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Trento
21 giugno | 06:01

Scuola, l'allarme della Cgil: "Solo il 20% delle cattedre coperte a tempo indeterminato: si faccia un concorso come nel resto d'Italia". Gerosa: "In autunno procedura ponte"

Sono tantissime le cattedre vuote, solo il 20% dei posti a tempo indeterminato è coperto. Il quadro è critico e il sindacato fa suonare la campanella d'allarme. La vice presidente della Provincia, Francesca Gerosa: "Il tema è all’attenzione dell'assessorato e del Dipartimento: si lavora a una pianificazione pluriennale"

Scuola, l'allarme della Cgil: Solo il 20% delle cattedre coperte a tempo indeterminato

TRENTO. Dalle 13 cattedre libere in matematica ai 12 posti vacanti nelle discipline letterarie e latino. Solo il 20% delle cattedre a tempo indeterminato sono coperte e non ci sono graduatorie aperte. Il quadro è critico e il sindacato fa suonare la campanella d'allarme. La maggior parte degli studenti è in vacanza mentre più di 4 mila affrontano gli esami di maturità ma è già tempo di guardare al prossimo anno scolastico e la situazione preoccupa, non poco, le parti sociali.

 

Sono tanti, spiega la Flc Cgil guidata da Raffaele Meo, i posti da assegnare, in assenza di graduatorie. Da qui la pressione per organizzare un grande concorso, aperto possibilmente anche ai docenti non abilitati, per rispondere ai fabbisogni. Un piano in salsa trentina di quanto già avviene a livello nazionale.

 

L'assessorato e il Dipartimento lavorano, dice la vice presidente Francesca Gerosa, a una pianificazione pluriennale mentre si prepara per l'autunno un concorso "ponte" per riuscire a rispondere alle esigenze più immediate. La richiesta è quella di tempo per poter presentare le soluzioni più idonee, fermo restando che "non c'è stato immobilismo e molti docenti non hanno superato i concorsi".

 

E questo è un altro problema. Un sistema di reclutamento e di abilitazione da rivedere per l'altissimo tasso di bocciatura dei candidati che partecipano ai test. Si parla anche di docenti che esercitano da diversi anni, e che si iscrivono ai concorsi che si fermano al test scritto, un trend nazionale nel quale il Trentino non fa eccezioni. 

 

IL SINDACATO

Il sindacato di via Muredei ha elaborato una proiezione sulle cattedre disponibili per il prossimo anno scolastico e il confronto con le graduatorie concorsuali per le immissioni in ruolo nella scuola secondaria è fonte di grande incertezza.

 

"Molte classi di concorso hanno cattedre disponibili per le immissioni in ruolo", commenta Raffaele Meo, segretario della Flc Cgil. "Ma a fronte di questa disponibilità le graduatorie concorsuali utili sono in buona parte esaurite. La situazione più complessa riguarda la secondaria di secondo grado: le poche graduatorie concorsuali rimaste potranno coprire solo il 20% delle cattedre a tempo indeterminato disponibili. L’80%, dunque, resterà scoperto".

 

Ci sono 11 posti disponibili nelle discipline letterarie e latino, altri 13 cattedre per matematica, 12 posti per matematica e fisica, 25 e 15 cattedre rispettivamente per scienze e tecnologie informatiche e per scienze e tecnologie meccaniche, mentre si sale a 24 per Scienze naturali, chimiche e biologiche. 

 

Poi "ci sono le classi Itp (docenti diplomati che lavorano nei laboratori): ci sono 10 posti in scienze e tecnologie meccaniche e 8, per esempio, in scienze e tecnologie elettriche. Queste figure lavorano in tandem con i docenti laureati e spesso mancano entrambi i ruoli". L'elenco della Flc Cgil è lungo: sono una quarantina le classi di concorso con cattedre vacanti e meno di dieci possono attingere a una graduatorie, che si esaurisce molto velocemente.  

 

"Nessuno potrà occupare quei posti a causa dell'inadeguatezza del ritmo e della consistenza del reclutamento che negli ultimi anni abbiamo evidenziato con forza", prosegue Meo. "Il Servizio reclutamento della Provincia ha sempre addotto motivazioni di carenza d’organico e noi, con tutta la buona volontà e senza polemica, non siamo mai riusciti a individuare ragioni valide a sufficienza da giustificare una tale scarsezza d’organico per una sezione così importante e strategica per il Dipartimento istruzione. Quest’anno si è fatto un buon lavoro sulla scuola primaria e sul sostegno, ma sulla scuola secondaria la situazione è stagnante o persino più allarmante che in passato".

