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| 07 gen 2021 | 11:03

Espulsi dalla residenza Fersina, Ferrari: “La Giunta ha smantellato il sistema di accoglienza che avevamo creato”

Dopo lo sfratto di 13 persone dalla residenza Fersina la consigliera Pd Ferrari deposita un’interrogazione: “Negli ultimi due anni, la politica leghista che ha guidato le scelte della Giunta nel settore dell’accoglienza, ha condotto alla cancellazione di tutti i progetti d’integrazione un tempo offerti e supplementari a quelli nazionali, senza peraltro proporre un modello alternativo”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Ormai la vicenda è nota, nel giorno della grande nevicata, 13 persone sono state prelevate dalla residenza Fersina dove avevano trovato alloggio e sono state sbattute in mezzo alla strada (QUI la ricostruzione). Un’operazione che ha destato scandalo, tanto nella varie realtà che si occupano dell’accoglienza, quanto nella politica (articoli QUI e QUI).

 

Sulla vicenda interviene anche Sara Ferrari, capogruppo in consiglio provinciale del Partito Democratico: “In un contesto già deteriorato, suscita sconcerto e indignazione la decisione di effettuare uno sgombero coatto alle quattro di mattina, nel mezzo di una nevicata e con temperature gelide, di tredici persone che non stavano costituendo una situazione di pericolo pubblico”. Una versione confermata anche da Cinformi, che in Trentino gestisce il settore dell’accoglienza per conto del dipartimento salute e politiche sociali che a sua volta fa riferimento all’assessora Stefania Segnana.

 

La Provincia – prosegue la consigliera – ha la responsabilità di applicare le norme nazionali relative all’accoglienza degli stranieri”, ricordando come negli ultimi anni, in Trentino, all’interno del perimetro tracciato da quelle stesse leggi, fosse stato creato un sistema di gestione delle persone migranti, caratterizzato dall’inclusione e basato sull’accoglienza in piccoli gruppi sparsi per il territorio. “Un sistema – commenta Ferrari – che ha garantito pacifica convivenza e buoni risultati per diversi anni. Eppure, l’attuale Giunta provinciale si è invece impegnata nello smantellamento del sistema di accoglienza precedentemente creato, concentrando in pochi e affollati luoghi i richiedenti asilo e sospendendo e non finanziando le attività, come i corsi di lingua o di educazione civica, le azioni di orientamento al lavoro e l’assistenza psicologica, prima previste per accompagnare la loro integrazione”.

 

Secondo la consigliera Dem, in altre parole, si è passati dall’esercitare un’autonoma gestione dell’accoglienza degli stranieri, improntata all’inclusività, all’applicare con solerzia i decreti Salvini, rinunciando a sperimentare qualsiasi forma di autonomia. “Così facendo, negli ultimi due anni, la politica leghista che ha guidato le scelte della Giunta in quest’ambito, ha condotto alla cancellazione di tutti i progetti d’integrazione un tempo offerti e supplementari a quelli nazionali, senza peraltro proporre un modello alternativo”.

 

Proprio per questo è stata depositata un’interrogazione per chiedere conto, direttamente al presidente della Pat Maurizio Fugatti, se fosse al corrente della vicenda e se questa decisione sia stata presa all’interno del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Mi domando – scrive Ferrari nel l’interrogazione – se Fugatti se ritenga accettabile e civile che queste siano le modalità con le quali si trattano le persone sul nostro territorio”.

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