Contenuto sponsorizzato

Fusione dei Comuni? Il presidente dei sindaci: "A Ville di Fiemme ancora più convinti della scelta". E Rech: "Un unico ente sull'Alpe Cimbra? Non sia un tabù"

Il sindaco di Ville di Fiemme e presidente del Consorzio dei Comuni, Paride Gianmoena: "Le fusioni vanno incentivate ma devono essere facoltative. Poi sviluppiamo anche una quarta via". Ok le Gestioni associate, bocciate le Unioni. Il sindaco di Folgaria a Lavarone e Luserna: "I tempi sarebbero maturi per un ragionamento tra economicità, struttura e competitività del territorio"

Di Luca Andreazza - 22 febbraio 2024 - 20:40

TRENTO. "Il Trentino ha sostenuto un percorso senza eguali in Italia: tra 2013 e il 2020 siamo scesi da 223 a 166 Comuni". Queste le parole di Paride Gianmoena, sindaco di Ville di Fiemme. "Ma sicuramente sopra i 2 mila abitanti gli indicatori di efficienza diventano importanti". Il presidente del Consorzio dei Comuni sostiene l'opportunità di procedere a fusione, se voluta e sostenuta dai territori, ma indica anche una quarta via che possa integrare servizi e funzioni tra le amministrazioni, non solo quelle più piccole.

 

Nella relazione dell'attività di giustizia contabile 2023 la presidente della Corte dei conti ha evidenziato la fragilità e la debolezza amministrativa delle ancora tante e diffuse piccole o piccolissime realtà comunali. La politica è stata invitata a una riflessione nel merito. "Un impegno", quello di rivedere la formula di aggregazione dei piccoli municipi, "un atto di coraggio non più rinviabile", le parole di Walter Alotti e Andrea Bassetti per la Uil. Anche per la Cgil è necessario intervenire. "Un piccolo Comune - il commento di Luigi Diaspro - deve assicurare le medesime funzioni di enti maggiori e spesso non ce la fa. Per questo, oltre alla questione dei costi, c'è il tema della sostenibilità e della qualità dell'offerta dei servizi, dell'attrattività del personale che, in tali condizioni, opta per le dimissioni e i concorsi vanno deserti".

 

Oggi sono tre i modelli organizzativi sui quali ci si può appoggiare per unire le forze tra piccoli e piccolissimi Comuni. "Sono sindaco di un'amministrazione nata tre anni fa (da Carano, Daiano e Varena) e oggi siamo ancora più convinti della scelta. Non nascondiamo che è un percorso complesso e difficile, soprattutto all'inizio, ma i vantaggi sono indubbi", commenta Gianmoena. "Le fusioni devono essere incentivate, con contributi provinciali e regionali, ma devono essere facoltative, altrimenti si perde il senso di comunità e se non c'è la necessaria convinzione il sistema non può funzionare". 

 

Un altro sistema da supportare è quello delle Gestioni associate. "Quasi tutte si sono sciolte perché ci sono dei limiti", spiega Gianmoena. "Alcune strutture sono state messe a fattor comune, come la redazione del bilancio, ma gli applicativi restano diversi e questo può causare qualche difficoltà. La scorsa legislatura la Provincia ha dato semaforo verde alle Gestioni associati anche solo tra due Comuni, ma ben pochi sono effettivamente partiti in questo senso". 

 

Bocciate le Unioni dei Comuni, l'unico esempio è quella dell'Alta Anaunia. "L'esperienza in val di Non non è andata secondo le aspettative perché è una sovrastruttura che non consente di avere grande chiarezza gestionale. La fusione è il modello migliore perché c'è un'integrazione delle procedure e dei sistemi". 

 

In Trentino le strutture non mancano tra Comunità e Consorzio dei Comuni. E qui si inserisce, "la quarta via. Un modello tutto trentino", prosegue Gianmoena. "Oggi la pubblica amministrazione richiede specializzazione e tutti i Comuni, quelli più piccoli in particolare, faticano a trovare il personale: i bandi spesso vanno deserti. L'idea è quella di creare degli uffici di back office sovracomunali e di respiro provinciale".

 

Il Cal ha già sviluppato una serie di iniziative trasversali a più comuni con la collaborazione delle Comunità di valle. L'intenzione è di radicare e rafforzare questo approccio. "Sono più di 80 i Comuni che hanno aderito al servizio degli appalti, un numero che è raddoppiato in un anno", continua il sindaco di Ville di Fiemme e presidente del Cal. "Circa 120 quelli che si rivolgono a noi per il servizio cedolini paghe e 160 per quello privacy. Pensiamo a supportare le amministrazioni sulla predisposizione dei bilanci e di altre necessità".

