Arriva la nomina per Anzelini alla guida di Patrimonio (e Itea): non più presidente ma amministratore unico. Ma l'incarico appare inconferibile?
Oggi, lunedì 22 luglio, era il termine ultimo fissato per la nomina del nuovo Presidente. Ma dalla Giunta (convocata in extremis) è arrivata addirittura l'indicazione di conferire all'ex presidente di Trentino Sviluppo la carica di amministratore unico, che sostituisce presidente, amministratore delegato e consiglio d'amministrazione. Ma c'è l'enorme problema della legge Severino, che non lo permetterebbe

TRENTO. Pare proprio che il presidente Maurizio Fugatti abbia deciso di andare sino in fondo. E, anzi, quasi di "raddoppiare" la posta.
Oggi - lunedì 22 luglio - scadeva il termine per nominare il nuovo presidente di Patrimonio del Trentino Spa, una delle partecipate di maggior importanza a livello provinciale. Ergo è stata convocata in extremis una riunione di Giunta e, nel pomeriggio, si sarebbe provveduto a nominare Sergio Anzelini, ex presidente di Trentino Sviluppo, alla guida della società partecipata esclusivamente dalla Provincia di Trento.
Ma, attenzione, Anzelini non sarebbe stato nominato Presidente, bensì addirittura Amministratore Unico, una carica ben più importante che gli permetterebbe di essere "l'uomo solo al comando". In poche parole: con un amministratore unico non esistono più le figure di Presidente e Amministratore Delegato e non viene eletto il Consiglio d'Amministrazione.
Insomma, un plenipotenziario in tutto e per tutto, che risponde - dal punto di vista politico - all'amministrazione e con totale libertà di manovra dal punto di vista operativo, senza bisogno di alcun confronto.
C'è un "però" ed è quello che già era stato sollevato nei mesi scorsi (QUI ARTICOLO): Sergio Anzelini sarebbe infatti "inconferibile" in quanto, secondo la legge Severino, non potrebbe ricoprire tale carica (né quella di Presidente, né quella di Amministratore Unico) in quanto già Presidente di Trentino Sviluppo.
Cosa prevede la norma? Semplice: la legge Severino stabilisce che un dirigente pubblico non può transitare da un ente pubblico ad un altro, se non sia intercorso un periodo di "pausa" di almeno due anni ed, essendo Anzelini presidente (in scadenza) di Trentino Sviluppo, adesso non può passare a Patrimonio.
C'è poi un'altra questione: l'idea (o indicazione, che dir si voglia) di Fugatti era quella di "accorpare" le competenze di direzione di Patrimonio e Itea in un'unica figura. Quella di Anzelini, per l'appunto. La volontà di Fugatti resta la medesima, ma c'è da risolvere una questione legale non di poco conto e la norma sembra molto chiara in tal senso, visto che esistono numerosi precedenti a riguardo.
L'Anac - l'autorità anticorruzione -, in tal senso, si è espressa molte volte in maniera netta, ribadendo come la legge anticorruzione voluta dall'allora ministra della giustizia del governo Monti, sia sempre "superiore" alle leggi speciali e a quelle promulgate dalle province autonome.