 

A fronte di questa situazione i sindacati chiedono all'amministrazione trentina una via straordinaria: "Un concorso di grande portata in autunno che consenta di uscire dall’emergenza e mettere un po’ d’ordine a favore dei docenti precari, prevedendo se necessario uno sforzo inedito anche in termini di personale da dedicare alle procedure concorsuali". A livello nazionale sono previste due grandi procedure, i cosiddetti “concorsi Pnrr”: lo straordinario-ter è in via di svolgimento e un secondo concorso sarà bandito in autunno.

 

"Nei fatti sono ordinari, ma questi due concorsi sono denominati "straordinari" perché sfruttando la coda del regime transitorio che si chiuderà il 31 dicembre 2024, hanno caratteri di straordinarietà che in ottica di stabilizzazione puntano a intercettare una platea vastissima prima dell'avvento della fase ordinaria del reclutamento a regime dal 1 gennaio 2025".

 

Si accede in possesso di anche uno solo dei requisiti quali titolo di studio più abilitazione e titolo di studio + 24 Cfu conseguiti entro il 31 ottobre 2022, tre anni di servizio svolti nelle scuole statali, anche non continuativi, di cui almeno uno specifico. Non è prevista una pre-selettiva, la prova scritta è uguale per tutte le classi di concorso e segue una prova orale. I vincitori che accedono senza abilitazione dovranno perfezionarla a concorso sostenuto e vinto.

 

Il sindacato punta sulla possibilità di trovare una via trentina. "La nostra richiesta all’amministrazione provinciale è quella di un grande concorso sulla falsariga dei concorsi Pnrr con gli stessi ampi requisiti di accesso e, in contemporanea, un concorso riservato ai soli docenti già abilitati che comunque meritano precedenza per una possibile immissione in ruolo", prosegue il segretario della Flc Cgil. "Sappiamo che il Dipartimento Istruzione è sempre molto prudente e non si sbilancia in concorsi su grandi numeri e requisiti d’accesso a maglie larghe quindi, in alternativa, la proposta è di lanciare un concorso per docenti già abilitati o che all’atto di presentazione della domanda risultino iscritti ai percorsi abilitanti. Si deve prevedere però, e questo è essenziale, un ventaglio di classi di concorso quanto più ampio possibile e un numero di posti di almeno il 20% in più del fabbisogno stimato, di modo da intercettare anche docenti su classi di concorso di nicchia per le quali i concorsi sono rari. Per questi ultimi andrebbe garantita anche l’attivazione dei percorsi abilitanti con il secondo round previsto nel 2025".

 

Nei primi incontri tenuti ormai alla fine dell'anno scorso con "l’allora neo assessora Gerosa tra le richieste avanzate ci fu un piano assunzionale a tre anni per consentire ai docenti di darsi un orizzonte temporale nel quale individuare l’impegno concorsuale da coniugare col lavoro a tempo pieno a scuola e gli impegni di famiglia, assistenza e cura. L’amministrazione accolse di buon grado il nostro stimolo: siamo in attesa che quel piano ci sia presentato", conclude Meo.

 

LA PROVINCIA

"Ho iniziato a parlare con i sindacati a gennaio e confermo che il tema è all’attenzione mia e del Dipartimento che si è messo subito a lavorare a una pianificazione pluriennale", spiega a il Dolomiti la vice presidente Francesca Gerosa. "Come battuta mi verrebbe da dire che 'Roma non è stata costruita in un giorno', questo per dire che conosco il problema ma serve tempo per fare le cose. E molto in questi mesi abbiamo fatto e tanti progetti sono in fase di realizzazione".

 

Nel mese di settembre, "terminate le assunzioni, fisserò un incontro informativo sulla pianificazione dei concorsi di tutto il comparto scuola, non solo per i docenti della scuola secondaria. La situazione è chiara, tanto che ancora in aprile mi sono impegnata con i sindacati, per tramite del Dipartimento e del suo dirigente generale, a svolgere in autunno concorsi 'ponte' per poter comunque fare concorrere i docenti che non hanno l’abilitazione ma si stanno abilitando".

 

Insomma nei prossimi mesi è prevista la messa in campo di diverse iniziative. "In Trentino sono in fase di partenza i tanto attesi percorsi 60Cfu (per ora per 205 posti) avviati dall’Università, che ringrazio per la costante collaborazione con Assessorato, Dipartimento istruzione e Iprase. E' vero che c’è penuria di graduatorie, ma è inutile andare a cercarne le motivazioni: dobbiamo guardare avanti e lavorare in sinergia per costruire. Giusto però ricordare che concorsi in questi anni ne sono stati svolti, non c’è stato immobilismo, ma va anche detto che purtroppo tanti docenti non li hanno superati", conclude Gerosa.

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