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| 04 ago 2023 | 21:21

Provinciali, il Movimento 5 stelle lancia il Coordinamento territoriale e delinea il programma tra attenzione ai più deboli e miglioramento delle politiche per la casa

Il consigliere provinciale e candidato presidente del Movimento 5 stelle, Alex Marini: "Si deve riscrivere il patto sociale trentino messo in crisi a tutti i livelli da una destra reazionaria e da un centrosinistra conservatore, cosa di cui ci si accorge subito guardando per esempio allo scempio che è stato fatto della nostra sanità"

TRENTO. Si rafforza la struttura organizzativa del Movimento 5 stelle, guidato da Alex Marini, anche in vista delle elezioni di ottobre (Qui articolo). E i pentastellati lanciano il Coordinamento del gruppo territoriale di Trento, composto da Paolo Santolini, Angela Asciutto e Giovanni Clementel. Un'occasione per fare il punto della situazione con il programma e la lista in via di definizione. 

 

"Nel mese di luglio è stato costituito il Coordinamento territoriale di Trento, organo affidato a Paolo Santolini. E' stato il sesto gruppo a essere creato in Italia. I 2 vice sono stati invece nominati il 1 agosto", spiega Marini. "Il gruppo del capoluogo può vantare una novantina di iscritti attivi, mentre in Provincia sono più di 500 le persone iscritte".

 

Il gruppo è già al lavoro ma la sua attività entrerà a pieno regime dopo le elezioni provinciali. "Ora - aggiunge Marini - siamo chiamati alla sfida elettorale e raccogliamo le adesioni da parte di numerosi simpatizzanti. Il programma ruota attorno ai temi che ci caratterizzano maggiormente quali l’attenzione ai più deboli, il miglioramento delle politiche per la casa, sanitarie e socio assistenziali, ma anche la volontà di mettere in atto una transizione ecologica reale e positiva".

 

Si traccia anche un bilancio dell'attività degli ultimi anni tra livello nazionale e provinciale. "Tra i successi che già abbiamo ottenuto - evidenzia Marini - c’è senza dubbio il Superecobonus, che in Trentino ha dato luogo a investimenti rapportati alla popolazione doppi rispetto a quelli del resto d’Italia. Questo ha aiutato le famiglie e le imprese, ma ha anche sviluppato investimenti riconosciuti in Trentino per 1 miliardo e 440 milioni e crediti fiscali per 1,25 miliardi, questo genererà risparmi energetici nell’ordine dei 240 GWh/annui, cioè 20 mila tonnellate equivalenti di petrolio".

 

Quello che il M5S vuole "e deve fare è riscrivere il patto sociale trentino messo in crisi a tutti i livelli da una destra reazionaria e da un centrosinistra conservatore, cosa di cui ci si accorge subito guardando per esempio allo scempio che è stato fatto della nostra sanità. Siamo di fronte a una privatizzazione incipiente, con sempre più servizi messi in mano ai privati e coi cittadini costretti a scegliere tra i risparmi, quando li hanno, e la salute. Noi non permetteremo che solo i ricchi abbiano accesso alle cure. E' una questione politica ma anche sanitaria e valoriale che riguarda l’intera comunità provinciale. Bisogna cambiare paradigmi e allocare diversamente le risorse eliminando clientele e sprechi. Avere uno stato sociale non significa erodere la propria ricchezza ma impiegarla in più momenti della vita e serve il massimo impegno per far sì che questo meccanismo funzioni senza escludere nessuno, a partire dai più bisognosi. Tutti noi invecchiamo e tutti noi avremo bisogno di sostegno. Il nostro compito è far sì che il sistema cambi in meglio, mantenendo le sue forze ed eliminando le sue pecche".

