Sempre meno bimbi che nascono ma la richiesta di asili nido aumenta, Gianmoena: ''In Val di Fiemme lavoriamo a una terza struttura. L'esigenza è aiutare i genitori''
Il numero uno dei sindaci del Trentino spiega come nonostante i bimbi siano da anni in calo cresca sempre di più l'esigenza di spazi per permettere ai genitori di conciliare attività lavorativa e famiglia

TRENTO. I nati in Trentino, e più in generale il Italia, sono sempre meno ma in Val di Fiemme aumenta la richiesta di posti all’interno degli asili nido a tal punto che nascerà (è proprio il caso di dirlo) una terza struttura dedicata ai bambini sino a tre anni d’età oltre a quelle già esistenti a Castello e Ziano di Fiemme.
Sembra un paradosso ma, in realtà, la spiegazione è molto semplice: al giorno d’oggi entrambi i genitori dei nuclei familiari hanno necessità di lavorare e, dunque, necessitano di un servizio che, magari, sino a qualche anno fa, poteva essere “coperto” con la presenza a casa di un genitore.
“È certamente cambiato il ruolo dei genitori - spiega Paride Gianmoena, sindaco di Ville di Fiemme e presidente del consorzio dei comuni trentini - e, al giorno d’oggi, all’interno della stragrande maggioranza dei nuclei familiari, sia il padre che la madre devono svolgere attività lavorativa. Ecco, dunque, che quello legato agli asili nidi è un servizio di fondamentale importanza. Attualmente sono due le strutture presenti in val di Fiemme, ubicate nei comuni di Castello e Ziano di Fiemme con tariffa uguale per i residenti in tutti comuni della valle e siamo alla ricerca degli spazi per costruire un terzo asilo nido (l’area individuata dovrebbe essere quella di Panchià, ndr): la domanda è elevata e, dunque, anche la terza struttura andrebbe “sold out” in brevissimo tempo”.
In Trentino, da questo punto di vista, come è la situazione? “Non ci possiamo certamente lamentare - risponde Gianmoena - e, in tal senso, molto è stato fatto e, dunque, i Comuni riescono a soddisfare le esigenze della popolazione. Gli asili nido sono tanti e ben distribuiti sul territorio”.
Ma la politica avrebbe qualche strumento concreto per incentivare le nascite o le norme attualmente in vigore valgono esclusivamente “sulla carta”? “Premesso che nessuno può obbligare nessuno a fare figli - completa il presidente del consorzio dei comuni - è ovvio che il compito delle istituzioni, tutte, nessuna esclusa, a partire dallo Stato, è quello di porre in essere tutta una serie di politiche per agevolare e supportare in ogni modo possibile le coppie che vogliono mettere al mondo un figlio. Purtroppo c’è chi, al giorno d’oggi, non può “permettersi” di farlo per tante ragioni. Questo non può accadere: la politica deve cercare di abbattere tali problematiche con incentivi al reddito, agevolazioni di carattere fiscale, senza dimenticare tutti i servizi legati alle scuole, all’assistenza sanitaria e ai trasporti, che vanno creati dove non estistono o migliorati nei casi in cui siano già attivi''.













