''Autonomia'' sulla bocca di tutti (soprattutto della Lega che cerca di scollarsi di dosso il ''Prima gli Italiani''). Ad Avio c'è Calderoli. I sindacati: ''No alla macroregione''
Mentre nel solco culturale del centrodestra ci sono già 5 movimenti che hanno nel nome l'autonomia e 1 è nel centrosinistra la Lega punta fortemente sull'alleanza con il Patt per togliersi di dosso il ''Prima gli Italiani'' che li caratterizza su scala nazionale, domani ad Avio per le celebrazioni del 50° anniversario del secondo statuto è atteso il rilancio di Fugatti dell'idea di creare un centro studi sull'autonomia. I sindacati preoccupati chiedono di invitare anche il Tirolo

BORGHETTO. L'autonomia è uno dei temi che tiene più banco tra gli addetti ai lavori, sempre e comunque. I convegni sull'autonomia si sprecano (il più delle volte con le stesse figure che ruotano per pubblici che si ripetono). I partiti che sgomitano per avere quella parola nel nome, pure (si pensi al momento che sulla scena ce ne sono almeno 6: Autonomisti Popolari, Patt, Insieme per l'Autonomia Trentina, Trentino autonomista libero, Risveglio Tirolese che gravitano nella galassia di centrodestra e Casa Autonomia.eu che si trova dichiaratamente nel centrosinistra).
La Lega, da un po' di tempo, in Trentino sta cercando di accreditarsi in tutti i modi come ''autonomista'' (anche se gli elettori si ricordano bene che il grido di battaglia era ''Prima gli Italiani'' quando il partito di Salvini prendeva i voti e vinceva le elezioni e si dichiarava ''Sovranista''). Per questo era tanto importante imbarcare il Patt, per avere il bollino ''autonomista''. Ma parallelamente vi è l'autonomia portata avanti dalla stessa Lega per Veneto e Lombardia che, se davvero dovesse diventare legge, con l'autonomia differenziata estesa al resto del Paese, andrebbe più o meno indirettamente a modificare la peculiare situazione che vive il Trentino Alto Adige.
Di autonomia differenziata si discuterà domani alle 11 presso la Tenuta San Leonardo di Avio in occasione delle celebrazioni del 50° anniversario del secondo statuto di Autonomia. A discutere figure autorevoli come il ministro Calderoli (quello che aveva definito "orango" l'ex ministra dell'Integrazione Cecile Kyenge) e tra gli altri relatori, il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, e i presidenti delle Province autonome di Trento e di Bolzano, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher.
A quanto pare in questa occasione il presidente Fugatti dovrebbe lanciare l'idea di un centro studi su autonomia e regionalismo che vede già molto polemici i sindacati: ''L'idea che il presidente Fugatti sarebbe pronto a rispolverare in occasione della cerimonia conclusiva del cinquantesimo del secondo statuto lascia più che perplessi Cgil Cisl Uil. I sindacati interpretano questa ipotesi come il tentativo della giunta leghista di accelerare sul percorso per la costituzione della macroregione del Nordest, obiettivo di cui lo stesso presidente Fugatti non ha fatto mistero anche recentemente''.
''Confidiamo che il nuovo centro studi non abbia questo fine - spiegano i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Per noi la strada della macroregione del Nordest è la direzione sbagliata se davvero si vuole valorizzare l’Autonomia trentina, che invece va sviluppata e rafforzata nell’asse con Bolzano e il Tirolo all’interno della cornice dell’Euregio. Per questo ci auguriamo che a Borghetto sia presente anche il Capitano del Tirolo, Anton Mattle, a suggellare il fatto che le Autonomie speciali di Trento e Bolzano guardano a nord per diventare a tutti gli effetti la porta verso la Mitteleuropa. Così si rafforza il ruolo del Trentino e si creano veri legami paritari con la pianura Padana e l’Adriatico''
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Più volte in questi anni i sindacati trentini, che insieme a quelli altoatesini e sudtirolesi fanno parte del Consiglio Sindacale Interregionale Alpi Centrali, hanno ricordato come i tre Land sull’asse del Brennero insieme possono lavorare per rafforzare il protagonismo della loro specificità alpina in una vera Europa delle regioni, stringendo sinergie per affrontare sfide importanti come la transizione ecologica e il cambiamento climatico che impatterà in modo simile nelle tre aree e hanno denunciato il fatto che l’ipotesi della macroregione del Nordest vedrebbe, invece, dissolvere la specificità trentina in un quadro di omologazione nelle regioni padane.













