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| 07 mar 2023 | 17:59

Provinciali, Paola Demagri candidata presidente: Casa Autonomia lancia la sua proposta capace di scompaginare le carte e arrivare fino in fondo

Il nome dell'ex responsabile del servizio infermieristico dell'ospedale Valli del noce e presidente della Apsp Santa Maria di Cles è stato fatto oggi quando Demagri e Dallapiccola hanno comunicato la loro uscita dal gruppo del Patt anche in Regione (dopo la svolta a destra degli Autonomisti). Ecco perché la candidatura di Demagri potrebbe davvero essere quella giusta per il centrosinistra autonomista e perché la partita per la presidenza potrebbe essere tutta al femminile (oggi Gerosa ha ricevuto l'endorsement anche del ministro Lollobrigida)

Provinciali, Paola Demagri candidata presidente: Casa Autonomia lancia la sua proposta capace di scompaginare le carte e

TRENTO. Paola Demagri candidata presidente. Qualcosa, finalmente, sembra muoversi nel blocco del centrosinistra autonomista e dopo che per mesi la scena politica è stata monopolizzata dalla ''sfida'' Fugatti-Gerosa, a destra, ora anche sull'altro fronte stanno emergendo delle candidature che possono aprire prospettive interessanti. Il ''lancio'' del nome della consigliera provinciale di Casa Autonomia è avvenuto ufficialmente questa mattina durante la conferenza stampa che segnava il distacco del duo Dallapiccola-Demagri dal Patt anche in consiglio regionale (in consiglio provinciale era già stato fatto qualche settimana fa). Lo ha fatto il suo collega Michele Dallapiccola ricordando che quello di Demagri è un nome molto forte da proporre alla coalizione e che, comunque viene proposto in chiave costruttiva e non per chiudere porte e possibilità di confronto con tutte le forze alternative a questo governo leghista.

 

Impossibile proseguire con le Stelle Alpine soprattutto alla luce della loro svolta, ormai palese e dichiarata, con la Lega, appunto, e la destra nazionale. E pensare che fino a qualche settimana fa erano proprio Dallapiccola e Demagri ad essere accusati dal Patt di aver tradito il partito segnando una frattura quando oggi è palese chi ha cambiato rotta tradendo la linea degli ultimi vent'anni che ha portato gli autonomisti a governare la Provincia con Ugo Rossi e facendo segnare i massimi risultati elettorali e politici.

 

Demagri e Dallapiccola hanno fatto, anche su ordine di quello che era il loro segretario, Marchiori, per anni opposizione alla maggioranza leghista di Fugatti portando avanti i temi degli autonomisti in consiglio provinciale. Hanno provato anche a far valere le loro idee e posizioni in seno al partito ma una volta compreso che non c'era più niente da fare e che i vertici del partito avevano già abbracciato la Lega di Fugatti (e non è certo cosa di questi giorni come scriviamo ormai da mesi) hanno deciso di restare coerenti con le loro idee e posizioni fondando Casa Autonomia.

 

Ora che il Pd ha scelto il suo nuovo segretario e sa di poter contare sull'energia e l'impegno di Alessandro Dal Ri e che Campobase si è compattato proponendo a sua volta una figura come candidato presidente, il sempreverde sindaco di Rovereto Francesco Valduga, i tempi sono maturi anche per lanciare nella mischia Paola Demagri candidata presidente. Un nome dal grande potenziale per il centrosinistra autonomista e che, finalmente, potrebbe accendere l'entusiasmo in quelle che sono oggi le opposizioni. Demagri è una stimata professionista in ambito sanitario ed ha esperienza politica accumulata in consiglio provinciale negli ultimi 4 anni. Classe '65, infermiera (diplomata dottoressa in scienze infermieristiche ed ostetriche), coordinatrice infermieristica e poi responsabile del servizio infermieristico dell'ospedale Valli del noce è stata anche presidente della Apsp Santa Maria di Cles. Dal 2018 è consigliera provinciale eletta con il Patt.

 

Quest'ultimo, ovviamente, non è un elemento di poco conto perché è ben radicata nelle valli (inutile girarci intorno, Pd, Azione/Italia Viva, Campobase, Futura, Verdi, Sinistra Italiana se hanno appeal lo hanno soprattutto nelle città e nei grandi centri abitati) e porta in dote al centrosinistra quel ''marchio'' di autonomismo che in Trentino, si sa, è imprescindibile. Inoltre con una Demagri candidata presidente i voti presi personalmente dalla sua lista andranno a valere doppio perché ''sottratti'' direttamente al Patt che, invece, fa da spalla alla Lega e alla destra. Dunque tolto uno e guadagnato uno il risultato fa 2 per ogni voto conquistato. A tutto questo aggiungiamo il fatto che sarebbe, finalmente per il centrosinistra, una candidata donna e che non è ''bruciata'' da vecchie esperienze politiche (come potrebbero essere gli ex assessori della giunta Rossi o comunque chi c'era in quegli anni) o da sconfitte brucianti. Non fa parte del vecchio e non ha conti aperti con quelli che potrebbero essere i futuri colleghi di coalizione. Inoltre gira da settimane i territori con un'ottima risposta di pubblico, eterogeneo e interessato (da Trento alle valli, appunto).

 

Insomma ok, la candidata è giusta (parafrasando il noto game show anni '80 e '90 con Iva Zanicchi). E se dall'altra parte dovesse davvero esserci Francesca Gerosa il Trentino potrebbe contare su una sfida tutta al femminile dal sapore di futuro. Fantascienza? Può darsi. Ma Bismarck diceva che ''la politica è l'arte del possibile'' e qui di possibile c'è tutto visto che Demagri è pienamente in lizza (per quanto detto sopra) e Gerosa ha alle spaelle il primo partito italiano, in Trentino. Inoltre proprio oggi l'attuale presidente di Itea ha avuto l'endorsement del ministro Francesco Lollobrigida in visita a Cavalese che ha ricordato come Fratelli d'Italia voglia lavorare con un programma condiviso con la coalizione ma che non accetterà imposizioni: ''Se ci saranno le condizioni andremo insieme, altrimenti avanti con Gerosa una grande persona, con grandi competenze e capacità. E poi lo stiamo vedendo che spesso le donne dimostrano di essere più brave degli uomini''.

 

La partita è aperta. Speriamo gliela facciano giocare a entrambe fino in fondo. E poi vinca la migliore. 

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