 

Il tema di dare forza ai Comuni è "assolutamente di attualità. Più passa il tempo e più le piccole realtà possono andare in difficoltà. La necessità è quella di un'organizzazione strutturata per essere attrattivi e per distribuire il carico di responsabilità". Un'altra partita è quella della formazione. "Il Cal andrebbe delegato per i corsi e i concorsi, per la formazione dei dipendenti", commenta Gianmoena. "Lavorare per una pubblica amministrazione richiede specializzazione e impegno, oggi prevedere un periodo di affiancamento di un anno è quasi impossibile. Questo modello di 'centralizzare' alcuni servizi e ricavare spazi all'interno delle Comunità di valle consentirebbe di abbattere i costi, avere personale e operare economie di scala".

 

A mettere sul tavolo un'ipotesi fusione sull'Alpe Cimbra è Folgaria. Un'idea accolta, almeno per ora, con una certa freddezza tra Lavarone e Luserna. "Non mi piace partire dal concetto dell’obbligo, non siamo obbligati", dice Rech. "Si tratta piuttosto di una grande opportunità. Dal post Covid al Pnrr, dalle questioni ambientali a quelle energetiche, serve un cambio di passo nell'affrontare queste sfide o ne saremo travolti. La carenza di personale e le risorse economiche insufficienti saranno condizioni strutturali, dobbiamo creare organizzazioni efficienti ed efficaci".

 

Il rischio è di perdere "opportunità importanti per sviluppare il territorio - evidenzia Rech - ci sono esigenze molto alte, la necessità di rimanere competitivi e di lavorare per rafforzare la collaborazione tra pubblico-privato e terzo settore". Questa la teoria, poi la pratica. "Nulla di calato dall'alto, la proposta, ancor prima dei passaggi previsti dalla legge, è quella di partire con uno studio che approfondisca le questioni principali da condividere e discutere con la cittadinanza. Credo che i tempi siano definitivamente cambiati e che sia necessario studiare i vantaggi e anche le relative criticità di una fusione", continua il primo cittadino di Folgaria. "Una stima molto semplice, per esempio, è quella del risparmio sulle indennità politiche che, con un Comune unico sull’Altipiano, sarebbero ridotte di 1 milione di euro per ogni mandato amministrativo di cinque anni".

 

Il Comune dell’Alpe Cimbra, infatti, eserciterebbe anche le funzioni della Comunità di valle "aggiungendo al progetto ulteriore senso e potenzialità. La questione tuttavia non è economica, almeno non principalmente, il punto focale è la visione unitaria e la massa critica che si verrebbe a creare".

 

I Comuni di Lavarone e di Luserna non sarebbero annessi a Folgaria ma la fusione avverrebbe in termini paritetici e con garanzia di equilibri e prerogative. "Ci sono specificità e caratteristiche uniche che devono essere il punto di partenza del ragionamento, come la minoranza linguistica Cimbra", aggiunge Rech. "Ma questi sono aspetti fortemente tutelati e valutati anche dal punto di vista normativo in caso di fusione. Sarebbe sbagliato anche confondere la domanda di prossimità politica e istituzionale della cittadinanza con tutto il lavoro, che è la parte predominante, di back office. Fusione non significa chiudere i municipi, spostare persone o costringere la cittadinanza a recarsi da un parte o dall’altra per accedere ai servizi. Immagino un Comune unico con tre sedi negli attuali municipi dove i cittadini potranno recarsi come sempre hanno fatto ma dietro questa interfaccia un unico sistema organizzativo capace di assicurare il miglior servizio".

 

Il percorso sarebbe lungo e la fusione non avverrebbe dall'oggi al domani. Ma la proposta è quella che non sia un tabù, un'ipotesi per avviare una discussione, analizzare le prospettive e coinvolgere il tessuto economico e sociale. "Personalmente sono più interessato alla qualità del servizio e al relativo costo che alla georeferenziazione degli uffici. In estrema sintesi credo che l'amministrazione debba individuare la migliore organizzazione per rispondere alle esigenze dei cittadini e delle imprese non per giustificare se stessa", conclude Rech.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
20 aprile - 11:06
Ad essere predati alcuni capi di ovini e un'asina. Il sindaco di Rotzo Luciano Spagnolo: "Necessario trovare soluzioni condivise sia a livello [...]
Cronaca
20 aprile - 11:19
L'uomo alla guida del mezzo è stato denunciato perché si è rifiutato di sottoporsi ai controlli per verificare se stesse guidando sotto [...]
Cronaca
19 aprile - 16:47
Gli ultimi aggiornamenti al 15 di agosto 2023: aumentati di poco più di 300 unità i disoccupati in Provincia di Bolzano. L'assessora Amhof: [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato