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| 08 mar 2023 | 20:06

Provinciali, Demagri e Valduga promossi da Ugo Rossi: “Sono una garanzia per l’Autonomia, il consenso della Destra invece è basato sui risultati nazionali”

L’ex presidente della Provincia Ugo Rossi non si sbilancia ma promuove entrambi i candidati dell’Alleanza democratica: “Valduga e Demagri incarnano i valori di un territorio orgoglioso della sua identità autonomista ma che è anche aperto all’accoglienza e alla convivenza che sono elementi propri del Trentino che non si ritrovano nell’altra coalizione”

Provinciali, Demagri e Valduga promossi da Ugo Rossi: “Sono una garanzia per l’Autonomia
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Il primo nome a circolare è stato quello dell’attuale sindaco di Rovereto, Francesco Valduga, ma nelle scorse ore fra i profili papabili per guidare la coalizione del Centrosinistra-autonomista alle prossime Provinciali è spuntata anche Paola Demagri. La consigliera provinciale (ex Patt e co-fondatrice di Casa Autonomie.eu) non ha avuto precedenti esperienze di governo e pertanto può essere considerata fra i volti emergenti del nuovo scenario politico. Il suo potrebbe essere il nome giusto per mettere d’accordo i numerosi partiti che compongono l’Alleanza democratica per l’Autonomia. Una candidata donna infatti rappresenterebbe un segno di rottura con il passato e potrebbe mettere in difficoltà sia l’esponente di Fratelli d’Italia, Francesca Gerosa, che il leghista Maurizio Fugatti.

 

Per Alessandro Dal Ri, da poco eletto segretario provinciale del Partito Democratico si tratta di “due ottimi nomi” anche se al momento non ha voluto sbilanciarsi: “Se ne riparlerà al tavolo di coalizione ma non abbiamo ancora fissato una data per la prossima riunione”.

 

Dal canto suo l’ex presidente della Provincia di Trento (oggi consigliere di opposizione), Ugo Rossi, non sarà in prima fila nella disputa elettorale perché ha deciso di non ricandidarsi ma comunque ha sicuramente l’esperienza per dire la sua e contribuire al dibattito politico.

 

Cosa pensa della candidatura di Demagri, potrebbe essere il profilo azzeccato per il Centrosinistra-autonomista?

“Posso dirle quello che ho detto a lei: è un bene che ci siano varie possibilità, tutti nomi di qualità e ognuno con le sue peculiarità. Il fatto che ci siano più opzioni spero che possa accelerare certe scelte per arrivare a un’alternativa vera per un’Autonomia seria. A prescindere da chi sarà la guida l’importante è che si costruisca anche una squadra efficiente con persone che sappiano lavorare assieme ma devo dire che sia Demagri che Valduga hanno le caratteristiche per farlo”.

 

Insomma serve un candidato, o una candidata, che possa incarnare i valori dell’Autonomia…

“Certamente, questo è un elemento di assoluta importanza, sotto questo aspetto entrambe le candidature danno ampie garanzie”.

 

In questo senso, secondo lei, l’altra coalizione offre meno garanzie?

“Questo è sicuro. Sull’altro versante le garanzie sono inferiori, non tanto per il fatto che siano candidature di chiaro riferimento nazionale ma proprio per la concezione dell’Autonomia che non è basata su un radicamento culturale profondo che rappresenta la vera essenza del Trentino”.

 

Si spighi meglio…

“Il consenso di Lega e Fratelli d’Italia, più che sull’impatto che hanno avuto a livello locale, è basato sui risultati nazionali. Fu così nel 2018 e lo sarà anche nel 2023. La Lega per esempio ha sempre dato all’Autonomia una chiave di lettura rivendicativa mentre il partito di Giorgia Meloni l’ha sempre vista in cattiva luce, per la Destra italiana l’Autonomia è stata una nemica dell’unità del Paese e solo in questi ultimi tempi è stata riscoperta per raccogliere consenso sul territorio. Valduga e Demagri al contrario incarnano i valori di un territorio orgoglioso della sua identità autonomista ma che è anche aperto all’accoglienza e alla convivenza che sono elementi propri del Trentino che non si ritrovano nell’altra coalizione”.

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