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Trento
25 aprile | 13:42

Il sindaco Ianeselli sul 25 aprile: “L’antifascismo è garanzia di legalità per tutti, il fascismo invece è l’affermazione del sopruso liberticida”

Il sindaco di Trento Franco Ianeselli al corteo per il 25 aprile: “Questo giorno è all’origine del nostro alfabeto politico, è la matrice della grammatica civile con cui è stata scritta la Costituzione dell’Italia repubblicana”

Il sindaco Ianeselli sul 25 aprile: “L’antifascismo è garanzia di legalità per tutti
di T.G.

TRENTO. Quest’oggi centinaia di persone hanno preso parte al corteo per il 25 aprile. Una data che è ancora sentita in città. Alla manifestazione hanno preso parte le principali autorità cittadine, oltre a tante associazioni e movimenti come Anpi, Cgil e Arci.

 

“Il 25 aprile che tutti gli anni festeggiamo insieme non è solo una data, non è soltanto un anniversario. Quel giorno della primavera del 1945 è all’origine del nostro alfabeto politico, è la matrice della grammatica civile con cui è stata scritta la Costituzione dell’Italia repubblicana”, ha dichiarato il sindaco di Trento Franco Ianeselli.

 

Per il primo cittadino questa è stata l’occasione per ribadire che in Italia, per dirsi democratici, occorra anche dichiararsi antifascisti. Il sindaco ha voluto citare un aneddoto. Un giorno il giornalista e politico missino Giorgio Pisanò, già volontario nella Decima Mas, disse a Vittorio Foa, sindacalista, parlamentare, diventato padre costituente dopo aver passato otto anni di prigionia nelle carceri fasciste: “Ci siamo combattuti da fronti contrapposti, ognuno con onore, possiamo darci la mano”. Foa gli rispose: “È vero abbiamo vinto noi e tu sei potuto diventare senatore. Avessi vinto tu io sarei ancora in carcere”. “È questa dunque la differenza tra fascismo e antifascismo – riprende Ianeselli – il secondo è una garanzia di legalità per tutti, il primo è invece l’affermazione dell’arbitrio antidemocratico e del sopruso liberticida”.

 

Il sindaco ha sottolineato come grazie alla Resistenza l’Italia poté riscattarsi agli occhi del mondo, con una ribellione morale, prima ancora che politica o militare. “L’antifascismo non è di parte, come molti credono. Non è neppure identificabile con una tendenza politica, visto che la Resistenza comprendeva posizioni assai diverse, che andavano dalle forze della sinistra ai liberali, dai monarchici ai cattolici. Soprattutto – ha concluso Ianeselli – l’antifascismo non è una gabbia ideologica che restringe gli orizzonti, ma un’aspirazione alla giustizia, alla libertà e alla fratellanza, è pensare se stessi insieme agli altri, a tutti gli altri, stranieri, ebrei, disabili, atei e fedeli di ogni religione”.

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