 

A prendere la parola poi rappresentante del gruppo di Trento. "Che la vita stia diventando più difficile per tutti lo vediamo purtroppo ogni giorno", dice Paolo Santolini. "In sede vengono sempre più persone che ci riportano le loro situazioni di disagio. Penso agli inquilini Itea, che ci spiegano di come debbano far fronte coi loro magri redditi a bollette di luce e gas divenute via via sempre più insostenibili mentre i loro alloggi sono in gran parte vecchi e fatiscenti. Penso anche alla situazione del bypass ferroviario di Trento e alle persone che si trovano a fare i conti con un immediato e tangibile peggioramento delle loro condizioni di vita dovuto alla convivenza con un cantiere sbagliato, piazzato in maniera folle nel cuore della città. Sono membro anche di 'Mattarello Attiva' e vedo coi miei occhi cosa sta succedendo. Stiamo perdendo sorgenti di acqua potabile, il traffico pesante è aumentato e così l’emissione di polveri, l’attività di cantiere richiede enormi quantità di acqua ed energia e questo non potrà non influire sul quartiere che si estende attorno agli scavi. Su tutto però il problema è che l’opera è stata imposta a forza e per nulla condivisa. La verità è che noi non siamo contrari al bypass, ma riteniamo non andasse fatto nel cuore di Trento e certamente non nel modo col quale è stato portato avanti il progetto a discapito di tutto e di tutti. Parte del mio impegno è dunque dedicato proprio a dare ascolto e voce alle ragioni delle persone che la politica trentina ha dimenticato".

 

Spazio poi ai vice del Coordinamento. "Per me l’adesione al M5S deriva dalla volontà di combattere la povertà e l’emarginazione sociale. Vivo in Trentino da 28 anni e lavorando al servizio socio assistenziale della Provincia mi sono resa conto che anche in questa Provincia esiste la povertà. Quando il reddito di garanzia è stato introdotto in Trentino ha funzionato molto bene, consentendo di contrastare le situazioni di disagio più evidente. È stata un’impostazione seguita successivamente a livello nazionale col reddito di cittadinanza ma paradossalmente, ora che il governo Meloni ha deciso di toglierlo, ci troviamo di fronte al rischio di un’esplosione dei casi di disagio sociale. Fra gli altri temi che mi stanno particolarmente a cuore c’è la necessità di arrivare a una collaborazione fattiva tra le istituzioni e gli insegnanti della scuola dell’infanzia. Nella crisi attuale è mancato il dialogo e a livello politico sono state portate avanti scelte ideologiche ed è per questo che si è arrivati al muro contro muro. In realtà è possibile garantire il servizio alle famiglie anche a luglio, ma serve farlo andando incontro alle esigenze di tutti senza intenti prevaricatori o demagogici. Infine l’altro aspetto che mi ha fatto sostenere con forza il M5S è la posizione intransigente di lotta alla corruzione e alle mafie, che non vedo negli altri partiti. Sono meridionale, e quando ho lasciato le mie terre di origine avevo pensato che certe logiche e certe dinamiche non le avrei più viste. Purtroppo mi sono resa conto che invece ci sono anche in Trentino. La verità è che dalla mafia non si può e non si deve scappare. Va affrontata, perché distrugge tutto quello di buono che tocca, ed è per questo che il M5S è così impegnato nel contrastarne l’avanzata, in Trentino come nel resto del Paese", dice Angela Asciutto mentre Giovanni Clementel conclude: "Non ero mai stato iscritto a un gruppo politico  pur condividendone da lungo tempo le idee mi sono avvicinato solo da poco in maniera formale al M5S. Essere stato nominato vice di Paolo Santolini quindi mi onora a maggior ragione. Come direttivo del gruppo siamo chiamati a svolgere una funzione di raccordo e di interlocuzione fra quelle che sono le varie anime e i vari livelli organizzativi del M5S sul territorio. Abbiamo davanti a noi un lavoro impegnativo ma al tempo stesso stimolante. Va rafforzato il collegamento del M5S col territorio e bisogna che da questo vincolo nascano input validi e utili per i rappresentanti eletti, in modo da renderne più utile ed efficace l’azione. Questo è l’obiettivo e faremo tutto quello che serve per centrarlo".

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