Provinciali, Tonini: ''Stop alle polemiche. Dal Pd nessuna imposizione. Io punterei su Valduga (ecco perché) ma se il tavolo sceglie Demagri via libera''
Tra poche ore ci sarà il tavolo dell'Alleanza democratica per l'Autonomia e nel centrosinistra la tensione è ancora alta. Intervista al consigliere provinciale Giorgio Tonini considerato da molti lo ''spin doctor'' del segretario Dal Ri: ''Valduga ha dimostrato di essere un leader, persona capace di unire rispettando posizioni anche molto diverse. Ha sostenuto con convinzione anche l'operazione Conzatti a Rovereto alle nazionali'' (che per la cronaca ha perso ndr)

TRENTO. “Il Pd non vuole fare alcuna imposizione. Se ci sono altre candidature che siano messe sul tavolo. Serve un metodo costruttivo e non distruttivo”. A dirlo è l'ex senatore e consigliere provinciale Giorgio Tonini a poche ore dal tavolo della coalizione che dovrà chiarire la situazione nel centro sinistra per quanto riguarda il futuro candidato alla presidenza per le provinciali di ottobre.
Ad oggi i nomi fatti sono quelli del sindaco di Rovereto Francesco Valduga, dell'autonomista Paola Demagri e la candidata di Azione, l'ex senatrice Donatella Conzatti.
Consigliere Tonini, nelle ultime settimane le acque nel centrosinistra non sono state così tranquille. Nelle prossime ore ci sarà il tanto atteso tavolo di coalizione, si arriverà a qualche risultato?
Siamo in una fase interlocutoria nella quale si sta arrivando al dunque. E' una fase certamente delicata in cui si ha il passaggio dai discorsi generali che sono stati fatti ormai per troppo tempo, anche a causa del congresso del Pd che ha fermato il procedere del tavolo di confronto, al dunque. E' però anche una fase normale. Io penso che si debba innanzitutto sgombrare il tavolo dalle polemiche inutili e sbagliate. Prima di tutto le polemiche sul fatto che il Pd vorrebbe imporre qualcosa a qualcuno. Voglio chiarire che il Pd non vuole proprio imporre niente a nessuno. Anzi ha fatto un congresso proprio per ribadire a larghissima maggioranza l'idea che il candidato presidente deve emergere dall'interesse che nasce attorno al tavolo di coalizione da parte delle forze politiche senza che vi sia l'imposizione di nessuno.
Nel Pd qualcuno ha chiesto le primarie.
La posizione legittima di chi chiedeva un nome del Pd come candidato e il metodo delle primarie è stata messa in minoranza. Il Pd esce dal congresso rafforzato nella sua convinzione che si deve lavorare con la coalizione e nella coalizione. Non vi è nessuna imposizione da parte del Pd nei confronti di nessuno e in favore di nessun candidato. Nel dibattito pubblico sono stati fatti dei nomi. Nel Pd vi è stato un gradimento largo, non unanime ma l'unanimità non esiste mai, sull'ipotesi di Valduga. Ipotesi aperta, per alcuni problematica e che è al momento sotto i riflettori.
Io ritengo che il problema ora sia capire come procedere. Perso che lo si debba fare per consenso con l'obiettivo di trovare il candidato migliore che deve avere due caratteristiche: unire maggiormente la coalizione, fra l'altro Valduga ha detto che è disponibile se c'è un ampio consenso, e dall'altro se è un candidato che potenzialmente può allargare il nostro elettorato oltre i confini storici del centrosinistra trentino.
Si deve procedere per proposte. Se ce ne sono altre che vengano fatte e saranno confrontante con questa che è in campo. Non ci possono essere veti.
Ma portando avanti un candidato come Francesco Valduga non c'è il rischio di spaccare la coalizione? Diversi partiti hanno espresso chiaramente le loro riserve sul sindaco di Rovereto come candidato alla presidenza della Provincia.
Sarà compito del tavolo verificarlo. Ognuno può avere riserve su qualunque candidato. Non esiste al mondo un candidato che non suscita riserve. Tanto più quando c'è una coalizione ampia e complessa come è la nostra alleanza.
Il punto è il metodo: se il metodo è eliminare candidati non andiamo molto lontano. Ci mettiamo pochi giorni per eliminarli tutti, e poi? Al momento c'è questa proposta che è stata avanzata da Campobase e che ha trovato consensi e dissenti nelle altre forze politiche. Chi non è contento della soluzione Valduga ne proponga un'altra più forte. E' fondamentale procedere in modo costruttivo e non distruttivo.
