Il prossimo anno scolastico parte con quasi 400 cattedre vuote: "Dipartimento e assessorato rimandati a settembre. In Trentino il più alto numero di precari"
La denuncia della Flc Cgil sulla cattedre vuote il prossimo anno scolastico, Raffaele Meo: “Ci scontriamo con gli effetti di un'errata programmazione. La scuola trentina si regge sul precariato". E l'allarme: "Gli insegnanti tecnico pratici rischiano quasi di scomparire lasciando sguarniti i laboratori"

TRENTO. "Con molta probabilità saranno circa 400 le cattedre a tempo indeterminato che resteranno vuote a settembre", le parole di Raffaele Meo, segretario provinciale della Flc Cgil. "Meglio: dovranno, come ogni anno, essere coperte con insegnanti precari. La certezza arriva dai numeri".
Oggi sono iniziati gli esami di maturità ma è già tempo di pensare al prossimo anno scolastico. Molte le preoccupazioni e le criticità in vista dell'autunno (Qui articolo). Incertezze rilanciate dai sindacati. Nella scuola primaria nel 2023 erano 45 i posti disponibili per le immissioni in ruolo (cioè con contratto a tempo indeterminato), ma sono diventati 124 nel 2024 e 215 nel 2025. "Di queste ultime sicuramente oltre metà resteranno scoperte, perché le graduatorie degli ultimi concorsi non sono sufficienti. La situazione più grave per lingue e sostegno: scoperti 115 posti".
Stessa situazione alla scuola secondaria di primo grado: dai 185 posti disponibili nel 2023, 108 nel 2024 e sono 134 nel 2025. "Secondo le stime di Flc 80 di questi, quindi oltre la metà, resteranno vacanti". Alle superiori "va anche peggio". Nel 2023 erano 210 i posti per le immissioni in ruolo, sono diventati 243 nel 2024 e 286 nel 2025. Di questi ultimi 200 non saranno coperti da personale a tempo indeterminato perché le graduatorie degli ultimi concorsi, anche in questo caso, non sono sufficienti.
"Il paradosso è che a fronte di tutti questi posti disponibili il Trentino ha un numero elevatissimo di docenti precari", aggiunge Meo. "Si può dire senza esagerare che una parte importante delle scuole trentine si reggono sul precariato. Si è creata ormai, per miopia o errata programmazione del Dipartimento Istruzione, una situazione di precariato strutturale che non potrà essere risolta con interventi ordinari”.
A soffrire sono come sempre le classi di concorso legate alle materie scientifiche, alle Stem, ma alle medie anche italiano, storia e geografia, musica. "Grave la situazione anche degli insegnanti tecnico pratici che con il cambio di requisiti (dal 2026 sarà necessaria la scuola di Alta specializzazione post diploma o la laurea triennale) rischiano quasi di scomparire, lasciando sguarniti i laboratori", evidenzia Meo. "Molto difficile anche la situazione del sostegno, in tutti i gradi scolastici, che si traduce in una riduzione delle opportunità per gli studenti più fragili".
Questa situazione era evitabile? Per il sindacato, almeno in parte, era arginabile. “Ci scontriamo con gli effetti di un'errata programmazione. Il problema non è di quest’anno, ma va avanti da alcuni anni", incalza Meo. "Le stime fatte dal Dipartimento, errate o troppo oculate, dipende dai punti di vista, sicuramente sono state eccessivamente prudenti. Si è scommesso troppo in anticipo sul calo demografico e, di fatto, si sono perse opportunità importanti, come il concorso ordinario con requisiti straordinari fatto a livello nazionale che la Provincia non ha voluto fare”.
Per Flc si tratta ormai di un precariato strutturale. “Per questa situazione, anche ammettendo che ci fosse la volontà politica ed è tutto da dimostrare, non ci sono soluzioni a portata di mano. Chiediamo almeno alla Provincia che prenda atto di aver “toppato” e che, almeno, investa per equiparare i diritti degli insegnanti precari. Sono docenti spesso con anni di insegnamento alle spalle che hanno un trattamento di serie B”.
Le azioni da mettere in campo potrebbero essere, in primo luogo, l’assunzione dal 1 settembre anticipando all’ultima decade d’agosto la chiamata unica; il riconoscimento della funzione stipendiale in funzione dell’anzianità di servizio, la retribuzione professionale anche per i docenti con supplenze brevi, che manca solo in Trentino. “Sono questioni che possono essere affrontate nell’ambito della revisione della parte normativa del contratto. Il tavolo, però, non è stato ancora aperto e non per volontà del sindacato. Allora, invece di promettere concorsi ordinari fuori tempo massimo, si lavori a una soluzione coraggiosa e ampia che ridia slancio alla scuola trentina. Senza, ogni anno, la Dipartimento e assessorato sarà rimandata a settembre”, conclude Meo.











