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| 11 ott 2023 | 18:03

Provinciali, "La Destra si fa dettare la linea da Meloni e Salvini, noi fieri di sostenere Valduga". Casa Autonomia: "A Pontida insultata la storia del Trentino"

Dalla sanità agli alloggi, Casa Autonomia presenta alcuni punti del programma ritenuti strategici. E non mancano alcune stoccate al Patt: "La nostra coalizione non risponde ai partiti nazionali ma alle forze politiche dell'alleanza"

Provinciali, "La Destra si fa dettare la linea da Meloni e Salvini, noi fieri di sostenere Valduga"

TRENTO. Una nuova rinnovata attenzione alla sanità, una politica sugli alloggi più incisiva, la necessità di affrontare la crisi della carenza di personale in molti settori, un rilancio dell'Autonomia e qualche stoccata al Patt e sfida accettata sul referendum sull'operato di Fugatti. La campagna elettorale in vista delle provinciali di domenica 22 ottobre entra nella sua fase finale e Casa Autonomia rilancia alcuni temi centrali per il movimento creato da Paola Demagri e Michele Dallapiccola, forza politica a sostegno del centrosinistra e del candidato presidente Francesco Valduga.

 

"Il nostro nome riassume due valori per noi fondamentali". A dirlo Paola Demagri. "L'autonomia e la casa come sviluppo e relazione, famiglia, sicurezza e certezza. Ma anche da un punto di vista popolare che vuole svolgere un'attività politica pragmatica che risponda ai trentini, che sono tutti i residenti: contrastiamo l'approccio della Giunta Fugatti perché non importa se si vive il territorio da 1 anno oppure da 10 anni".

 

Negli scorsi giorni a intervenire è stato Luigi Panizza, l'ex presidente onorario del Patt che appoggia il movimento lanciato dai consiglieri uscenti Demagri e Michele Dallapiccola, un appuntamento per puntualizzare alcune linee programmatiche mentre si entra nella fase finale della campagna elettorale e per ribadire che le porte sono aperte a tutti gli autonomisti delusi dalla svolta a Destra delle Stelle Alpine.

 

"Ci rivolgiamo all'elettorato senza una casa politica e all'elettorato autonomista che vuole restare lontano dai partiti statalisti e nazionalisti, così come all'elettorato disorientato e incerto", aggiunge Demagri. "Non dimentichiamo naturalmente quell'elettorato consapevole e coerente, radicato in quei valori in cui ci sentiamo rappresentati e che vogliamo rappresentare".

 

Tra i problemi attenzionati c'è la carenza di alloggi, gli affitti esorbitanti e gli studenti che non trovano un appartamento. "Poi c'è l'emergenza manodopera, anche in ambito sociale. Il Trentino deve riappropriarsi dell'autonomia come "strumento di buon governo, cioè la possibilità di fare meglio delle Stato. Il tema dell'autonomia differenziata è emerso perché l'ultima legislatura provinciale ha indebolito la specialità. Non ha fatto nulla mentre sono state tantissime le norme impugnate dal governo, come le centrali idroelettriche, la chiusura dei negozi di domenica e nei festivi  o il tentativo di entrare nella governance di Itas".

 

Un focus sulla sanità. "La salute è di tutti e per tutti per una società equa e sostenibile", dice Paola Taufer, già presidente della Commissione pari opportunità della Provincia di Trento. "Invece si va verso una privatizzazione e una forte disuguaglianza nelle cure. La questione delle prenotazione deve essere affrontata con urgenza perché non si possono avere appuntamenti a mesi o anni di distanza quando non si viene indirizzati sui privati. Servono risposte anche nell'ambito della salute mentale: 19 mila trentini soffrono di depressione, quasi il 4% della popolazione. Non è un aspetto secondario in quanto ci sono ripercussioni sulla qualità della vita".

 

E poi le Rsa. "I parametri operatori/ospiti non è più adeguato a fronte di bisogni sempre più complessi e di una popolazione sempre più anziana. Gli stipendi devono essere adeguati come in Alto Adige per contrastare la tendenza a lasciare il lavoro. Si deve aumentare l'attrattività di questo comparto per tenere le figure professionali. E si deve prevedere una retribuzione dei caregiver perché sono un sostegno di welfare sempre più importante".

 

Una specialità che deve tornare a parlare alle nuove generazioni perché "non è qualcosa di antico", commenta Alessio Anselmo. "Le nuove generazioni devono avere idee e visioni di una coscienza collettiva, la capacità di comprendere che il nostro benessere, le scuole, le strutture e i servizi nella valli sono possibili per l'autonomia: la chiave di tutto è coltivare questa prerogativa del territorio, interpretarla con uno sguardo rivolto all'Europa".

 

A parlare di squadra forte e coesa è Walter Pruner. "Un movimento in campo a testa alta con un profilo genuinamente autonomista e popolare che rifugge gli slogan e l'avvicinamento al nazionalismo, come quelli visti a Pontida, un appuntamento in cui è stata insultata l'autonomia e la storia del Trentino. I riferimenti di Casa Autonomia partono dall'Asar e dal pensiero di figure del calibro di Degasperi, Magnago, Kessler e Langer. Siamo orgogliosi di essere all'interno della coalizione di centrosinistra".

 

Nelle scorse settimane l'assessore Achille Spinelli ha spiegato che queste elezioni sono un referendum sul presidente Fugatti e sulla sua Giunta. Una sfida che viene accettata. "Sono stati 5 anni caratterizzati dalla logica degli alibi tra Vaia, Covid o guerra", dice Pruner. "Ogni governo ha momenti di difficoltà e non si vive di soli alibi".

 

La chiusura affidata al co-fondatore di Casa Autonomia. "Abbiamo intuito la deriva del Patt dopo le politiche. La nostra coalizione non risponde ai partiti nazionali ma alle forze politiche dell'alleanza. Non rilanciamo promesse a vuoto come negli ultimi giorni o ci presentiamo a cantieri finti nei prati per sola propaganda elettorale. Inoltre la Destra si fa dettare la linea da Roma, non è mai successo: Meloni e Salvini hanno deciso che Tonina non avrebbe dovuto correre per il parlamento, sempre loro hanno deciso a tavolino presidente e vice presidente. Noi portiamo il nostro contribuito a Valduga, scelto dal territorio", conclude Michele Dallapiccola.

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