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Provinciali, il nome di Valduga non unisce nemmeno il Pd. Betta: ''Punterei su Demagri. La via migliore ora sono le primarie''

Dopo l'assemblea provinciale del Partito Democratico che si è tenuta venerdì sera, molti non hanno gradito le  ''tifoserie'' e i tentativi di "indirizzare le scelte del partito" messe in campo da Gigi Olivieri,  Giorgio Tonini e Roberto Pinter, a sostegno del sindaco di Rovereto. Betta: " Ci sono sempre le solite persone che senza più candidarsi continuano a voler indirizzare le scelte del partito. Serve maggiore confronto e le primarie sono le via migliore"

Di Giuseppe Fin - 18 marzo 2023 - 13:19

TRENTO. “In questo momento le primarie sono la via migliore da scegliere”. Ne è convinto Alessandro Betta dopo l'assemblea provinciale del Partito Democratico che si è tenuta venerdì sera e dalla quale non è uscito alcun nome unitario sul futuro candidato presidente da proporre per le Provinciali di ottobre.

 

Francesco Valduga non entusiasma tutti. La tifoseria per la candidatura del sindaco di Rovereto, a partire da Gigi Olivieri, Roberto Pinter e Giorgio Tonini, messa in campo anche durante l'ultima assemblea, non è piaciuta a diversi esponenti del Partito Democratico. E quella di Valduga non è nemmeno una figura che scalda i cuori ad altre componenti dell'alleanza.

 

Siamo rimasti sorpresi, amareggiati e preoccupati. È questo il sentimento che ci accompagna dopo l’assemblea del Pd di ieri sera. Un’assemblea convocata per eleggere la direzione del Pd e che, fuori ordine del giorno, è stata impostata per provare a forzare a colpi di maggioranza. Il segretario Dal Ri, che prima dell’assemblea ci aveva rassicurati che non avrebbe fatto forzature, ha chiesto un mandato pieno per decidere il nome del candidato Presidente del centrosinistra. Abbiamo naturalmente ricordato che in un partito il segretario ha sempre un mandato pieno, l’importante è che condivida le scelte con il partito in maniera costante e più ampia possibile” ha spiegato con una nota in queste ore il sindaco di Arco, Alessandro Betta, ex candidato alla segreteria del partito con la mozione Trentino Oltre.

 

Certo, fino ad ora la condivisione con chi rappresenta i 3 mila elettori alle ultime primarie (la mozione Trentino Oltre) non sembra esserci stata. L'assemblea provinciale che si è tenuta venerdì sera ha visto la relazione del segretario e poi alcuni interventi dei sostenitori di Valduga. “Siamo rimasti esterrefatti – spiega ancora Betta - nel sentire alcuni interventi programmati nello stile da tifosi, del tenore: 'abbiamo vinto il congresso, adesso decidiamo noi, voi non siete nessuno, e Valduga a noi va bene'. Una posizione che sconfessa lo stesso Dal Ri, che durante il congresso e fino alla scorsa settimana ripeteva che avrebbe fatto anche una proposta come Pd”.

 

In assemblea, racconta Betta, c'era chi chiedeva la condivisione di un percorso, chi - pur non richiesto e fuori dall’ordine del giorno - manifestava apprezzamento per Valduga. “Io ho dovuto precisare che non era la sede per parlare di nomi, visto che non c’era stata nessuna relazione su candidature e posizioni in coalizione, e che se lo si fosse dovuto fare, avrei manifestato un apprezzamento e una preferenza per Paola Demagri, ma non certo contro qualcuno”.

 

In pochi giorni, un cambio di rotta totale e che, per alcuni  "ne mina la credibilità", senza che mai il tema fosse posto in discussione dentro gli organi del partito. “Che Dal Ri e le correnti che lo sostengono abbiano vinto il congresso, nessuno lo mette in dubbio. Però l’interesse di chi dice di aver a cuore il Trentino dovrebbe essere condividere in maniera più ampia possibile il nome del candidato Presidente, rispettare con serietà quanto asserito durante la fase congressuale e soprattutto il progetto che quel nome dovrebbe rappresentare. Pensare di andare avanti a spallate è la premessa per indebolire qualunque nome venga proposto a quel tavolo” continua ancora Alessandro Betta.

 

“L’ambiguità della situazione ha portato alcuni di noi a lasciare l’assemblea – precisa Betta - altri a votare contro alla relazione del segretario, che pure non era un voto su un nome specifico come candidato presidente; relazione che però ha avuto 32 voti a favore su 61 aventi diritto”. Una poca chiarezza che porta ora alcuni a chiedere le primarie di coalizione. “Ho sempre sostenuto la strada delle primarie ma non per imporre qualcuno ma per trovare un'ampia condivisione e una maggiore legittimazione” spiega ancora Betta a nome della mozione che rappresenta.

 

“La questione – conclude Betta – è una sola ed è quella che ci sono sempre le medesime persone che senza più candidarsi continuano, come Olivieri, Tonini e Pinter, a voler indirizzare le scelte del partito. Un elemento di debolezza per il Partito Democratico davvero estremo”.

 

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