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| 09 set 2023 | 16:44

La deputata umbra del M5S contro ''la decisione assurda della destra in Trentino che vuole il termovalorizzatore''. In realtà lo vogliono un po' tutti (e meno male)

Emma Pavanelli chiede che si punti sulla raccolta differenziata quando l'Italia è già il Paese in Europa con il tasso di avvio al riciclo dei rifiuti, sia urbani che speciali, più alto ma che conserva i problemi maggiori legati alla spazzatura. Il perché è da cercare nei pochi impianti strutturati presenti. A Bolzano c'è e funziona alla grande in Trentino, per fortuna, lo vogliono fare quasi tutti dal centrosinistra al centrodestra

La deputata umbra del M5S contro la decisione assurda della destra in Trentino che vuole il termovalorizzatore''
Foto Imagoeconomica

 

TRENTO. ''Invece di aumentare la raccolta differenziata e ridurre i quantitativi di prodotti di rifiuti urbani, l’amministrazione provinciale di centrodestra di Trento intende costruire un nuovo inceneritore. Una decisione assurda che si pone in contrasto con gli obiettivi del Green Deal europeo e con quelli previsti dal Pnrr''. Questo l'intervento della deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli eletta in Umbria ma che interviene per dare man forte al Movimento 5 Stelle in Trentino verso le elezioni provinciali. In realtà un termovalorizzatore o gassificatore in Trentino lo vogliono tutti da destra a sinistra, tranne pochi e tra questi c'è il Movimento 5 Stelle. E richiamare il sistema ad aumentare i quantitativi di raccolta differenziata è un buon proposito ma che si scontra con la realtà dei fatti: l'Italia è il Paese in Europa con il più alto tasso di riciclo e il secondo per quello di circolarità, cioè il tasso di materiale riciclato e reimmesso. Ma è anche uno di quelli con più problemi di rifiuti perché anche spingendo al massimo la differenziata resteranno sempre e comunque dei grandi quantitativi da smaltire in un modo o nell'altro.

 

Per Assoambiente – l’Associazione di categoria delle imprese che operano nel comparto del riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti - ''L’Italia si pone al primo posto a livello europeo per tasso di avvio al riciclo dei rifiuti, sia urbani che speciali, rispetto al totale gestito. Il dato è pari all’83,2% e si riferisce al 2020. Questo dato è assolutamente maggiore non solo alla media UE 39,2, ma anche in confronto ai Paesi più grandi dell’Ue. La Spagna, ad esempio, si ferma al 60,5%, la Francia al 54,4% e la Germania solamente al 44%''. E il luogo in Italia dove la raccolta differenziata è più virtuosa è proprio la Provincia di Trento. ''Malgrado il lieve calo - scrive sempre Assoambiente - nella Provincia autonoma di Trento si ha la quota più alta di raccolta differenziata (76,7%) e una produzione di rifiuti urbani pro capite inferiore alla media nazionale (486,4 kg per abitante)''.

 

Il problema quindi non è aumentare la raccolta differenziata ma è come smaltire quel che non si riesce a riciclare. Sempre Assoambiente spiega che mancano gli impianti strutturati in Italia. ''Prendendo in esame l’impiantisca - scrive l'associazione di categoria - la Germania con oltre 10mila impianti attivi è leader a livello europeo, l’Italia invece si posiziona al secondo posto, con 6.456 impianti di recupero, seguita da Spagna (4.007 impianti). Un dato che potrebbe sembrare positivo, ma che è invece caratterizzato da un grande numero di impianti di media e piccola dimensione e collocati principalmente nel Centro-Nord, nello specifico nelle aree in cui il comparto manifatturiero è più attivo e in cui i materiali recuperati possono facilmente essere riutilizzati. Solo in Lombardia c’è il 22% degli impianti nazionali dedicata al recupero di materia. La Lombardia è la Regione che trasforma di più, con un totale di 31.018.381 tonnellate di rifiuti recuperati, al secondo posto il Veneto con 12.377.245 tonnellate e l’Emilia-Romagna con 10.010.270 tonnellate''. 

 

La deputata dei 5 Stelle prosegue aggiungendo che al Trentino non servirebbe un impianto perché ce n'è già uno a Bolzano (''si tratterebbe del secondo inceneritore per una regione da un milione di abitanti'') ma anche questa è una considerazione che non si regge su nessun appiglio tecnico perché il Trentino oggi è costretto a pagare per esportare i propri rifiuti e se venisse dotato di un sistema di smaltimento come il termovalorizzatore di Bolzano potrebbe abbassare anche il costo dei rifiuti come accade nel capoluogo altoatesino oltre a guadagnarne anche in chiave di apporto energetico. 

 

Per i 5 Stelle, però, è come al solito, tutto un magna magna, e infatti per la deputata umbra ''probabilmente l’intenzione è quella di importare rifiuti da altre regioni il tutto a danno dei cittadini che subirebbero l’aumento dei gas serra e dell’inquinamento in una zona già soggetta alle emissioni dei mezzi in transito sull’autostrada del Brennero. Ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente per chiedere conto di una decisione priva di qualsiasi senso logico - completa Pavaneli -. Mentre l’intera Europa va verso la transizione ecologica, il centrodestra continua ad andare in direzione contraria, poco importa se a pagarne le spese saranno come sempre gli incolpevoli cittadini”. 

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