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| 07 giu 2023 | 19:19

"Una donna è stata aggredita da un lupo", la notizia diffusa in Val di Fassa. Ecco i risultati delle indagini condotte dalla Provincia

Il consigliere provinciale Filippo Degasperi ha presentato un'interrogazione ed ora dalla Pat è arrivata la risposta. Le indagini portate avanti hanno consentito di chiarire “che si è trattato di una classica fake-news nata in rete; approfondendo la cosa emergeva che i fatti venivano riferiti a località diverse, con modalità diverse e con numero di soggetti (e di cani) coinvolti diversi”. Impossibile risalire all'autore

Foto interrogazione Degasperi, archivio
Foto interrogazione Degasperi, archivio

TRENTO. La notizia era circolata sui social e nei gruppi whatsApp ed aveva creato non poca paura fra i residenti della Val di Fassa e non solo: stiamo parlando di quella che veniva definita come “una presunta aggressione di un lupo ai danni di una donna”. Ad aprile, fra l'altro, erano circolate anche alcune foto ritraenti i danni che questa persona avrebbe subito.

 

L'INTERROGAZIONE

La vicenda ha creato un forte allarme e, visto la poca chiarezza della situazione, il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi, ha deciso di presentare una interrogazione con la quale già si ipotizzava una bufala chiedendo alla Pat come intendeva intervenire.

 

Potremmo trovarci difronte al reato di procurato allarme” ha spiegato nel testo dell'interrogazione Degasperi. “Un episodio grave, specialmente per la delicata tematica in questione, quella della convivenza tra uomo e grandi carnivori”.

 

Sempre il consigliere di Onda spiega che molte persone in Val di Fassa, “spaventate una volta appresa la notizia, avrebbero rinunciato a frequentare il bosco o addirittura ad uscire dai centri abitati con i propri cani per paura del lupo. Una fobia, a prescindere dall’episodio, che per gli esperti non troverebbe mai ragione di esistere considerate le bassissime probabilità anche solo di un incontro ravvicinato con il lupo”.

 

LA RISPOSTA DELLA PROVINCIA

Nelle scorse ore è arrivata la risposta da parte della Provincia. “L’Amministrazione provinciale ha avuto notizia dell’evento – viene spiegato - ed ha indagato attraverso la struttura forestale competente per zona (Stazione forestale di Fassa)”.

 

Le indagini portate avanti hanno consentito di chiarire “che si è trattato di una classica fake-news nata in rete; approfondendo la cosa emergeva che i fatti venivano riferiti a località diverse, con modalità diverse e con numero di soggetti (e di cani) coinvolti diversi”.

 

Per scrupolo è stata fatta una verifica anche nelle strutture sanitarie di valle per verificare se si fossero prestate a qualcuno cure attinenti all’episodio riferito, ma sempre con esito negativo.

 

Purtroppo nessuno è riuscito a risalire a chi ha creato quella fake news. “Non è stato possibile risalire all’origine di questa notizia che in rete è divenuta virale per poi scomparire in tempi piuttosto rapidi e dunque nemmeno individuare i responsabili della sua diffusione” ha chiarito la Provincia.

 

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