Lei perché sostiene Valduga?
A me pare che sia capace di unire e lo ha dimostrato a Rovereto. Ha unito forze diverse ed ha allargato i confini del mondo del centrosinistra. L'operazione fatta di alleanza tra i civici di Valduga e il centrosinistra a Rovereto non è stata semplice ma è stata vincente in una città che è la seconda più grande in Trentino e che ora ha una Giunta solida e che sta lavorando. Valduga ha dimostrato di essere un leader, persona capace di unire rispettando posizioni anche molto diverse. Ha sostenuto con convinzione anche l'operazione Conzatti a Rovereto che per 300 voti ha mancato l'elezione alle scorse politiche.
Ecco appunto, non è stata eletta.
Per soli 300 voti in un contesto dove alla Camera siamo sprofondati. Grazie all'operazione alleanza abbiamo vinto comodamente nel collegio di Trento e perso per un soffio quello di Rovereto.
Comunque finché non si chiude non c'è nulla di deciso. Torno a ripetere che il Pd non impone nulla a nessuno. Se ci sono altre posposte si avanzino. Con calma e capacità di ascolto e dialogo oltre che con spirito costruttivo.
Un altro nome è stato fatto, quello della consigliera Paola Demagri. Cosa ne pensa?
Io di lei penso tutto il bene possibile. Sono stato io a suo tempo a proporla Garante delle minoranze superando la volontà del Pd di fare un proprio nome. Ho fatto il suo nome, l'ho sostenuta e non mi sono affatto pentito perché è una bravissima collega.
E perché non potrebbe essere lei la candidata presidente?
Non mi piace fare il gioco della torre. A me convince di più l'esperienza di uno che ha amministrato una grande città per diversi anni. L'unico punto sul quale la collega ha un rating meno alto di Valduga è questo. Lei è pronta ad un'esperienza di Governo? Si. Dire di fare il numero uno, può essere, va verificato con una certa attenzione. E' evidente che l'esperienza di Governo di Valduga è più completa. Rappresentano anche due mondi diversi, da un lato quello civico, dall'altro autonomista. Sono entrambi mondi importanti, fondamentali per il risultato. Ma io penso che dobbiamo ragionare in termini di squadra e sinergia. Se il tavolo arrivasse a dire che la candidata è Demagri io non avrai nulla in contrario. L'importante è fare discussione senza partire dai veti.
Lei ha parlato di squadra ma nelle ultime settimane dalla coalizione di centrosinistra sono arrivati diversi messaggi non proprio positivi dal punto di vista dell'unità. Azione non vuole il M5S per esempio. Cosa ci dobbiamo aspettare?
Intanto è chiaro che si parte dall'alleanza che c'è, l'allargamento deve essere condiviso da tutti. No alle forzature anche in questo caso. Ma serve un ragionare in positivo. Il confronto con le altre eventuali forze con le quali allargare la coalizione deve essere su contenuti e programmi. Non possiamo partire con veti a priori perché sarebbero sbagliati. Detto questo, non c'è alcuna pregiudiziale messa dal Pd. Se c'è una forza con cui il M5S ha sempre polemizzato siamo noi. Difficilmente possiamo essere sospettati di apertura incondizionata. Il M5S sta conoscendo una nuova evoluzione, verificheremo cosa sarà e verificheremo le condizioni per un credibile allargamento.
Non dobbiamo dimenticare che insieme abbiamo governato l'Italia, per diversi anni. Italia Viva, Pd e M5S hanno governato con il governo Conte 2 e con Draghi anche sa alla fine ci sono state delle rotture.
Tornando a parlare del Partito Democratico. Lei assieme altri siete stati indicati come "la vecchia guardia" che cerca di manovrare ancora il partito.
Io faccio il consigliere provinciale perché il Pd cinque anni fa mi chiese di mettere la mia faccia su una sconfitta annunciata. Ho già detto in tutte le lingue che non mi ricandidato, 25 anni nelle istituzioni sono abbastanza. Non mi sono candidato negli organismi di partito perché ne faccio parte di diritto essendo consigliere provinciale. Non capisco di cosa si lamenti Betta. Abbiamo favorito tutti quanti un ricambio generazionale. Alessandro dal Ri è il segretario, se ha bisogno di consigli e suggerimenti da noi anziani siamo qui. Il resto lascia il tempo che trova.













