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Scuola, una petizione da 584 firme per ripristinare gli esami di riparazione. Gerosa: "Lavoriamo a una terza via con il coinvolgimento del settore”

La vice presidente e assessora provinciale all'istruzione, Francesca Gerosa, interviene così nel dibattito che è ritornato sul tavolo dopo la consegna al presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini di una petizione corredata da 584 firme per ripristinare gli esami di riparazione

Di Luca Andreazza - 02 aprile 2024 - 19:24

TRENTO. "Esami a settembre? L'autonomia ci impone di esplorare anche altre strade". Queste le parole di Francesca Gerosa, vice presidente della Provincia. "E lavoriamo in questa direzione con il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema scolastico".

La vice presidente e assessora provinciale all'istruzione interviene così nel dibattito che è ritornato sul tavolo dopo la consegna al presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini di una petizione corredata da 584 firme per ripristinare gli esami di riparazione.

 

I professori Laura Rubagotti e Giovanni Ceschi, presidente del Consiglio educativo provinciale, hanno consegnato a Soini una petizione per il ripristino degli esami di riparazione a settembre. In calce al documento sono state raccolte 584 firme, quasi tutte di insegnanti delle superiori.

 

Un numero, ricorda Ceschi, che rappresenta circa la metà degli docenti dei licei e degli istituti tecnici trentini. L’obiettivo della petizione, afferma la professoressa Rubagotti, è quello di rimettere sul tavolo il problema dell’efficacia del sistema delle carenze. Un sistema che differenzia il Trentino da tutto il resto d’Italia, Alto Adige compreso.

 

Rimettere al centro il dibattito su questo strumento, ha sottolineato la docente, non per nostalgia del passato, ma perché da tempo risulta chiaro il decadimento del sistema del recupero delle carenze in vigore nella nostra scuola. "Non vogliamo inserire un sistema punitivo - dice Rubagotti - ma va aperta la discussione su questo tema, per arrivare agli aggiustamenti necessari. La petizione si inserisce sulla scia dell’operazione ascolto avviata da Gerosa che si auspica venga estesa quanto prima ai docenti".

 

Il professor Ceschi ha ricordato che la petizione (che, ha aggiunto, sicuramente otterrebbe un vasto consenso tra i cittadini) è stata volutamente limitata agli insegnanti delle superiori e il messaggio che esce è chiaro: "La situazione attuale è ormai insopportabile". Anche i ragazzi, conclude Rubagotti, si sono resi conto che il sistema attuale è una trappola motivazionale, che finisce spesso per rendere difficile il loro percorso universitario.

 

Il Trentino è orientato a intraprendere un altro percorso. "Siamo in fase di definizione della costituzione di un gruppo di lavoro tecnico, in rappresentanza del sistema e dei diversi indirizzi, da un rappresentante del Dipartimento istruzione e da uno del Servizio istruzione, che avrà il compito di elaborare una proposta di revisione dell'attuale sistema delle carenze formative. La volontà non è quella di tornare al passato, ma di individuare una proposta nuova che sappia fare sintesi e superare i punti di debolezza tanto di un sistema quanto nell’altro".

 

 

L’obiettivo è mettere a punto una proposta alternativa analizzando con attenzione il contesto di partenza, i dati delle carenze formative (analizzate in un arco temporale quinquennale, e divise per tipologia di istituto/materie e verifica del periodo di relativo recupero), oltre che dei corsi di recupero avviati dalle scuole e altre attività svolte effettivamente dalle scuole e finalizzati al sostegno dei gli studenti.

 

Il gruppo dovrà, inoltre, predisporre dei questionari che saranno sottoposti a docenti, studenti e dirigenti scolastici, e che potranno essere integrati nelle fasi di lavoro successive sia da rappresentanze di docenti che dell'Università. “Quando la proposta sarà elaborata - spiega Gerosa - procederò ad organizzare incontri sul territorio aperti ai docenti, la cui voce è per me importantissima, che potranno esprimersi in merito a una riforma così importante e delicata e che deve saper fare sintesi di esperienze e sensibilità diverse fra loro. Ascolterò anche il Consiglio del sistema educativo provinciale e la Consulta provinciale dei genitori. Proseguirà nel frattempo anche il confronto già avviato con gli studenti. Avendo però ben chiaro che ciò cui tutti dobbiamo tendere è l’efficacia del modello al quale affidiamo un compito strategico: preparare i nostri ragazzi alle sfide di un mondo sempre più esigente e competitivo”.

 

L’assessorato ha già iniziato un percorso che ha già individuato sia un metodo che una destinazione, “nella consapevolezza - conclude la vice presidente - che sarà necessaria non solo un'apposita regolamentazione, ma anche l'intesa con il ministero e un’attenta fase di sperimentazione”.

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