gli organici in linea col fabbisogno reale", conclude Meo.

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