Cultura al palo a Belluno? Il progetto Link si sta svuotando (un anno fa 45 soggetti martedì erano 7): ''Si preferisce far coltivare a pochi il proprio orticello nel teatro''
Uno dei punti sul quale si sono concentrati tutti i rappresentanti delle associazioni presenti è stato proprio che la Fondazione Teatri delle Dolomiti, dalle dimissioni di Ferigutti, non ha più organizzato sistematicamente incontri partecipativi ma piuttosto ha ceduto il passo all’amministrazione comunale che ha direttamente dettato la linea senza coinvolgere le associazioni nelle scelte

BELLUNO. Culture Link: un progetto che si sta svuotando? E’ questa la questione, riguardante il progetto della Fondazione Teatri delle Dolomiti firmato nel 2023 dall’allora presidente Massimo Ferigutti, sulla quale si sono focalizzati gli organizzatori della conferenza stampa che ha avuto luogo il 26 giugno nella sede bellunese dell’Associazione Arte Nuova. “Abbiamo voluto organizzare questo momento per informare l’opinione pubblica sul recesso di numerose associazioni e partner dal progetto "Culture Link" e fare luce sui motivi di una crisi che rischia di compromettere uno degli esperimenti culturali più ambiziosi degli ultimi anni per il territorio bellunese” hanno scritto nell’invito alla stampa gli stessi organizzatori.
Tra questi Celeste Levis per Arte Nuova che ha preso per primo la parola: “Con il progetto Culture Link, che vedeva la Fondazione Teatri delle Dolomiti capofila, ci eravamo tutti illusi che a Belluno fosse possibile fare un’audace e seria proposta culturale che prevedeva, tra le varie, un’operazione con le bande musicali, un’importante collaborazione con un’orchestra di Rovereto, che nel mentre è salita ulteriormente di livello, la creazione del teatro di tradizione che ci avrebbe consentito di avere un ristoro economico dal ministero pari a 200-300 mila euro all’anno con conseguente autonomia gestionale e di creare a Belluno un teatro di produzione che avrebbe permesso di esportare le nostre produzioni all’esterno, e far conoscere la nostra città, invece di andare sempre noi in cerca delle altre ma tutto questo non è stato possibile” ha commentato lo stesso Levis che ha fatto poi una considerazione politica: “Non è stato possibile perché sono 20 anni che la Città di Belluno non cresce, indipendentemente dal colore politico, perché si è sempre preferito dare a pochi la facoltà di gestire il proprio orticello dentro il teatro invece di dare la possibilità a tutti di fare una programmazione serie e plurale”.
Una chiosa politica è arrivata anche da Luca Frescura, presidente Giovani & Futuro, che ha dichiarato: “Noi abbiamo sempre creduto nel valore e nelle competenze di Massimo Ferigutti tanto che siamo stati tra i soggetti che fin da subito hanno aderito a Culture Link. Massimo ha dimostrato nel tempo una reale vicinanza ai giovani ed è questa sua qualità che poteva essere una svolta in questo progetto. Invece no, si è preferito dare spazio ai partiti che anche qui, come in altri argomenti strategici per la nostra provincia, hanno rovinato tutto”.
Thomas Menia Corbanese, vicepresidente di Giovani & Futuro, è entrato ancora più nello specifico facendo sapere che “lo stesso primo cittadino di Belluno Oscar De Pellegrin, dopo aver ricevuto una nostra lettera in cui la nostra associazione disapprovava il trattamento che era stato riservato a Ferigutti, mi ha chiamato risentito dei nostri toni e affermando che eravamo vittime di una errata narrazione da parte di qualcuno riguardo l’evoluzione che ha avuto questo progetto. Peccato che abbiamo scritto anche alla nuova presidente della Fondazione Teatri delle Dolomiti chiedendo come intenda procedere con questo progetto ma non ci ha mai risposto”.
“Che il progetto si sia arenato lo dimostrano anche i numeri” commenta l’ex presidente di Fondazione Teatri delle Dolomiti Massimo Ferigutti tanto che “dei 45 soggetti che ero riuscito a far collaborare a inizio 2024, alla riunione organizzata i primi di aprile 2025 dall’assessore alla cultura Raffaele Addamiano si sono presentati solo in 20 e nell’ultimo incontro di martedì scorso solo in 7. Nel mentre, vista la situazione, 8 delle 15 associazioni nelle quali vi era un’importante componente giovane, si sono dimesse dal progetto. Di fatto oltre la metà. Ora mi chiedo, per una questione di trasparenza, come il comune userà i 155.000 euro che eravamo riusciti ad avere da Fondazione Cariverona e Cortinabanca. Li useranno sempre i soliti?”.
Uno dei punti sul quale si sono concentrati tutti i rappresentanti delle associazioni presenti è stato proprio che la Fondazione Teatri delle Dolomiti, dalle dimissioni di Ferigutti, non ha più organizzato sistematicamente incontri partecipativi ma piuttosto ha ceduto il passo all’amministrazione comunale che ha direttamente dettato la linea senza coinvolgere le associazioni nelle scelte. “Pare che ora non sia nemmeno più capofila del progetto ma che lo stesso venga portato avanti dal Centro Consorzi con Tib teatro” conclude Ferigutti. Le associazioni che sono uscite dal progetto sono Arte Nuova, Centro Studi e Ricerche FormArte, Teatro del Cuore, AP&M, Corale Zumellese, Giovani & Futuro e a giorni anche Voice Care Music & Art e Gli Echi della Natura.












