Provinciali, Gerosa: ''Fratelli d'Italia non farà passi indietro''. Terzi nomi? ''Lo escludo, è solo chiacchiericcio'' e sull'accordo Fugatti - Patt spiega: ''Non si capisce l'obiettivo''
La candidata presidente di Fratelli d'Italia spiega a il Dolomiti: "Per noi esiste solo una coalizione unita, che però con responsabilità si deve interrogare sul passato e sul futuro, con maturità". Sull'ipotesi primarie: "Non mi spaventerebbero. Ma credo che porterebbero a sfilacciare la coalizione mentre invece è nostra responsabilità lavorare per unirla e renderla più forte"

TRENTO. Se da un lato sembra ormai chiuso l'accordo tra il Patt e la Lega in vista della prossime elezioni provinciali, dall'altro il centrodestra deve ancora fare i conti al suo interno con la posizione di Fratelli d'Italia sempre più in crescita nei sondaggi e impegnato a portare avanti la candidatura di Francesca Gerosa.
L'incontro avvenuto nei giorni scorsi a Roma con lo stato maggiore della Meloni ha confermato la strada tracciata a livello locale. "I trentini vengono prima di noi stessi, che dobbiamo lavorare al servizio della comunità" ha detto a il Dolomiti Gerosa che sulle alleanze spiega che è positivo "se altri, esterni al perimetro della coalizione del 2018, credono come noi a questo progetto" rendendosi poi "disponibile a incontrare chiunque voglia dare un contributo".
Francesca Gerosa, Fratelli d'Italia nelle scorse ore dopo l'incontro della delegazione trentina avvenuto a Roma, ha voluto ribadire la propria centralità nella coalizione di centrodestra in vista delle Provinciali. Ad oggi, però, questa centralità non le sembra che manchi? Non le sembra che il candidato presidente Fugatti guardi più al Patt che a voi? Gira anche l’ipotesi di un terzo nome, come Sergio Divina.
Che Fratelli d’Italia sia centrale nell’azione politica attuale e futura anche in Trentino ce lo sta dicendo l’elettorato, e a Roma la fiducia che i vertici nazionali e locali hanno voluto rinnovarmi va proprio in questa direzione.
Chi guarda chi alla lunga annoia i trentini, che invece vogliono vederci uniti, seduti attorno a un tavolo, per parlare di temi, obiettivi e proposte. Noi questo metodo abbiamo proposto e questo stiamo facendo, e porteremo in coalizione il nostro contributo al programma. Di sicuro noi andiamo avanti determinati.
Per quanto riguarda terzi nomi, una volta per tutte, e ancor di più alla luce dell’incontro a Roma di giovedì, lo escludo, FdI non ha altri nomi nel cassetto. Che poi in casa Lega tra di loro stiano facendo altri ragionamenti, non mi è dato saperlo.
2. Abbiamo visto le elezioni in Lazio e Lombardia dove moltissime persone non sono andate a votare. A ottobre c'è il rischio che accada anche in Trentino. Lei parla di lottare contro l’astensionismo e riavvicinare le persone a una politica, ma in che modo? Come intende farlo in questi mesi?
Le persone hanno la convinta percezione che la politica progetti e decida attraverso logiche che poco hanno a che vedere con le loro reali necessità. Ha perso, e di questo sono convinta anch’io, la capacità di avere quella concretezza necessaria per declinare la propaganda politica in azioni necessarie per dare risposte alle famiglia, alle imprese, alle associazioni, ai lavoratori. Anche noi siamo prima di ogni ruolo dei cittadini, e dobbiamo domandarci cosa noi vorremmo dalla politica. Io vorrei essere ascoltata, vorrei poter dare le mie opinioni e le mia idee, proporre poi soluzioni. Con il contributo di molti poi mi aspetterei che la politica facesse sintesi di quanto raccolto decidendo per il meglio, pur sapendo che è utopico fare contenti tutti. Ecco, noi abbiamo iniziato questo percorso, cercando di “scaldare i cuori“ delle persone rimettendole al centro. Il Trentino è di tutti i trentini, non delle segreterie di partito.
