Migranti, il governo punta sull'accoglienza diffusa per gestire l'emergenza. Il sistema chela Lega di Fugatti in Trentino ha smantellato
La linea del governo, emersa nel corso della Conferenza delle Regioni, è quella di favorire un'accoglienza diffusa e di non puntare sulle grandi strutture. Un sistema che in Trentino "era forte e noi abbiamo ridotto per scelta politica", aveva più volte spiegato Fugatti

TRENTO. Si deve favorire l'accoglienza diffusa nell'affrontare l'emergenza migranti. A dirlo è stato il ministro Metteo Piantedosi nel corso della riunione con la Conferenza delle Regioni. Sostanzialmente il contrario della politica portata avanti dalla Giunta Fugatti al governo del Trentino. La Lega tra le prime azioni nell'insediamento in piazza Dante si è concentrata sullo smantellamento dell'accoglienza trentina.
"Quando siamo entrati in carica c’era un sistema di accoglienza molto forte con risorse spese per l’integrazione e corsi di lingua, noi lo abbiamo molto ridotto per scelta politica”, una scelta più volte rivendicata da Fugatti nell'evidenziare come la Lega trentina si sia premurata nel ridurre il sistema d’accoglienza provinciale.
Il prezzo da pagare è stato quello dell'impreparazione nel fronteggiare le emergenze, come quella causata dallo scoppio della guerra in Ucraina. Ora è il ministro dell'Interno a certificare che quella scelta non si sarebbe rivelata corretta. Il Trentino in quel senso era all'avanguardia e ora potrebbe trovarsi a dover ricostruire quel sistema che con tanto impegno si è deciso di smantellare.
La linea del governo è quella di favorire un'accoglienza diffusa. Questo quanto merso nella riunione della Conferenza delle Regioni. A partecipare il ministro dell'Interno Piantedosi con il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, e il commissario per l'emergenza immigrazione, Valerio Valenti.
Un confronto sulla primissima accoglienza in Calabria e Sicilia e sul favorire un'accoglienza diffusa dei migranti attraverso i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e il Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), escludendo categoricamente la nascita di grandi strutture.
Le Regioni con Eugenio Giani (Toscana), Michele Emiliano (Puglia) e Stefano Bonaccini (Emilia Romagna) hanno evidenziato l'avvio di un dialogo costruttivo con il governo per gestire la questione migranti e hanno espresso l'estrema contrarietà e diffidenza a restringere la protezione speciale perché chi sarebbe privo di protezione speciale poi si troverebbe in condizioni di illegalità e sarebbe sbagliato.


















