Elezioni provinciali, il centrodestra tocca il 52%, ma solo con FdI. Valduga al 36%
In caso di unità il centrodestra sembrerebbe avere la vittoria in pugno con il 52% contro il 36% di Valduga, ma in caso di una separazione tra Lega e FdI i risultati non sarebbero altrettanto scontati

TRENTO. Il tempo delle elezioni si avvicina rapidamente, col relativo conto alla rovescia che oggi segna -105 giorni alla data prescelta per presentarsi alle urne (il 22 ottobre). Si inizia quindi a fare i primi conti, sia a destra che a sinistra, ad elaborare i primi numeri, anche se gli schieramenti non sono ancora del tutto chiari, almeno nell’ala destra dell’emiciclo.
A sinistra domina l’Alleanza Democratica Autonomista, che già da qualche tempo ha individuato in Francesco Valduga il proprio candidato e nelle ultime settimane ha iniziato, chi più chi meno, a muoversi sul territorio. A destra, invece, la situazione è più complessa e gira tutto attorno alla possibile ufficializzazione dell’attuale presidente Fugatti.
Fugatti, che negli ultimi cinque anni è stato il leader indiscusso del centrodestra trentino, sembrava destinato ad un secondo mandato da presidente. Questo almeno fino al successo nazionale degli alleati di Fratelli d’Italia, che hanno cominciato a chiedere qualcosa in più anche all’interno dell’alleanza provinciale, arrivando quindi alla situazione attuale in cui non è ancora chiaro chi sarà il leader della coalizione di centrodestra e, addirittura, se ci sarà una coalizione.
Descrive bene la situazione il consigliere provinciale Michele Dallapiccola, attualmente in corsa nella coalizione di centrosinistra con il Movimento Casa Autonomia.eu fondato assieme alla consigliera Demagri: “Sono due, i componenti dell’attuale esecutivo provinciale, che mettono insieme la propria lista: Spinelli e Gottardi. Da privatisti delle provinciali, si aspettano da Fugatti il giusto compenso. Gli 8 ambiti posti in giunta. Uno a Fugatti e uno per ciascuno ai due dalla lista privata”.
“Poi – prosegue Dallapiccola -, nella disfida tutta autonomista dentro a questo spaventoso “Cencelli” in salsa leghista trentina, al Patt ne spetterebbe soltanto uno. La promessa di un secondo posto per gli Autonomisti, con le percentuali che i sondaggi rivelano, sembrerebbe sempre più foriera di potenziali ulteriori dissapori nel centrodestra. A questo punto rimarrebbero comunque tre posti potenzialmente liberi in Giunta. Tutti opzionati dai seguaci della Giorgia nazionale”.
Una situazione non esattamente rosea e potenzialmente foriera di conflitti interni. La destra, però, pare non avere altra soluzione che arrivare ad un accordo, dato che i numeri non sembrerebbero presagire risultati utili in caso di separazione. Come riporta il Corriere del Trentino i sondaggi danno il centrodestra unito vincente con il 52%, mentre la coalizione di Valduga resterebbe indietro al 36%. Ma, con Fratelli d’Italia che porterebbe tra il 18 e il 20%, procedere ognuno per la propria strada significherebbe rimettere in gioco l’Alleanza Democratica Autonomista, se non addirittura servirle la vittoria su un piatto d’argento.
Sembrano aver afferrato il messaggio Fugatti e Urzì, incontratisi lo scorso 7 luglio all’Hotel Laurin di Bolzano. Non è ancora emerso un nome definitivo per il candidato presidente, ma sembra sia emersa la consapevolezza di doversi muovere assieme, forse anche a discapito di altre forze attualmente al tavolo. “Non interessa quello su cui stanno lavorando altri tavoli, determinante sarà l’apporto che potrà essere infine dato da FdI, senza di cui non ci sarà squadra e condivisione e soprattutto vittoria”, scrive infatti il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Urzì.
Ovviamente i sondaggi possono sbagliare, le situazioni ribaltarsi per un motivo o per l’altro, ma i numeri al momento parlano chiaro. Il centrodestra deve guardare all’interno e trovare il modo di risolvere le proprie divergenze, mentre il centrosinistra già unito deve iniziare la propria campagna per cercare di alzare le proprie percentuali in vista dell’unico conteggio che importa: quello di ottobre.












