La Giunta Fugatti riduce i fondi alla cultura. Coppola: “Un taglio del 17% che interessa eccellenze come Film Festival, Oriente Occidente e Centrale Fies”
La Giunta provinciale, ancora una volta, ha scelto di togliere fondi al comparto dello spettacolo, che pure genera turismo e dà lavoro a diverse persone. Europa Verde: “Siamo di fronte all’ennesimo attacco ingiustificato alla cultura trentina”

TRENTO. “Siamo di fronte all’ennesimo attacco ingiustificato alla cultura trentina”, così Lucia Coppola, consigliera provinciale di Europa Verde, commenta la decisione della Giunta leghista di tagliare parte dei fondi messi a bilancio.
All’ordine del giorno dell’ultima seduta della Quinta commissione c’era il parere sulla recente deliberazione per lo stanziamento delle risorse da destinare al fondo unico provinciale per lo spettacolo, per gli esercizi finanziari 2023-2024. “Alla luce di detta delibera – precisa Coppola – si evince un taglio del 17% del finanziamento provinciale che interessa in particolare il Film Festival, Oriente Occidente e Centrale Fies. Tagli assolutamente ingiustificati”.
I fondi ridotti sui contributi della Provincia di Trento, che risulta il principale finanziatore, potrebbe mettere a rischio alcuni eventi. “La produzione culturale ha un effetto di moltiplicatore per altri settori economici e diventa, in alcuni casi, una componente fondamentale per crescita e occupazione”, osserva la consigliera di Europa Verde. Inoltre il Film Festival, la kermesse Oriente Occidente e la Centrale Fies rappresentano dei fiori all’occhiello del territorio, apprezzati anche all’estero.
“Queste realtà culturali – prosegue Coppola – lavorano e presentano misurazioni di impatto e bilanci sociali che ben raccontano l’indotto sia diretto che indiretto, in relazione alle attività di Festival ma anche alle altre attività che si fanno durante l’anno”. L’impatto diretto riguarda personale, fornitori e lo stesso turismo generato dagli eventi. Per questo da Europa verde chiedono perché i tagli vadano “sempre in un’unica direzione” e perché “non si è valutato adeguatamente l’impatto che la riduzione dei contributi avrà sull’offerta culturale”.