3. Lei porterà avanti la sua candidatura fino alla fine anche se questo dovesse comportare una frattura all'interno della coalizione di centrodestra?
Il tempo ha un valore relativo, e siamo solo a metà febbraio. Di sicuro noi andremo avanti determinati, ma accantonando le schermaglie, pensando solo a lavorare con un chiaro obiettivo: il buon governo del Trentino, in una coalizione unità. Non facciamo passi indietro e continueremo con determinazione, serietà e coerenza il percorso che abbiamo intrapreso. Ma con il dovuto equilibrio e senza scontri che certo non giovano ai trentini, che vogliono vedere collaborazione nel loro interesse. I trentini sono il nostro faro, e a loro guardiamo. Non saremo certo noi a creare fratture e crediamo nell’unità della coalizione, che abbiamo addirittura definito “sacra”. A volte il tempo porta con se’ anche risposte.
4. Nelle scorse ore la Lega ha presentato un sondaggio sul gradimento di Fugatti e i risultati non sembrano particolarmente brillanti anche se Binelli spera che questi numeri possano convincere FdI a sostenere il governatore. Cosa ne pensa?
I numeri sono qualcosa di scritto su un pezzo di carta, preferisco riempire la mia agenda delle percezioni, delle idee e delle analisi, anche critiche, delle innumerevoli persone che sto incontrando, e che sono elettori di tanti partiti, non solo del mio, e che ogni giorno, sempre di più, mi/ci cercano perché hanno capito come FDI vuole fare politica e apprezzano il confronto. Io non mi accontento mai della sufficienza, caratterialmente sono ipercritica con me stessa e tendo ad alzare sempre l’asticella. E poi si sa: la lotta a “dimostrare chi ha più potere” è cosa prettamente maschile, noi donne tendenzialmente siamo abituate a concentrarci sul lavoro senza perdere tempo e dimostrando il nostro valore con i fatti. La nostra presidente Meloni ne è l’esempio.
5. Accetterebbe di fare le primarie?
Le primarie sono uno strumento che funziona molto bene se tutti coloro che concorrono condividono di adottare questo metodo democratico di selezione. Sono una persona che ha sempre fatto con entusiasmo tutte le campagne elettorali a preferenze, amo mettermi in gioco. Quindi le primarie non mi spaventerebbero. Ma credo che porterebbero a sfilacciare la coalizione mentre invece è nostra responsabilità lavorare per unirla e renderla più forte.
6. L'accordo con il Patt sembra essere ormai chiuso con Fugatti. Si parla di appoggio tecnico. Ma se lei alla fine fosse la candidata del centro destra accetterebbe questo accordo?
A dire il vero credo non sia proprio chiaro il tenore di questo accordo, non si capisce bene quale obiettivo vogliano raggiungere. Per professione sono abituata a vedere accordi sottoscritti sui contenuti, non ho mai visto firme su fogli in bianco. L’unica cosa chiara, e se non lo è approfitto della domanda per chiarirla, è che Fratelli d’Italia crede in una coalizione unita che con i temi e un metodo di lavoro costruttivo possa essere per i prossimi dieci anni il governo che dà risposte concrete ai trentini. Bene se altri, esterni al perimetro della coalizione del 2018, credono come noi a questo progetto. Sono disponibile a incontrare chiunque voglia dare un contributori che vada in questa direzione.
7. C'è l'ipotesi di una corsa solitaria per Fratelli d'Italia e un successivo accordo di Governo (con la Lega)?
Quest’ipotesi da noi non è mai stata messa sul tavolo, per noi esiste solo una coalizione unita, che però con responsabilità si deve interrogare sul passato e sul futuro, con maturità. Noi siamo per il confronto, anche se sembra che non tutti abbiamo la nostra stessa visione. Noi continueremo a perseverare, con il giusto equilibrio, perché interrogarsi e confrontarsi in modo trasparente per un governo solido è cosa dovuta verso i cittadini, nel rispetto della ricerca di ciò che è meglio per rappresentarli.














