"Strumento da adeguare", Fratelli d'Italia rilancia il Fondo dei Comuni confinanti: "Esempio di collaborazione tra territori di montagna che vivono gli stessi problemi"
Il partito di Giorgia Meloni del Trentino Alto Adige rilancia l'importanza del Fondo dei Comuni confinanti: "Fronte comune con la Provincia di Belluno per rendere questo strumento un motore di sviluppo per tutti"

TRENTO. "Il Fondo dei Comuni confinanti sono un esempio virtuoso di collaborazione tra territori che vivono gli stessi problemi, tipici delle aree di montagna, ma che hanno opportunità di investimenti diversi legati allo status autonomo delle due province rispetto alle due regioni confinanti". A dirlo Alessandro Urzì, deputato e coordinatore del Trentino Alto Adige di Fratelli d'Italia. "Con questi investimenti è stato possibile realizzare progetti in termini culturali ma anche infrastrutturali e sportivi".
Incontro al cantiere del tunnel della Pala Rossa (Ss50 del Grappa e del Passo Rolle) tra Alessandro Urzì e l'assessora Francesca Gerosa con i candidati di Fratelli d’Italia della provincia di Belluno alle prossime elezioni regionali: Dario Bond, Silvia Calligaro, Massimo Bortoluzzi, Milena De Zanet e Alessandro Farina. Un appuntamento che segue il vertice dell'intero gruppo regionale del partito di Giorgia Meloni a Bolzano e Trento (con Marco Galateo, Anna Scarafoni e Daniele Biada) nel quale è stato ribadito "il fermo convincimento di proseguire con l’esperienza maturata. E oggi questo è stato annunciato. Ora la concentrazione è anche sugli investimenti per grandi opere capaci di risultare utili e interessanti per le popolazioni che vivono sui confini regionali".
Avviato nel 2010, istituito con una finanziaria dello Stato, il fondo è alimentato ogni anno con circa 40 milioni per ogni Provincia autonoma. Risorse che servono per sviluppare progetti di consolidamento delle economie nel Bellunese, nel Vicentino e nella fascia della Lombardia tra Brescia e Sondrio.
Risorse messe a disposizione dei vicini nell'ambito dell'Accordo di Milano e del Patto di stabilità. Anni delle bordate all'autonomia e un periodo nel quale i territori di confine avevano iniziato a chiedere di poter trasferirsi in provincia di Trento e di Bolzano. Così è stato definito un Fondo attraverso una norma costituzionale che rientra nello Statuto trentino per calmare le acque e sopperire al gap infrastrutturale di 48 Comuni confinanti in Provincia di Belluno, Brescia, Vicenza e Sondrio.
Un meccanismo inserito nella finanziaria del 2010 e chiarito nel 2014: ogni anno vengono distribuiti 500 mila euro in quota fissa più altri investimenti. Un Fondo che talvolta è stato criticato.
I rappresentanti di FdI hanno scelto come location il cantiere del tunnel della Pala Rossa, opera che collegherà il feltrino con il Primiero. "Il tema dell’adeguamento dei fondi alle esigenze dei territori è attuale, anche per recuperare la perdita di potere di acquisto rispetto al 2010 e in considerazione dell’interesse dell’intero territorio regionale del Trentino Alto Adige per molti progetti di sviluppo sostenuti dal fondo Odi".
L’assessora provinciale Gerosa ha invece evidenziato che è "interesse delle comunità sviluppare le forme di collaborazione nelle aree confinarie per armonizzare servizi di interesse comune e che in questo senso si potrà proseguire anche nel prossimo futuro, con l'impegno per un aggiornamento delle intese che sono alla base della costituzione del fondo".
Il parlamentare Bond, che è anche presidente del Fondo dei Comuni confinanti, ha citato l’esempio dell’ospedale di Feltre, inserito nel territorio bellunese e servizio primari, ma diventato per la sua eccellenza "punto di riferimento anche per le popolazioni di prossimità del Trentino, dalla Bassa Valsugana al Primiero". L'intenzione è quello di rafforzare e aggiornare questo strumento.
"E' una grande sfida del prossimo futuro e Fratelli d'Italia garantisce la volontà di promuovere un confronto tra le province autonome, la Regione Veneto, la Regione Lombardia, il ministero per gli affari regionali e il ministero delle finanze. E' fondamentale ancorare la programmazione al principio del risultato, come previsto dal nuovo Codice degli appalti, per assicurare opere di qualità nei tempi previsti. L'impegno condiviso è quello di rafforzare la collaborazione tra Veneto e Province Autonome in un'ottica di responsabilità istituzionale. Il coordinamento tra i diversi strumenti di finanziamento e una visione di lungo periodo sono fondamentali per trasformare le montagne da barriere a ponti di unione e crescita", conclude Urzì.












