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“Buttare la gente in strada, di notte e sotto la neve è davvero incomprensibile”, l’indignazione dell’Assemblea antirazzista dopo l’espulsione dalla Residenza Fersina

Migranti espulsi dalla residenza Fersina, l’Assemblea antirazzista: “Queste pratiche, a cui vogliamo fermamente opporci, esplicitano un paradigma che prevede la marginalizzazione di alcune fasce di popolazione ed evidenziano quanta crudeltà possa essere legittimata in nome delle regole dettate dalla burocrazia”

Di Tiziano Grottolo - 31 dicembre 2020 - 17:32

TRENTO. Nella notte fra il 28 e il 29 dicembre, come scoperto da Il Dolomiti, 13 richiedenti protezione internazionale sono stati espulsi dalla residenza Fersina. Intorno alle 4e30 di mattina la polizia si è presentata ai cancelli della struttura facendo uscire le persone in strada, in mezzo alle neve, con il divieto di rientrare all’interno. Non il massimo visto che fuori il termometro era sotto zero ed era appena avvenuta una delle nevicate più imponenti degli ultimi anni.

 

“Una notizia che lascia sconcertati e indignati”, commenta l’Assemblea antirazzista di Trento. “La ‘colpa’ di queste persone – ricordano gli attivisti – è quella di avere avuto un reddito, frutto di lavori stagionali e precari, appena più alto di quello che è considerato minimo vitale e di aver perso il diritto alla sistemazione gratuita”. Da qui infatti è scattato il provvedimento di allontanamento, un provvedimento che gli attivisti definiscono senza mezzi termini ingiusto, vessatorio e inutilmente punitivo”.

 

“Nessuna struttura abitativa è accessibile a persone che hanno poco più di 6.000 euro di reddito – incalzano dall’Assemblea antirazzista – salvo per i più fortunati un posto letto in affollati appartamenti con amici o connazionali e l’emergenza sanitaria ha tolto quasi ogni possibilità di ulteriori possibilità di lavoro”. Ora gli attivisti chiedono che la situazione di queste 13 persone sia chiarita e sanata, tanto più che nella residenza Fersina non mancherebbero gli spazi per accogliere anche altre persone.

 

Come fanno notare dall’Assemblea, questa vicenda rende evidente la necessità di avere strutture intermedie tra le residenze completamente gratuite e assistite o i dormitori di bassa soglia e un mercato immobiliare spesso inaccessibile anche a categorie ben più garantite di un richiedente asilo. “La mancanza di queste strutture non può essere fatta pagare a chi cerca di costruire la propria dignità e autonomia economica compiendo i pochi precari lavori che il mercato offre”.

 

Se da un lato sono state messe in campo soluzioni trasversalmente apprezzate, come quella del Comune di Trento che per l’accoglienza dei senza dimora ha messo a disposizione l’ostello, gli attivisti chiedono che il problema sia preso in carico in maniera organica. “Ci risulta ancora più incomprensibile la solerzia di altri enti nel buttare la gente in strada, in piena notte e sotto la nevicata del secolo. Queste pratiche – conclude l’Assemblea antirazzista – come tante altre, a cui vogliamo fermamente opporci e denunciare, esplicitano un paradigma che prevede la marginalizzazione di alcune fasce di popolazione ed evidenziano quanta crudeltà possa essere legittimata in nome delle regole dettate dalla burocrazia”.

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