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| 18 feb 2023 | 16:38

Autonomia, in arrivo la “Carta di Borghetto” ed un Centro studi a Trento. Calderoli: “Manca una cultura della ‘specialità’"

Si è tenuto questa mattina (18 febbraio) a Borghetto d’Avio, alla tenuta San Leonardo, un convegno per i 50 anni del secondo Statuto di Autonomia: per Fugatti i tempi “sono maturi” per costituire un Centro studi sull’Autonomia a Trento

Autonomia, in arrivo la “Carta di Borghetto” ed un Centro studi a Trento

TRENTO. “In questa occasione abbiamo fatto la sintesi di un anno di lavori a livello istituzionale, storico, accademico: oggi, anche rispetto alle riforme che vengono portate avanti a livello nazionale, con l’autonomia differenziata, le Province autonome e le Regioni a statuto speciale devono essere sempre di più un modello di riferimento”. Sono queste le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti a margine del convegno che si è tenuto in mattinata a Borghetto di Avio, nella tenuta di San Leonardo, e dedicato al 50esimo anniversario del Secondo Statuto di Autonomia. Un incontro al quale hanno partecipato anche il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ed il presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga.

 

“Da questo momento di confronto – ha poi sottolineato Fugatti – e restituzione vorremmo nasca una carta delle autonomie, la Carta di Borghetto, a partire dalla quale si possa discutere di come valorizzare l’autonomia, di come svilupparla e renderla dinamica, anche alla luce delle idee emerse nel corso delle celebrazioni del Cinquantenario. Credo siano anche maturi i tempi per costituire un Centro studi sull’Autonomia, portando a compimento un percorso avviato in precedenza per concretizzare un progetto che esca dalla sola dimensione puramente accademica per diventare uno strumento di divulgazione”. Ed il presidente della Pat avrebbe già un’idea anche sulla possibile collocazione del nuovo Centro: “Villa Moggioli, dove abbiamo aperto la sede trentina dell’Euregio”.

Negli scorsi giorni (Qui Articolo) i sindacati erano stati molto polemici sull’ipotesi emersa di un Centro studi su autonomia e regionalismo, che Cigl, Cisl e Uil interpretano “come il tentativo della giunta leghista di accelerare sul percorso per la costituzione della macroregione del Nordest, obiettivo di cui lo stesso presidente Fugatti non ha fatto mistero anche recentemente”. A parlare oggi della tematica relativa alle macroregioni, rispondendo alle domande a margine dell’incontro, è stato anche il ministro Calderoli, che ha dichiarato: “Noi siamo sempre stati favorevoli ad un discorso di macroregione. Direi che il migliore esempio dell’utilizzo del penultimo comma del 117 della Costituzione viene proprio dalla Conferenza delle Regioni, che per la prima volta hanno deciso di proporre leggi regionali che danno una veste istituzionale alla Conferenza. Credo che questa iniziativa sia un esempio positivo e che, sulla base di eventuali accordi tra le Regioni anche attraverso la realizzazione di organi comuni, possa essere una ottima strada per territori che orbitino nella stessa zona del Paese”.

 

 

Entrando nello specifico, e parlando di come con l’autonomia differenziata diventi ora sempre più importante tutelare le autonomie speciali, Calderoli ha poi sottolineato come buona parte del suo intervento nel corso della mattinata sia stato finalizzato “alla difesa delle autonomie speciali e del loro statuto, a fronte di valutazioni da parte della Corte molto rigide in alcuni casi, rispetto ad una normativa comunitaria che purtroppo cala i suoi effetti anche a livello di autonomie speciali (per esempio sulla concorrenza) e rispetto alla lentezza e agli ostacoli che si trovano da parte delle amministrazioni centrali sulle norme di attuazione. Manca proprio una cultura della specialità e bisognerebbe riuscire ad introdurla soprattutto a livello delle amministrazioni speciali”. Sullo stesso tema è poi intervenuto anche Fugatti: “Il tema dell’autonomia differenziata ci riguarda solo nell’eventualità che maggiori competenze, rispetto alle nostre, vengano date ad altre Regioni, quindi mi pare solo un aspetto eventualmente positivo. Sapendo però che quelle stesse competenze le potremmo richiedere anche con altri percorsi previsti dal nostro Statuto”.

 

L’ultimo tema toccato dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie a margine della conferenza stampa è stato quello relativo alle risorse del Fondo per i Comuni di confine (Qui Articolo): “Quel fondo l’ha creato il sottoscritto con il federalismo fiscale – ha detto Calderoli – ne sono ancora oggi convinto, credo che un adeguamento delle modalità di utilizzo sia un’opera di aggiornamento che si rende necessaria. Le risorse devono andare a vantaggio sì dei Comuni confinanti ma non devono tradursi in una concorrenza sleale rispetto ai Comuni contigui”. Oltre a Fugatti e Calderoli, come detto, all’incontro di oggi (promosso dal Comitato per il Cinquantenario del secondo Statuto d’autonomia) hanno partecipato anche Arno Kompatscher e Massimiliano Fedriga, oltre che i rappresentanti di altre autonomie, parlamentari, consiglieri provinciali, sindaci, europarlamentari, rappresentanti dell’associazionismo e delle categorie economiche e sindacali.

 

In apertura Fugatti ha voluto sottolineare anche il valore simbolico del territorio di Avio e della vicina Borghetto: “Ci troviamo a discutere di autonomia – ha detto il presidente della Pat – in un luogo di confine, già confine dell’impero austroungarico, e che ha attraversato momenti particolari della nostra storia. Qui cinquant’anni fa si iniziò a parlare di Asar, di autonomia e di autogoverno, di autonomia integrale da Borghetto al Brennero. Sempre qui con i colleghi Kompatscher e l’allora capitano del Tirolo Gunter Platter ci ritrovammo qualche anno fa per la celebrazione ei confini dell’Euregio. Noi vogliamo parlare di autonomia con le orecchie attente a quanto accade a Roma sul piano delle riforme, ma con lo sguardo in un orizzonte euro-regionale, caratteristica che contraddistingue le speciali autonomie di Trento e Bolzano e che le rende un modello anche per gli altri territori”.

 

Riguardo al regionalismo differenziale, il presidente Fugatti ha poi precisato che “Trento e Bolzano intendono discutere di quanto possono ottenere in più, rispetto alle competenze già esercitate, a partire dall’ambiente, mentre sui Lep riteniamo che le risorse debbano essere decise proporzionalmente ai nostri standard”.

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