Provinciali, Paola Demagri candidata presidente: Casa Autonomia lancia la sua proposta capace di scompaginare le carte e arrivare fino in fondo
Il nome dell'ex responsabile del servizio infermieristico dell'ospedale Valli del noce e presidente della Apsp Santa Maria di Cles è stato fatto oggi quando Demagri e Dallapiccola hanno comunicato la loro uscita dal gruppo del Patt anche in Regione (dopo la svolta a destra degli Autonomisti). Ecco perché la candidatura di Demagri potrebbe davvero essere quella giusta per il centrosinistra autonomista e perché la partita per la presidenza potrebbe essere tutta al femminile (oggi Gerosa ha ricevuto l'endorsement anche del ministro Lollobrigida)

TRENTO. Paola Demagri candidata presidente. Qualcosa, finalmente, sembra muoversi nel blocco del centrosinistra autonomista e dopo che per mesi la scena politica è stata monopolizzata dalla ''sfida'' Fugatti-Gerosa, a destra, ora anche sull'altro fronte stanno emergendo delle candidature che possono aprire prospettive interessanti. Il ''lancio'' del nome della consigliera provinciale di Casa Autonomia è avvenuto ufficialmente questa mattina durante la conferenza stampa che segnava il distacco del duo Dallapiccola-Demagri dal Patt anche in consiglio regionale (in consiglio provinciale era già stato fatto qualche settimana fa). Lo ha fatto il suo collega Michele Dallapiccola ricordando che quello di Demagri è un nome molto forte da proporre alla coalizione e che, comunque viene proposto in chiave costruttiva e non per chiudere porte e possibilità di confronto con tutte le forze alternative a questo governo leghista.
Impossibile proseguire con le Stelle Alpine soprattutto alla luce della loro svolta, ormai palese e dichiarata, con la Lega, appunto, e la destra nazionale. E pensare che fino a qualche settimana fa erano proprio Dallapiccola e Demagri ad essere accusati dal Patt di aver tradito il partito segnando una frattura quando oggi è palese chi ha cambiato rotta tradendo la linea degli ultimi vent'anni che ha portato gli autonomisti a governare la Provincia con Ugo Rossi e facendo segnare i massimi risultati elettorali e politici.
Demagri e Dallapiccola hanno fatto, anche su ordine di quello che era il loro segretario, Marchiori, per anni opposizione alla maggioranza leghista di Fugatti portando avanti i temi degli autonomisti in consiglio provinciale. Hanno provato anche a far valere le loro idee e posizioni in seno al partito ma una volta compreso che non c'era più niente da fare e che i vertici del partito avevano già abbracciato la Lega di Fugatti (e non è certo cosa di questi giorni come scriviamo ormai da mesi) hanno deciso di restare coerenti con le loro idee e posizioni fondando Casa Autonomia.
Ora che il Pd ha scelto il suo nuovo segretario e sa di poter contare sull'energia e l'impegno di Alessandro Dal Ri e che Campobase si è compattato proponendo a sua volta una figura come candidato presidente, il sempreverde sindaco di Rovereto Francesco Valduga, i tempi sono maturi anche per lanciare nella mischia Paola Demagri candidata presidente. Un nome dal grande potenziale per il centrosinistra autonomista e che, finalmente, potrebbe accendere l'entusiasmo in quelle che sono oggi le opposizioni. Demagri è una stimata professionista in ambito sanitario ed ha esperienza politica accumulata in consiglio provinciale negli ultimi 4 anni. Classe '65, infermiera (diplomata dottoressa in scienze infermieristiche ed ostetriche), coordinatrice infermieristica e poi responsabile del servizio infermieristico dell'ospedale Valli del noce è stata anche presidente della Apsp Santa Maria di Cles. Dal 2018 è consigliera provinciale eletta con il Patt.
Quest'ultimo, ovviamente, non è un elemento di poco conto perché è ben radicata nelle valli (inutile girarci intorno, Pd, Azione/Italia Viva, Campobase, Futura, Verdi, Sinistra Italiana se hanno appeal lo hanno soprattutto nelle città e nei grandi centri abitati) e porta in dote al centrosinistra quel ''marchio'' di autonomismo che in Trentino, si sa, è imprescindibile. Inoltre con una Demagri candidata presidente i voti presi personalmente dalla sua lista andranno a valere doppio perché ''sottratti'' direttamente al Patt che, invece, fa da spalla alla Lega e alla destra. Dunque tolto uno e guadagnato uno il risultato fa 2 per ogni voto conquistato. A tutto questo aggiungiamo il fatto che sarebbe, finalmente per il centrosinistra, una candidata donna e che non è ''bruciata'' da vecchie esperienze politiche (come potrebbero essere gli ex assessori della giunta Rossi o comunque chi c'era in quegli anni) o da sconfitte brucianti. Non fa parte del vecchio e non ha conti aperti con quelli che potrebbero essere i futuri colleghi di coalizione. Inoltre gira da settimane i territori con un'ottima risposta di pubblico, eterogeneo e interessato (da Trento alle valli, appunto).
Insomma ok, la candidata è giusta (parafrasando il noto game show anni '80 e '90 con Iva Zanicchi). E se dall'altra parte dovesse davvero esserci Francesca Gerosa il Trentino potrebbe contare su una sfida tutta al femminile dal sapore di futuro. Fantascienza? Può darsi. Ma Bismarck diceva che ''la politica è l'arte del possibile'' e qui di possibile c'è tutto visto che Demagri è pienamente in lizza (per quanto detto sopra) e Gerosa ha alle spaelle il primo partito italiano, in Trentino. Inoltre proprio oggi l'attuale presidente di Itea ha avuto l'endorsement del ministro Francesco Lollobrigida in visita a Cavalese che ha ricordato come Fratelli d'Italia voglia lavorare con un programma condiviso con la coalizione ma che non accetterà imposizioni: ''Se ci saranno le condizioni andremo insieme, altrimenti avanti con Gerosa una grande persona, con grandi competenze e capacità. E poi lo stiamo vedendo che spesso le donne dimostrano di essere più brave degli uomini''.
La partita è aperta. Speriamo gliela facciano giocare a entrambe fino in fondo. E poi vinca la migliore.


















