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Rifiuti, con Zanotelli che ne è dei progetti per il termovalorizzatore? L'appello di AmAmbiente: "I costi aumentano, dobbiamo fare in fretta. Si continui il lavoro iniziato"

Dopo gli ultimi aggiornamenti seguiti all'approvazione dell'Addendum al Quinto aggiornamento al Piano provinciale di gestione dei rifiuti, la parentesi delle elezioni ha giocoforza interrotto le discussioni sul tema. Ora però, a oltre due mesi dalla formazione della nuova Giunta, l'appello per riprendere velocemente in mano il lavoro portato avanti arriva da uno dei gestori del territorio, AmAmbiente

Di Filippo Schwachtje - 01 marzo 2024 - 05:01

TRENTO. “E' un appello per il bene pubblico: parlando della gestione dei rifiuti sul territorio provinciale dobbiamo continuare al più presto il percorso iniziato prima delle elezioni”. In termini pratici insomma, dice a il Dolomiti la presidente di AmAmbiente (il consorzio che gestisce i rifiuti nell'Alta Valsugana) Manuela Seraglio Forti, mentre i costi per lo smaltimento esterno della frazione di residuo in Provincia (si parla di circa 80mila tonnellate l'anno) continuano ad aumentare, il percorso che porterà alla progettazione e poi alla costruzione di un impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti sul territorio si fa sempre più urgente

 

Un'urgenza che nella scorsa legislatura l'allora assessore all'Ambiente (e oggi, dopo la riconferma della maggioranza in Provincia alle elezioni dello scorso ottobre, a capo della Sanità) Mario Tonina aveva sottolineato in diverse occasioni, arrivando infine a dire a seguito dell'approvazione, l'estate scorsa, dell'Addendum al Quinto aggiornamento al Piano provinciale di gestione dei rifiuti, che "ora ci sono le condizioni affinché la prossima giunta, il prossimo assessore all'Ambiente, si incarichi di questa decisione" (Qui Articolo). Ora però, a quattro mesi dalle elezioni e a oltre due mesi dalla formazione della nuova Giunta, il tema sembra essere sparito dai radar. Il Dolomiti ha provato a contattare in diverse occasione gli uffici della nuova assessora all'Ambiente, Giulia Zanotelli, per delle informazioni sullo sviluppo del dossier, senza però ottenere dettagli relativi ad una eventuale programmazione sul progetto

 

“Alla fine del 2023 – continua la presidente di AmAmbiente – la Provincia ha deliberato in merito al prezzo a tonnellata per lo smaltimento del residuo ai gestori: siamo arrivati a 250 euro, in crescita dai 225 euro dello scorso anno. Rispetto al passato (Qui Articolo), la situazione è comunque migliorata per quanto riguarda lo smaltimento di residuo e ingombranti, che erano arrivati ad occupare fino al limite le nostre capacità di stoccaggio in diverse occasioni. Il programma per i conferimenti arriva puntualmente, ma se pensiamo che ogni anno abbiamo da smaltire grossomodo 4000 tonnellate di residuo, a 250 euro a tonnellata ci troviamo a gestire circa 1 milione di euro di uscite annuali solo per quanto riguarda la frazione di residuo sul nostro territorio. Costi che, per legge, vanno poi a riversarsi sulle tariffe”. 

 

“Se guardiamo a Bolzano – continua Forti – vediamo che il costo si abbassa a 110 euro a tonnellata, meno della metà”. Le stesse autorità provinciali avevano guardato, nel delineare la progettualità, all'impianto altoatesino come ad un modello da riprodurre (in piccolo, visto che a Bolzano la capacità è di circa 130mila tonnellate di residuo all'anno, 15 delle quali arrivano dalla Provincia di Trento) anche in Trentino. Se anche i lavori dovessero cominciare a strettissimo giro però, per la presidente di AmAmbiente la sola costruzione della struttura richiederebbe nella migliore delle ipotesi almeno tre anni (senza contare i tempi tecnici di progettazione e via dicendo) e con le discariche sul territorio ormai esaurite (mentre a Ischia Podetti stanno continuando i lavori per il cosiddetto Catino nord, utilizzabile eventualmente come sito di stoccaggio 'd'emergenza'): “Prima si dà il via all'opera, meglio è”. 

 

“In generale – conclude la presidente di AmAmbiente – credo sia necessario continuare sulla strada tracciata lo scorso anno con il voto del Consiglio delle autonomie, portando al più presto ad una progettazione ed in seguito alla realizzazione dell'impianto”. Una delle ipotesi ritenute più probabili riguarda la realizzazione di un termovalorizzatore ad Ischia Podetti (dove a livello normativo sono già presenti tutte le autorizzazioni per questa tipologia di concessione e di smaltimento), ma a livello pratico, conclude Forti: “L'importante è che si proceda, e alla svelta, verso una soluzione che preveda la gestione totalmente pubblica sul modello del termovalorizzatore bolzanino. Nel frattempo, oltre a non provvedere, come da normativa europea, alla chiusura del ciclo dei rifiuti sul nostro territorio, ci troviamo in balia delle oscillazioni di mercato. Il lavoro portato avanti lo scorso anno ha coinvolto gestori, enti pubblici, territori, ed è stato apprezzato trasversalmente. Sarebbe un peccato perderlo”. 

 

La realizzazione dell'impianto non rappresenterebbe comunque un'alternativa agli sforzi relativi alla raccolta differenziata e all'attenzione alla gestione del rifiuto sul territorio provinciale, dove i risultati non mancano. La stessa AmAmbiente comunica infatti di aver più che dimezzato nell'ultimo mese la percentuale di scarto nella raccolta degli imballaggi leggeri, passando da un 25% medio fino al 10% nella zona di riferimento e addirittura al 6% nell'area di Caldonazzo. Guardando a Trento invece, la città è stata riconosciuta negli scorsi giorni come uno dei capoluoghi più virtuosi per quanto riguarda la raccolta differenziata, superando la soglia dell'83% (Qui Articolo).

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