Fondo dei Comuni confinanti, "Ci sono criticità sull'utilizzo: confronto utile per affrontare il tema con il governo'', Fugatti incontra i sindaci tra Primiero e Feltrino
Il presidente della Provincia sul Fondo dei Comuni confinanti: "Siamo tutti consapevoli che con il trascorrere del tempo il rapporto tra Pat e Comuni è cambiato e anche le risorse di piazza Dante sono diminuite. E' necessario lavorare insieme per migliorare questo strumento che negli anni ha portato a importanti progetti"

TRENTO. "Siamo tutti consapevoli che con il trascorrere del tempo il rapporto tra Pat e Comuni è cambiato e anche le risorse di piazza Dante sono diminuite". Queste le parole del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, con riferimento al Fondo dei Comuni confinanti. "E' quindi necessario lavorare insieme per migliorare questo strumento che negli anni ha portato a importanti progetti".
La Provincia, su invito del presidente della Comunità di Primiero, Roberto Pradel, e del presidente dell'Unione montana feltrina, Carlo Zanella, ha incontrato i sindaci di Lamon, Sovramonte, Feltre, Cesiomaggiore, Imer, Mezzano, Primiero San Martino di Castrozza, Sagron Mis e Canal San Bovo.
Al centro della riunione la gestione dei Fondi di confine e il punto sul loro utilizzo. Presente il governatore del Trentino, affiancato dal dirigente generale Sergio Bettotti. Un "tesoretto" al quale contribuiscono annualmente, e da legge, il Trentino e l'Alto Adige; il Bellunese e gli altri territori interessati poi possono disporre di queste risorse come ritengono più opportuno.
Queste risorse sono a disposizione dei vicini nell'ambito dell'Accordo di Milano e del Patto di stabilità. Anni delle bordate all'autonomia e un periodo nel quale i territori di confine avevano iniziato a chiedere di poter trasferirsi in provincia di Trento e di Bolzano.
Così è stato definito questo Fondo con una norma costituzionale che rientra nello Statuto trentino per calmare le acque e sopperire al gap infrastrutturale di 48 Comuni confinanti in Provincia di Belluno, Brescia, Vicenza e Sondrio. Un meccanismo inserito nella finanziaria del 2010 e chiarito nel 2014 per un intervento da 40 milioni dal Trentino e altrettanti dall'Alto Adige: ogni anno vengono distribuiti 500 mila euro in quota fissa più altri investimenti.
Ora con la contrazione del bilancio, anche provinciale, si è tornati a discutere dell'attualità di queste risorse e la possibilità di rivedere il meccanismo con a volte, hanno evidenziato i Comuni trentini, una contraddizione sull'utilizzo di queste risorse (Qui articolo). Ipotesi di revisione che ha portato il Bellunese a levare gli scudi per difendere questo strumento, dibattito arrivato sul tavolo del ministro per gli Affari Regionali (Qui articolo).
Tra le criticità emerse dai primi cittadini, le difficoltà per i comuni veneti, a spendere le risorse avendo a volte ridotte strutture tecniche a disposizione. E ancora l’allargamento ai Comuni di seconda fascia all’utilizzo dei fondi. Tra i punti di forza la realizzazione di grandi progetti come la galleria Pala rossa che ha visto oggi l’avvio ufficiale del cantiere (Qui articolo).
"Il dialogo su temi di ampio respiro, come l’ospedale di Feltre e Lamon, o delle infrastrutture, non deve mai venire a mancare. Mi preme sottolineare come non stiamo mettendo in discussione i Fondi di confine, ma il loro utilizzo che sta registrando delle criticità. Il confronto di oggi (lunedì 6 marzo) ci sarà utile per affrontare il tema a livello nazionale", conclude Fugatti.


















