Il Patt: ''E' sicuramente arrivata l'ora di un Centro studi sull'Autonomia. E' tra i punti programmatici imprescindibili per aprire il confronto in vista delle provinciali''
Nelle scorse ore il presidente Fugatti ha aperto alla possibilità di creare un Centro studi sull'Autonomia, il Patt: "Colmare questa lacuna è un passaggio fondamentale per la nostra terra, ancor più necessario per il momento storico che ci troviamo a vivere, con le sfide di un mondo globalizzato e interconnesso"

TRENTO. La Provincia pensa a creare un Centro studi per l'Autonomia e il Patt accoglie favorevolmente questa iniziativa. Un'ipotesi messa sul tavolo dal presidente Fugatti durante un convegno a Borghetto d'Avio per i 50 anni del secondo Statuto di Autonomia.
Nel corso dell'evento organizzato alla tenuta San Leonardo, il governatore ha spiegato che i tempi "sono maturi" per costituire un Centro studi a Trento (Qui articolo). "L'Autonomia è il bene più prezioso del nostro territorio, il suo elemento distintivo e non esiste un centro di studio e ricerca, un corso di formazione e specializzazione interamente dedicato", commenta Simone Marchiori, segretario politico del Patt. "Il fatto che, in occasione dell'incontro a Borghetto, il presidente Fugatti abbia annunciato di voler procedere a colmare questa lacuna è un passaggio fondamentale per la nostra terra, ancor più necessario per il momento storico che ci troviamo a vivere, con le sfide di un mondo globalizzato e interconnesso, nonché con la richiesta di maggiore autonomia dei territori circostanti. Esprimiamo, quindi, tutta la nostra soddisfazione e il nostro sostegno a un progetto che da anni portiamo avanti su più livelli".
Il segretario politico delle Stelle Alpine ricostruisce anche i passaggi che, nei vari anni, hanno portato gli autonomisti a spendersi in prima linea per questo risultato.
"Già durante il mandato da assessore alla cultura di Franco Panizza - ricorda Marchiori - avevamo proposto la creazione di un percorso storico espositivo al Torrione di Piazza Fiera (allora in ristrutturazione), sul modello di quello di Castel Tirolo, in cui poter spiegare agilmente la storia e l'evoluzione anche contemporanea del nostro sistema di autogoverno. Un percorso in grado di coinvolgere sia chi viene in Trentino come turista o come docente, ma anche chi in Trentino abita da sempre. Nella scorsa legislatura, invece, avevamo proposto a fianco di questo percorso la creazione di un Centro Studi in grado di monitorare l'evoluzione sociale, economica e legislativa dell'Autonomia, confrontandola con territori simili al nostro e in grado di formare figure tecniche e politiche che potessero essere sempre all'altezza delle sfide del nostro territorio. Questa idea, che doveva trovare spazio al Palazzo delle Albere, si era infranta contro il veto di chi, anche tra gli alleati di governo, nutre da sempre la paura di essere troppo provinciale. Cosa assolutamente non vera dal momento che lo studio porta sempre apertura e confronto con gli altri".
Ci sono nuovi equilibri politici da tenere in debita considerazione con le Stelle Alpine che guardano verso destra e non viene nominato perché ormai non è più parte del Patt, ma il riferimento va a Ugo Rossi. La proposta era partita dalla sua presidenza, poi in realtà il percorso si era inceppato più che altro per ragioni economiche e la Provincia a guida centrosinistra aveva ripiegato sul ddl Baratter (sempre ex autonomista) per istituire la Giornata dell'Autonomia.
Le ambizioni per un Centro studi non si sono comunque mai fermate. Un ulteriore passaggio era arrivato nel dicembre scorso quando, in occasione della finanziaria della Provincia, il Patt aveva riunito le due proposte in un ordine del giorno poi parzialmente accolto. "Infine nelle scorse settimane, all'interno dei punti programmatici imprescindibili redatti dal Partito autonomista per aprire il confronto in vista delle provinciali avevamo dedicato un'apposita sezione proprio a questo tema, trovando la condivisione di Fugatti. Oggi, quindi, non possiamo che essere fieri nel fatto che questo percorso cominci a vedere la luce. Dall'Autonomia deriva la crescita della nostra terra: dobbiamo andarne fieri e utilizzarla come un punto di forza. Un importante passo nella giusta direzione, di certo non verso un improponibile macroregione del nord-est che con noi non c'entra nulla e che non è mai esistita da un punto di vista storico", conclude Marchiori.













