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Trento
31 luglio | 18:38

Predazioni lupo, la Comunità di Valle alla Pat: ''Aiutateci con informazioni e sistemi di prevenzione''. Appare cartello ''bocconi avvelenati'' e Paccher: ''Abbattere i branchi''

Da un lato ci sono gli amministratori che chiedono razionalmente misure di sostegno per gli allevatori e di aiuto nell'affrontare il problema, dall'altro c'è chi come il consigliere provinciale Paccher che dopo 7 anni di governo chiede (ancora) ''interventi immediati'' e parla di ''abbattere non singoli esemplari ma interi branchi'' (quando è già previsto che si agirà per quote) e invita a ''riprenderci il territorio''

TRENTO. Soffiano sulla paura certi politici, tentano (ancora) di strumentalizzare i problemi, governano da 7 anni e ancora si ritrovano a fare le stesse dichiarazioni di quando erano all'opposizione. Altri cercano di muoversi razionalmente, chiedono provvedimenti concreti proprio a chi ancora oggi si affida alla propaganda, chiedono informazione, formazione, sistemi di difesa e presenza dei forestali. E poi ci sono i trogloditi violenti, quelli che non rispettano niente e nessuno, quelli che pensano di farsi giustizia da sé e poi finiscono per uccidersi il cane, avvelenare il gatto del vicino, fare una strage di selvatici.

 

Sono quelli che hanno posizionato cartelli con scritto ''avvisiamo che siamo costretti a spargere bocconi avvelenati sul territorio, tenete al guinzaglio i vostri cani'', che si firmano come ''uniti per la difesa del buon senso (perduto)'' e sono pronti a fare quel che è accaduto a pochi chilometri di distanza, sempre in Valsugana, dove 5 lupi sono stati trovati avvelenati non lontano da Levico. Il lupo, in questi giorni, ha compiuto alcune predazioni una, l'ultima, nella notte tra il 27 e il 28 luglio, a Spera nel Comune di Castel Ivano. Un asinello, non protetto a dovere (come praticamente sempre accade quando ci sono delle predazioni, purtroppo), è stato ucciso. 

 

La Comunità Valsugana e Tesino, con tutti i comuni compatti alle spalle, ha scritto una lettera alla provincia e all'assessore Failoni dove si riporta quest'ultima vicenda e si ricorda che ''tali episodi non sono più eventi isolati. La Valsugana ha registrato il 46% delle predazioni da lupo avvenute in tutto il Trentino, un dato allarmante che mette in luce come questa area sia tra le più colpite a livello provinciale. La sensazione diffusa tra gli allevatori e i cittadini è di crescente impotenza e frustrazione, unita alla consapevolezza che il tempo dell'attesa è finito: occorrono azioni immediate e concrete''.

 

E qui si arriva a quanto dicevamo all'inizio. Le azioni immediate e concrete sono di due tipi. Da un lato ci sono le chiacchiere di chi governa da 7 anni come Roberto Paccher (uno che candidato alle europee l'anno scorso con la Lega si presentava con questo slogan: ''Per la caccia vota un cacciatore'') che si è profuso in una lettera all'Adige intitolata ''Lupi, servono interventi immediati'' (già qui si potrebbe ribattere dicendo: governi dal 2018, vanno bene anche ''interventi a breve/medio/lungo termine'', basta fare qualcosa, non metteteci troppo) e gli interventi che butta lì il presidente del consiglio regionale sono ''non l'abbattimento del singolo esemplare ma degli interi branchi nelle zone più critiche''. ''E' tempo di riappropriarci del nostro territorio. E di farlo con determinazione utilizzando tutti gli strumenti a disposizione. Ad iniziare dagli abbattimenti''.

 

 

E' bene ricordare al consigliere provinciale della Valsugana Roberto Paccher che il Trentino, sino ad oggi, è l'unico territorio nazionale che aveva avuto il via libera per abbattere due lupi in Vallagarina e non c'è riuscito (prendere un lupo non è una passeggiata) era il 2023 e che è già previsto in maniera chiara che saranno fissate delle quote di abbattimenti per territori (tra 3 e 5 esemplari per tutto il Trentino in un anno) e che comunque verranno autorizzate solo se le predazioni avverranno in presenza di sistemi di difesa attivi (recinti elettrificati, cani da guardiania, presenza del pastore, etcetc).

 

Insomma l'unica vera azione immediata da fare è quella di dare seguito alle lettera della Comunità di Valle che mette nero su bianco questo: ''Chiediamo che ci siano interventi di prevenzione sia di tipo informativo e formativo, verso gli allevatori, che di tipo tecnico con la presenza del personale del Servizio faunistico (es: interventi di dissuasione qualora applicabili); pensiamo che sia importante darne comunicazione e informare anche la popolazione tutta. Inoltre, si dia avvio concreto e tempestivo a una vera forma di controllo venatorio, con piani operativi territoriali, coordinamento con le forze locali e coinvolgimento diretto dei portatori di interesse''.

 


 

Insomma Paccher si svegli e aiuti il suo territorio con azioni concrete invece che continuare a soffiare sulla paura e fare propaganda. Le predazioni sono assolutamente evitabili, il conflitto con i grandi carnivori si può ridurre, farlo scemare mettendo in pratica quanto è già ben conosciuto e raccomandato dai tecnici da diversi lustri. E forse, finalmente, ci libereremo anche degli idioti che pensano che usare dei bocconi avvelenati sia ''buon senso''

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